Inizio di settimana con il botto per la Borsa Usa tra elezioni e trimestrali

Inizio di settimana con il botto per la Borsa di New York sostenuta ancora dalle aspettative per un accordo tra repubblicani e democratici al Congresso per un nuovo piano di aiuti all'economia. Il mercato azionario evidenzia un sentiment positivo, quella terminata il 9 ottobre è stata la settimana migliore da agosto. In evidenza soprattutto il comparto tecnologico grazie all'ottima performance di Apple che ha superato il 6% di guadagno (massimo intraday a 125,18 dollari) in attesa dell'evento "Hi, Speed" di martedì durante il quale ci sarà probabilmente le presentazione del nuovo iPhone 12 con capacità 5G. In evidenza anche Facebook (+4,27% a 275,75 dollari, massimo intraday a 280,18), l'aggravarsi della situazione coronavirus in Europa rende probabili nuovi lockdown, magari anche solo locali, le società che forniscono piattaforme e sistemi per comunicare online se ne avvantaggiano.

C'è attesa anche per l'avvio della presentazione delle trimestrali relative al terzo trimestre dell'anno, martedì apriranno le danze tra gli altri Citigroup e JPMorgan (mercoledì invece Goldman Sachs e Bank of America), da questi risultati sarà possibile capire a che punto è la ripresa dopo la crisi del Covid-19. Le attese degli analisti sono per un calo del 20% degli utili delle maggiori aziende dello S&P 500 nel terzo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è innegabile che se queste ipotesi trovassero conferma nei fatti si tratterebbe di un tonfo vero e proprio, ma i mercati in questa fase storica, sostenuti da una condizione particolarmente favorevole di polita monetaria super accomodante e dagli interventi fiscali, sono propensi a guardare il bicchiere mezzo pieno. Anche un 20% di calo degli utili può essere una buona notizia se confrontato con le previsioni che circolavano fino a poco tempo fa e che indicavano come probabile una flessione del 25%, e con il risultato del secondo trimestre, quando gli utili erano scesi del 32%. Come è noto poi i mercati vivono di aspettative, e quelle per il quarto trimestre del 2020 sono per un ulteriore miglioramento della situazione, ipotizzano infatti una contrazione degli utili del 13% su base annua, quindi un ulteriore miglioramento rispetto alla situazione attuale. Tutto questo ovviamente coronavirus permettendo, gli ultimi dati in questo senso sono preoccupanti, secondo la Johns Hopkins University domenica è stato infatti il quarto giorno di consecutivo che ha visto superare la soglia dei 50mila contagi giornalieri. 

Tornando al confronto tra repubblicani e democratici sull'approvazione di un nuovo piano di aiuti quello che si sa è che venerdì la speaker dei democratici, Nancy Pelosi, incaricata dal suo partito di portare avanti le trattative con gli avversari, ha rifiutato la proposta avanzata dal Segretario al Tesoro di un piano da 1800 miliardi di dollari, 400 miliardi in meno di quanto previsto dal disegno di legge presentato dai Democratici. Nancy Pelosi ha devinito la proposta di Steven Mnuchin "un passo avanti, due indietro". Il Senato repubblicano è poco propenso ad a fare ulteriori concessioni in termini di entità del pacchetto, la speranza che si possa trovare un accordo prima delle elezioni presidenziali non è del tutto tramontata ma sta comunque diminuendo. Trump spinge comunque, anche se a corrente alternata, a fare presto, venerdì parlando alla radio aveva dichiarato "I would like to see a bigger stimulus package, frankly, than either the Democrats or the Republicans are offering", e alle parole ha fatto seguire i fatti, facendo salire l'offerta dei repubblicani da 1600 a 1800 miliardi di dollari. C'è da dire che Trump sull'argomento è ondivago, settimana scorsa aveva anche imposto al suo partito di bloccare il negoziato con i democratici per privilegiare interventi mirati di entità più ridotta. 

Anche l'argomento elezioni presidenziali non frena la positività dei mercati. La vittoria dei democratici con Joe Biden appare sempre più probabile ma questo non impensierisce le borse, nonostante nel programma del candidato democratico sia presente una aumento delle tasse sugli utili aziendali (che comunque andrebbe ad impattare sui conti delle aziende nel 2022). Una vittoria dei democratici vorrebbe infatti dire l'approvazione di un piano fiscale a sostegno dell'economia più robusto e una Federal Reserve altrettanto ben disposta verso l'utilizzo di ulteriori strumenti di stimolo, la banca centrale ha infatti ripetuto spesso di recente che non intende fare molto di più di quello che sta già facendo a meno che anche la politica non dimostri un impegno concreto a sostegno della ripresa. Probabile con Biden vincitore anche una rinnovata debolezza del dollaro, che dovrebbe garantire un vantaggio competitivo per l'economia in ripresa.

Il Nasdaq Composite ha terminato la seduta in rialzo del 2,55% circa a 11876 punti. 

Grazie alla rottura avvenuta giovedì di area 11350 l'indice tecnologico ha completato il testa e spalle rialzista disegnato dal minimo dell'11 settembre. I prezzi potrebbero ora rivedere i record di settembre a 12074 con la scusa di raggiungere il target della figura, collocato poco sopra a 12200 punti. Una rottura di area 12075/100 potrebbe permettere di considerare terminata la fase correttiva intrapresa dal massimo del 2 settembre e ripresa la tendenza rialzista di lungo termine. Se il mercato dimostrasse di crederci, e per farlo dovrebbe salire anche oltre i 12200 punti, sarebbe possibile iniziare a parlare di obiettivi in area 12700, lato alto del canale crescente disegnato dal minimo di marzo. Solo discese sotto quota 11350, attuale area di transito della linea di conferma del testa spalle citato, negherebbero il segnale positivo e introdurrebbero a nuovi ripiegamenti che, sotto la base del canale rialzista, a 10870, farebbero sprofondare l'indice in direzione dei 10000 punti, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo partito a marzo.