Momento della verità per il Nasdaq 100 e per lo S&P500, il sentiment migliora

Momento della verità per il Nasdaq 100 e per lo S&P500, il sentiment migliora. Il Nasdaq 100 è reduce dalla costruzione di una figura rialzista, un "doppio minimo" con base in area 10660 disegnato dal 21 settembre, che gli ha permesso di mettere a segno un rimbalzo fino in area 11570. 

Su questi livelli si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo storico del 2 settembre, resistenza che fa da spartiacque tra un rimbalzo tecnico e un tentativo di inversione del trend: il superamento di area 11570 potrebbe essere un primo indizio (ulteriori conferme oltre area 11770) del fatto che il calo in atto dai massimi dello scorso mese è stato solo una fase temporanea di assestamento e non l'inizio di una tendenza duratura. 

Anche sul grafico dello S&P 500 è comparsa una figura rialzista a doppio minimo, anche se non ben disegnata come quella del Nasdaq 100, con base a 3210/20 punti, completata il 28 settembre con la rottura dei 3323 punti. Nel caso dello S&P 500 il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo del 2 settembre è posto a 3400 punti ed è quindi nel mirino delle quotazioni ormai da alcune sedute. Il superamento di quella quota, e della resistenza successiva a 3445 punti, permetterebbe di sperare nella ripresa duratura dell'uptrend. 

Quale potrebbe essere il destino dell'indice S&P 500, e della borsa in generale, lo lascia intendere l'andamento di un indicatore di Bank of America, il "Sell Side Indicator", che fornisce una misura dell'atteggiamento rialzista del mercato nei confronti delle azioni. A settembre questo indicatore è tornato al 56%, sui massimi dall'inizio della pandemia di coronavirus. 

Il target a 12 mesi per lo S&P500 compatibile con la attuale valutazione dell'indicatore è posto a 3734 punti, un 10% superiore quindi rispetto ai valori attuali e al di sopra del massimo storico del 2 settembre a 3588 punti. L'indicatore di Bank of America è affidabile, in passato, con queste condizioni di partenza, ha anticipato una crescita delle azioni nei 12 mesi successivi il 94% delle volte con una media della performance annuale del 20%. 

In generale sempre secondo Bank of America il sentiment nei confronti della borsa sembra comunque destinato a migliorare grazie alle elezioni presidenziali. Nelle ultime 8 elezioni il sentiment è migliorato nel 75% dei mesi di ottobre, del 63% nei mesi di novembre e del 50% nei mesi di dicembre. 

Certo, in questa occasione il timore che Donald Trump possa non accettare il verdetto delle urne rende probabile un aumento della volatilità a ridosso della proclamazione del risultato, ma questa maggiore incertezza e le sue ricadute sulla borsa dovrebbero essere di breve durata. 

Nel caso precedente del 2000, quando la Corte Suprema si è dovuta pronunciare sul risultato elettorale, raggiungendo un verdetto a dicembre, lo S&P500 era arrivato a perdere il 5% durante l'attesa. 

Secondo gli analisti di Credit Suisse il mercato azionario Usa potrebbe in ogni caso andare incontro ad una contrazione subito dopo il voto in caso di vittoria di Biden indipendentemente dall'atteggiamento di Trump: il programma del democratico prevede un inasprimento della tassazione sui profitti aziendali ma anche in questo caso, una volta inclusa questa variabile nell'equazione, le azioni dovrebbero riprendere a salire rispettando la statistica che le vuole al rialzo dopo le elezioni presidenziali. 

La Federal Reserve del resto continuerà a fare il cane da guardia sulla ripresa economica e non permetterà che il mercato azionario si abbassi in modo consistente senza intervenire in suo sostegno. 

In sintesi c'è la tendenza a credere che una eventuale fase di ripiegamento possa rappresentare una "buy opportunity" per gli investitori. Gli esperti di Credit Suisse sottolineano come non solo il mercato Usa sia interessante: le azioni americane non sono particolarmente a buon mercato mentre in Asia, dove stanno uscendo dati macro incoraggianti, potrebbero esserci opportunità più allettanti. 

Un report di DataTrek (https://datatrekresearch.com/) non è dello stesso avviso. Gli esperti di questa casa di consulenza evidenziano come le azioni Usa abbiano sovraperformato quelle degli altri paesi, emergenti e non, dal 2005, e sono convinti che possano continuare a farlo. 

I settori che avranno maggiore spazio di rialzo in futuro sono quelli della tecnologia e delle comunicazioni, comparti che contribuiscono a formare per il 39% circa lo S&P500, una percentuale maggiore rispetto a quella che si può riscontrare negli altri mercati, limitata al 31% negli indici dei mercati emergenti e al 14% per gli indici degli altri paesi sviluppati. La situazione è invece opposta per quello che riguarda i titoli finanziari, che pesano solo del 10% sullo S&P500 mentre sono invece al 15/17% sugli altri mercati.

Questo comparto rischia di non essere particolarmente favorito in futuro, almeno fino a che i tassi di interesse rimarranno particolarmente bassi. In generale l'atteggiamento nei confronti delle banche da parte dei regolatori non è particolarmente benevolo, negli Usa ad esempio la Fed ha esteso il limite temporale per operazioni di acquisto di azioni proprie e per la distribuzione di dividendi a tutto il 2020. 

Gli esperti di DataTrek si spingono a dire che questa situazione di sovraperformance della borsa Usa rispetto alle altre potrebbe protrarsi per ancora un decennio. Negli ultimi 15 anni lo S&P500 è salito del 175% circa, le azioni dei mercati emergenti del 95% circa e quelle degli altri paesi avanzati solo del 25% circa. 

C'è poi un ulteriore elemento in favore della buona salute della borsa Usa, sia in termini assoluti sia relativi, ovvero il fatto che i 5 maggiori titoli dello S&P500 siano dei giganti della tecnologia. 

L'effetto di traino di queste "mega cap" è evidente, l'ultimo esempio disponibile è quello relativo alla seduta del 1° ottobre: è bastato che i mercato fiutasse odore di accordo tra i democratici e i repubblicani per il varo di un nuovo pacchetto di stimolo fiscale all'economia che Alphabet, Amazon, Apple e Microsoft hanno preso il largo trascinandosi dietro tutto il listino.