Il 2020 inizia con alcuni dati positivi per la Germania, sara' l'anno della ripresa?

Il 2020 inizia con alcuni dati positivi per l'economia tedesca, come quello sulle vendite al dettaglio di novembre (cresciute del 2,8% anno su anno, ben oltre le attese di un +1% e sopra al +0,8% di ottobre) che bene si accompagna al dato relativo alla fiducia degli investitori nella zona euro, salita a gennaio per il terzo mese consecutivo (indice Sentix  salito a 7,6 punti dai 0,7 punti di dicembre ai livelli piu' alti da novembre 2018, con la componente relativa alle aspettative sui massimi da febbraio 2018 e quella relativa alle condizioni economiche attuali ai massimi da giugno 2018).

Certo, in particolare per la Germania il rischio di una recessione resta presente, come testimonia il calo delle vendite di auto nel 2019, scese del 9% sull'anno precedente a 4,7 milioni di unita', ai minimi dal 1997 (dati della federazione industriale tedesca Vda), ma va anche osservato che la riduzione nei volumi di produzione e' imputabile all'export, sceso del 13%, le immatricolazioni interne sono infatti cresciute nell'anno del 5%.

La scommessa per i prossimi mesi e' quindi se la ricomposizione delle tensioni tra Stati Unite e Cina sul fronte commerciale avra' ricadute positive anche a livello globale, permettendo una inversione della tendenza di contrazione della Germania. A dicembre la banca centrale tedesca, la Bundesbank, aveva ridotto le previsioni di crescita per la Germania per il 2020 allo 0,6% dall'1,2% pronosticato a giugno.

La Bundesbank ipotizzava pero' anche un robusto rimbalzo della crescita a partire gia' dal 2021 grazie proprio alla ripresa dell'export oltre che al sostegno monetario: il Pil tedesco veniva indicato in espansione dell'1,4% per gli anni 2021 e 2022. Ancora piu' ottimista l'Istituto Ifo, che ritiene improbabile una ricaduta in recessione (che si verifica a seguito di due trimestri consecutivi di contrazione del Pil) e pronostica una crescita dell'1,1% nel 2020 dopo il +0,5% del 2019 e un +1,5% nel 2021.

Osservato speciale, per capire se effettivamente con il 2019 sia stata archiviata la fase peggiore per l'economia, sara' il mercato del lavoro. Nel 2019, per la prima volta dal 2013, si e' visto un aumento dei senza lavoro, passati a 2,23 milioni circa, 18 mila unita' in piu' rispetto al dicembre 2018, mentre il tasso di disoccupazione e' salito al 4,9%. A novembre 2019 pero' i disoccupati erano risultati 2,18 milioni, al livello piu' basso dalla riunificazione nel 1990, quindi, nonostante l'aumento di 47mila unita' registrato a dicembre, si tratta sempre di un mercato del lavoro in salute.

Nel 2019 gli occupati sono stati 45,3 milioni, 402 mila in piu' rispetto al 2018, un aumento dello 0,9% che e' pero' inferiore rispetto a quello dell'1,4% del 2018. Solo se la tendenza al deterioramento del mercato del lavoro dovesse dimostrarsi non un fenomeno occasionale ma strutturale potrebbe emergere il rischio di ripercussioni sul fronte dei consumi interni.

Altro riferimento da tenere sotto osservazione e' l'indice Pmi di IHS Markit dell'attivita' manifatturiera: a dicembre il valore dell'indice e' stato di 43,7, peggiore del 44,1 di novembre, per il dodicesimo mese consecutivo al di sotto della soglia dei 50 punti che separa uno scenario di contrazione da uno di espansione per il comparto. Commentando il dato Phil Smith, principal economist di IHS Markit, ha osservato che il settore manifatturiero tedesco ha chiuso il 2019 con un'altra performance debole, nel caso ci fossero ulteriori tagli sul fronte occupazionale si rischierebbero contraccolpi anche sul fronte della spesa dei consumatori.

L'economista in occasione dell'uscita del dato di dicembre aveva pero' anche osservato che le indagini condotte sui nuovi ordini e sulle aspettative di produzione danno entrambe segnali di miglioramento rispetto al recente passato, questo grazie ad un percorso potenzialmente piu' chiaro verso la Brexit e alla imminente firma della "fase uno" dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina. Markit Economics ha anche comunicato il dato finale relativo all'Indice IHS PMI dei servizi che nel mese di dicembre si e' attestato a 52,9 punti, in crescita rispetto alla rilevazione di novembre pari a 51,7 punti e su livelli massimi da quattro mesi (l'indice dell'Eurozona nello stesso periodo si e' attestato a 52,8).

Grazie a questo risultato l'indice PMI Composito finale, che misura i risultati combinati delle attivita' manifatturiere e dei servizi, si e' attestato a 50,2 punti dai 49,4 di novembre e dai 48,9 punti di ottobre, al di sopra quindi della soglia critica dei 50 punti.

