La Fed cambia rotta, il rialzo delle borse si inceppa

Seduta in calo ieri per il future Ftse Mib (-1,31%). Il future ha tentato nella prima parte della seduta di superare il top del giorno prima a 20165 punti ma ha fallito avviando poi una discesa. I mercati erano in attesa da giorni dell'intervento di Jerome Powell al Jackson Hole Symposium. Il presidente della Fed ha annunciato un cambiamento della strategia della banca centrale americana per fronteggiare la crisi coronavirus: in particolare, la Fed d'ora in avanti accetterà temporaneamente tassi di inflazione superiori al 2%. 

Powell ha parlato anche di massimo impegno sull'occupazione: il mercato del lavoro sara' in grande difficolta' soprattutto nei settori piu' colpiti dalla crisi (viaggi, ristorazione, intrattenimento). 

I dati di giovedi' sul mercato del lavoro confermano che la situazione su questo fronte e' difficile negli USA: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 21 agosto si sono attestate a 1,006 milioni di unità, superiori alle attese (1000 mila unità) anche se inferiori al dato della settimana precedente (1104 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennita' di disoccupazione (calcolato sui dati al 14 agosto) si attesta a 14,535 milioni, inferiore ai 14,758 milioni della rilevazione precedente (ma sopra le attese di 14,450 milioni). 

Del resto la seconda stima per il Pil del secondo trimestre si e' attestata al -31,7% t/t da -5% precedente, poco meglio del valore atteso di -32,5% ma comunque testimonianza di una situazione estremamente preoccupante. 

Che la Fed metta nel mirino, data la crisi attuale, la salute del mercato del lavoro piuttosto che il controllo dell'inflazione appare del tutto sensato, che questo cambiamento di rotta possa poi avere degli effetti pratici in tempi brevi e' discutibile. 

I mercati azionari europei non si sono lasciati trascinare dalle implicazioni positive di queste novita' e a dire il vero anche quelli americani, dopo un balzo iniziale, si sono ridimensionati: il Nasdaq 100 ha archiviato la prima seduta con saldo (moderatamente) negativo dopo 5 giornate consecutive di crescita. E' possibile che gli operatori si siano accorti che il cambiamento di rotta della Fed sia la risposta ad un mutamento strutturale dell'economia, mutamento solo accelerato dall'epidemia di Covid, e che abbiano iniziato a farsi delle domande sulle implicazioni di questo nuovo paradigma. 

Nel medio termine, quando l'economia sara' tornare a crescere ai livelli pre-covid, una Fed piu' accomodante (disposta ad ammettere che grazie all'evoluzione tecnologica un mercato del lavoro in salute non comporta necessariamente rischi per l'andamento dell'inflazione) potra' anche essere un fattore positivo, ma nel breve termine resta il fatto che la Fed ha le armi spuntate (i tassi sono gia' molto bassi e quindi agire in quella direzione rischia di avere pochi ed incerti effetti) e che la crescita futura sara' piu' in funzione della comparsa di una cura o di un vaccino efficace contro il Covid-19 piuttosto che degli sforzi aggiuntivi che possono fare governi e banche centrali. 

E' ovviamente presto per affermare che il rallentamento delle ultime ore sia qualche cosa di piu' di una semplice pausa per fare tirare il fiato ai rialzisti, e' pero' curioso che questo rallentamento sia avvenuto proprio in concomitanza con un evento cosi' rilevante come l'annuncio (che era nell'aria gia' da un paio di anni) di una presa d'atto da parte della banca centrale Usa che il mondo e' cambiato. 

Tornando al mercato domestico il ribasso del Ftse Mib future, con i minimi di quota 19770, lo ha riportato a ridosso di un importante riferimento grafico, la base del canale crescente disegnato dai minimi di marzo, supporto che era gia' stato testato il 21 agosto (quando era coincidente con la media mobile esponenziale a 100 giorni, ora a 19560 circa). Se i prezzi dovessero scendere al di sotto dei 19770 punti ci sarebbe da temere l'avvio di una correzione di tutto il rialzo degli ultimi mesi. 

Non deve infatti essere dimenticato che i massimi del future del 21 luglio a 21125 punti sono coincidenti con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, la percentuale di Fibonacci che separa una fase correttiva da un tentativo di inversione. 

Senza la rottura di area 21125 il rialzo visto da marzo rimane catalogato come movimento correttivo e la tendenza principale resta quella ribassista in atto dal top di febbraio. Un ulteriore segnale ribassista, oltre alla violazione di 19770 e di 19560, verrebbe con il taglio al ribasso della linea che unisce i minimi del 15 giugno e del 31 luglio, passante a 19240, base del potenziale testa spalle ribassista disegnato dal top dell'8 giugno. 

Sotto quella "neckline" difficile evitare il ritorno almeno in area 17595, base del gap del 26 maggio. 

La rottura, confermata in chiusura di seduta, di 20020, trend line ribassista che parte dal top di febbraio (gia' testata piu' volte a partire dal 12 agosto) sarebbe invece un primo indizio in favore del ritorno sui massimi di luglio, come gia' spiegato resistenza critica anche in ottica di medio periodo, e permetterebbe di sperare che i mercati stiano metabolizzando i cambiamenti introdotti dalla Federal Reserve senza trovarli indigesti.