Medie mobili e trading system, quali segnali per gli indici azionari?

Mi e' stata fatta questa domanda "Vorrei chiederti cosa ne pensi del fatto che alcuni indici come Dax e Ftse Mib in questi giorni la mm a 50 gg ha tagliato al ribasso quella a 200gg. Sono andato a vedere nel passato ha portato ulteriori ribassi sugli indici. Qual’e la tua idea a proposito?" Tra i segnali di trading piu' noti in analisi tecnica ci sono il "golden cross" e la "death cross", derivati dall'incrocio di due medie mobili molto utilizzate, tipicamente la 50 giorni e la 200 giorni. 

Si parla di incrocio di medie mobili quando la piu' "veloce" della coppia, ovvero quella che usa per il suo calcolo il numero minore di eventi (giorni nel caso di un grafico giornaliero) attraversa quella piu' "lenta" (che utilizza il numero maggiore di eventi nel calcolo). 

Se la media veloce attraversa ("taglia" in gergo) dall'alto verso il basso quella lenta se ne ricava un segnale di debolezza, che puo' essere anche tradotto in un ordine di vendita, viceversa quando la media veloce "taglia" dal basso verso l'alto quella piu' lenta se ne ricava un segnale di forza, quindi una indicazione di acquisto per lo strumento sotto esame. 

Un sistema cosi' concepito e' sempre nel mercato, ovvero passa da una posizione di acquisto ad una di vendita e viceversa senza avere la possibilita' di assumere una posizione neutrale, quindi fuori dal mercato. Ha un fondamento scientifico questo approccio? 

Diciamo subito che se lo si utilizza come un vero e proprio "trading system", ovvero nel caso ne vengano seguite in modo pedissequo le indicazioni di acquisto e vendita si rischia di rimanere delusi. Prendiamo l'esempio del Ftse Mib: dall'inizio della sua storia, nel luglio del 2000 (serie storica ottenuta fino al 2003 utilizzando il Mib 30), il sistema basato sull'incrocio delle medie mobili a 50 e 200 giorni (in questo caso esponenziali, un tipo di media che utilizzo personalmente piu' frequentemente di quella semplice, ma il risultato non cambia in modo rilevante utilizzando medie di tipo diverso) ha fatto 23 operazioni, con un "rendimento" lordo, portando quindi a casa un risultato che non tiene conto del costo dell'operativita', del 35% in 20 anni. 

Delle 23 operazioni proposte dal sistema solo 9 si sono concluse con un successo, portando a casa un profitto. L'ultima operazione e' stata poi disastrosa in termini di "timing", di tempistica di intervento: il sistema e' entrato in vendita il 16 marzo a 15697 punti dopo aver aperto la precedente posizione di acquisto il 28 marzo 2019 a 20983 punti, portando quindi a casa una notevole perdita. 

Nel caso dello S&P500, considerando lo stesso intervallo, dal 2000 ad oggi, il sistema ha portato a casa un piu' interessante 155% circa di guadagno (lordo) con 18 operazioni. L'ultima operazione fatta e' stata l'acquisto del 6 marzo 2019 a 2790 punti, che potrebbe quindi chiudersi con una notevole perdita nel caso le due medie mobili, al momento molto vicine, si dovessero incrociare la ribasso (la 50 giorni vale 3084 punti, la 200 giorni 3052 punti). 

Delle 18 operazioni fatte dal 2000 ad oggi sullo S&P500 il sistema basato sull'incrocio delle medie a 50 e a 200 giorni ha portato a casa 7 profitti contro 11 perdite (ma con un 155% di utile lordo, il che vuol dire che mediamente le operazioni chiuse in acquisto hanno un saldo che in valore assoluto e' molto piu' alto di quelle chiuse in perdita). 

Un modo per migliorare la performance di questo tipo di sistema, nel caso si volesse mantenere la coppia di medie 50 e 200 giorni, ovviamente e' quello di introdurre un correttivo che permetta di mantenere la profittabilita' delle posizioni chiuse con un utile e diminiuire i danni arrecati da quelle chiuse in perdita. Anche se questo non e' il nostro scopo adesso una possibile soluzione sarebbe quella di aggiungere una semplice regola al nostro sistema, ovvero di comprare e vendere in base all'incrocio delle medie mobili esponenziali a 50 e 200 giorni ma anche di chiudere la posizione (e di non riaprirla successivamente) nel caso la chiusura dell'ultima seduta superi, al ribasso nel caso di una posizione pregressa in acquisto o al rialzo nel caso di una posizione pregressa in vendita, la media mobile esponenziale a 200 giorni. 

Con questa modalita' operativa ad esempio la profittabilita' del sistema sul Ftse Mib passa dal 35% al 182% circa (e sale al 191% circa, lordo, per lo S&P500). Con questa nuovo approccio la posizione al rialzo intrapresa sul Ftse Mib all'incrocio delle medie il 28 marzo 2019 a 20983 punti sarebbe stata chiusa il 2 marzo 2020 a 22333 punti, quindi con un guadagno. Il sistema cosi' strutturato ha al momento una posizione "short" sul Ftse Mib, sul Dax sull'Eurostoxx 50, sul Nikkei 225, e' invece neutrale sullo S&P500 e sul Nasdaq Composite. 

Al di la delle indicazioni "automatiche" del trading system, che una volta modificato con la regola aggiuntiva descritta e' comunque interessante anche in termini di rendimento, ci sono poi le valutazioni puramente grafiche, che sono tuttavia soggettive. 

Nel tentativo di renderle meno legate alla interpretazione dei singoli si puo' introdurre l'indicatore "pista ciclica", ovvero quello che misura la distanza, in termini percentuali, tra la chiusura di seduta e la media mobile esponenziale a 200 giorni. 

Questo indicatore puo' avere indicazioni di ipercomprato e ipervenduto: quando la distanza tra grafico dei prezzi e media mobile aumenta molto, in positivo o in negativo, si crea una tensione che molto spesso viene risolta con un avvicinamento del grafico alla media  mobile. 

I mercati come si sa hanno una memoria, che permette loro non solo di riconoscere precedenti massimi e minimi come livelli di supporto e resistenza, ma anche di percepire l'eccesso di scostamento rispetto ai valori medi che meglio ne descrivono l'andamento, come appunto la media mobile a 200 giorni. 

E' molto difficile ad esempio, nel caso del Ftse Mib, vedere i prezzi al di sopra della media per piu' del 12/14%, quando questa distanza viene raggiunta il grafico vira al ribasso. Allo stesso modo quando la distanza, in un ribasso, arriva al 25%, si realizza una fase di ripresa: attualmente la distanza tra media mobile e prezzi e' del 32%. 

Nella situazione attuale si legge dall'indicatore un evidente ipervenduto per tutti i principali indici, era dal 2008 che non si registrava una distanza cosi' elevata tra media mobile e prezzi. Anche se questa non e' una garanzia, le prospettive di andare incontro in tempi brevi ad un rimbalzo sono decisamente buone.