Per fare un confronto nell’ambito dell’area dell’euro la classifica del Pmi Composito vede primeggiare l'Irlanda con 53 punti, seguita dalla Spagna a 52,8 e dalla Francia a 52 punti (l'Italia invece e' a 49,3, valore minimo degli ultimi 11 mesi).

Guardando all'indice di borsa Dax non si ricavano purtroppo al momento indicazioni su quale scenario stanno scommettendo i mercati. Le quotazioni sono infatti salite nelle prime sedute dell'anno in area 13425, molto vicine ai massimi storici di gennaio 2018 a 13597 punti che pero' restano un ostacolo sulla strada del rialzo.

I prezzi si sono mossi dai minimi di dicembre 2018 all'interno di un canale crescente, ovvero seguendo un percorso compreso tra due linee parallele dalla inclinazione positiva, ma negli ultimi due mesi i ripetuti tentativi di sfondare la parte alta di questa fascia non sono andati a buon fine. Fino a che le quotazioni rimarranno al di sopra della linea mediana del canale, passante a 12760 circa, le aspettative rimarranno comunque in favore del raggiungimento dei massimi di gennaio 2018 di area 13600. Oltre quei livelli si aprirebbero spazi di rialzo nell'ordine dei 1500 punti almeno, con obiettivo quindi in area 15100. La discesa al di sotto di 12760 invece lascerebbe spazio nella migliore delle ipotesi al raggiungimento della parte bassa del canale, passante a 11930 circa. Solo la violazione di questo supporto farebbe temere un deterioramento del quadro grafico capace di interessare anche il medio periodo.

Le stesse considerazioni valgono per l'etf Lyxor Dax (Dr) Ucits Etf - Acc (LU0252633754), anche lui inserito all'interno di un canale crescente dai minimi di dicembre 2018. La linea mediana del canale passa a 122 circa, solo discese al di sotto di questa soglia farebbero temere un deterioramento dell'uptrend con rischio di cali verso la base del canale, a 115 euro circa. Dalla tenuta del supporto di area 122 dovrebbero invece derivare il ritorno sui massimi di gennaio 2018 a 129,72 euro.

L’analisi di media / varianza (rendimento pesato per il rischio) dei 100 titoli maggiormente scambiati alla borsa di Francoforte permette di individuare i 10 che sembrano avere in questo momento le migliori prospettive.

Si tratta, in ordine decrescente di gradimento, di Hannover Rück SE, parent company di Hannover Re Group (DE0008402215), di Deutsche Pfandbriefbank (DE0008019001), di SMA Solar Technology AG (DE000A0DJ6J9), di Varta (DE000A0TGJ55), di Infineon Tech.AG (DE0006231004), di Munchener Ruck AG (DE000843002617), di Fuchs Petrolub (DE0005790406), di Bilfinger Berger (DE0005909006), di Deutsche Wohnen (DE000A0HN5C6) e di Rational RAA (DE0007010803).

Tutti questi titoli sono al di sopra della propria media mobile esponenziale a 100 giorni, quindi il trend di fondo e’ rialzista. In alcuni casi le quotazioni sono vicine alla media esponenziale a 20 giorni, una eventuale flessione al di sotto di questo supporto potrebbe anticipare flessioni nello spazio compreso tra la media esponenziale a 50 e quello a 100 sedute, ma solo la violazione di quest’ultima metterebbe in discussione il proseguimento della tendenza crescente in ottica di medio periodo. La tabella sottostante riporta i valori delle medie mobili esponenziali indicate.

Security Name - 20 gg - 50 gg - 100 gg - Close 07/01

Bilfinger Berger (DE0005909006) - 33.0248 - 31.408 - 28.2978 - 34.02

Deutsche Pfandbriefbank (DE0008019001) - 14.3367 - 13.6189 - 12.3427 - 14.8

Deutsche Wohnen (DE000A0HN5C6)  - 36.0596 - 35.2326 - 33.5723 - 36.73

Fuchs Petrolub (DE0005790406) - 42.9601 - 40.5787 - 36.7298 - 44.68

Hannover Rück SE (DE0008402215) - 172.0875 - 167.4151 - 159.114 - 174.1

Infineon Tech.AG (DE0006231004) - 20.2574 - 19.4325 - 17.9368 - 21.04

Munchener Ruck AG (DE000843002617) - 262.8574 - 256.7559 - 243.627 - 264.5

Rational RAA (DE0007010803) - 712.4841 - 697.2186 - 667.82 - 712.5

SMA Solar Technology AG (DE000A0DJ6J9) - 33.7502 - 31.4412 - 27.344 - 36.5

Varta (DE000A0TGJ55) - 117.0718 - 109.2952 - 96.14 - 117.6