Numero di voli, segnali di ripresa in Cina, ma per l’Italia e' ancora dura

Numero di voli, segnali di ripresa in Cina, ma per l’Italia e' ancora dura. In questi giorni si parla del rilancio di Alitalia, che e' destinata a divenire, molto ridimensionata, al 100% pubblica. La nuova compagnia di bandiera partira' infatti con una trentina di aerei dai 113 attualmente in dotazione, che poi e' lo stesso numero di aeromobili utilizzati in questo periodo con la pandemia di coronavirus che ha fatto crollare la domanda di voli.

I dipendenti destinati ad andare in cassa integrazione sono 6000 su di un totale di 12000, si tratta di una riduzione del personale simile a quella che era stata chiesta da Lufthansa per prendersi carico di Alitalia, una ipotesi questa che potrebbe quindi anche tornare di attualita' quando si esauriranno gli effetti della pandemia in corso. Il rilancio di Alitalia si innesta in una fase drammatica per il comparto dei trasporti. Dal sito di OAG e' possibile ricavare informazioni dettagliate sull'andamento della domanda per di voli.

OAG infatti ha seguito l'andamento della capacita' dei trasporti aerei sin dall'inizio dell'anno. Il sito mette a disposizione una tabella dove si puo' verificare l'andamento del numero settimanale di voli in partenza dalle principali nazioni dal lunedi' 6 gennaio 2020 paragonato alla stessa settimana del 2019 dal lunedi' 7 gennaio.

Alla terza settimana di marzo il dato globale mostra una contrazione del 12%. Interessante pero' notare che l'epidemia, in Cina, sembra aver raggiunto il suo impatto massimo. Le rilevazioni infatti hanno toccato il valore peggiore nella settimana iniziata il 17 febbraio, con un -71%, per poi risalire al 40/41% a partire da inizio marzo e al 39% nella settimana del 16 marzo. Al contrario i voli da Hong Kong sono ancora piu' bassi dell'80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (il dato peggiore della serie), quelli dalla Corea del Sud sono in numero inferiore alla meta' da un anno fa (56%), il calo per Singapore e' del 35%, quello del Giappone del 19%, in Germania la contrazione e' stata del 30%.

Il dato piu' pesante, se si esclude Hong Kong, e' quello riguardante l'Italia, dove i voli in partenza sono il 74% in meno di quelli registrati nella terza settimana di marzo del 2019, un crollo rispetto alla settimana iniziata il 9 marzo quando la diminuzione era del 22% circa. Fino al 16 marzo la situazione era invece sostanzialmente invariata negli Usa, dove la diminuzione era limitata al -0,5%.

L'andamento del numero dei voli in Cina mostra che dall'inizio della contrazione, il 27 gennaio, all'inizio della ripresa, il 24 febbraio, sono trascorse 4 settimane, ma al momento non e' ovviamente possibile dire se e quando il numero dei voli tornera' al livello di inizio anno. E' pero' ragionevole pensare, se come sembra la Cina ha intenzione di ridurre le restrizioni imposte dal contagio nelle zone piu' colpite intorno all'8 aprile, che gia' 8/9 settimane dopo l'inizio della crisi si possa tornare ad una parvenza di normalita'.

Trasferendo queste considerazioni all'Italia e' plausibile ipotizzare un allentamento delle restrizioni, se il numero di voli puo' essere considerato un buon indicatore della "normalita'" della situazione, gia' con la prima meta' del mese di maggio. Sostanzialmente questo vorrebbe dire aver perso una parte consistente di un trimestre di Pil, un buco sul grafico della ricchezza del Paese che ammontera' sicuramente a piu' di 100 miliardi di euro.