Ftse Mib in forte rialzo, gli Usa tirano fuori l'artiglieria pesante

Ftse Mib in forte rialzo, gli Usa tirano fuori l'artiglieria pesante. Deciso rialzo per i mercati azionari europei, il Ftse Mib archivia la seduta di martedi' con un +8,93% a 16949 punti, grazie alle buone notizie provenienti dagli Usa sulle prospettive di contrasto ai danni all'economia fatti dal Covid-19.

 

Nancy Pelosi, speaker democratica della Camera USA, ha infatti dichiarato alla CNBC di essere ottimista sull'approvazione di un pacchetto di misure di stimolo all'economia da 2mila miliardi di dollari per contrastare l'emergenza coronavirus. Indicazioni simili sono giunte da Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato. Questa notizia contrasta con i dati macro in uscita sempre dagli States: l'indice Markit PMI servizi preliminare di marzo e' crollato a 39,1 punti, minimo storico (precedente 49,4, consensus 42,0).

 

Il Markit PMI manifatturiero preliminare di marzo per adesso invece tiene, flette a 49,2 punti dal precedente di 50,7 (rivisto) e da un consensus di 42,8. Non va meglio nell'eurozona dove l'ndice Markit PMI manifatturiero preliminare di marzo scende a 44,8 punti da 49,2 (atteso 39) e l'indice Markit PMI servizi preliminare sempre riferito a marzo precipita a 28,4 punti da 52,6 (atteso 39).

 

I mercati tuttavia ormai sono consapevoli del fatto che c'e' una recessione alle porte e che i dati macro di prossima uscita saranno deludenti, in questo momento l'attenzione e' tuttavia rivolta all'azione coordinata di banche centrali e governi per contrastare il calo di produzione e consumi, e le ultime notizie in questo senso, soprattutto quelle Usa, sembrano aver interrotto la spirale di pessimismo che aveva caratterizzato le ultime settimane.

 

In area 16950 il Ftse Mib ha incontrato la trend line ribassista che parte dal massimo di febbraio, praticamente oltre al lato alto del canale crescente disegnato sul grafico intraday a partire dal minimo del 16 marzo. Fino a che questa ultima linea non sara' alle spalle restera' sul piatto il rischio di avere assistito con il rialzo delle ultime sedute alla formazione di un "flag", tipica figura correttiva che si dimostra a posteriori solo una pausa del trend dominante (il ribasso dai massimi di marzo).

 

La rottura di area 16950, da confermare con almeno una chiusura oraria (un elemento del grafico con time frame a 60 minuti), allontanerebbe invece questo rischio e permetterebbe di puntare al test di area 18475, 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, praticamente coincidente con la media mobile esponenziale a 20 giorni, passante a 18230. Solo se i prezzi dovessero riuscire a superare area 18450/500 la reazione in atto assumerebbe inizierebbe a dimostrarsi un fenomeno potenzialmente duraturo e non un semplice rimbalzo tecnico dovuto all'eccesso di pessimismo accumulatosi nella prima meta' del mese di marzo, quando le notizie dell'espandersi della pandemia si sono susseguite in modo drammatico.

 

Al di sopra di area 18450/500, pur non potendo ragionevolmente pensare ad una ripresa duratura della tendenza rialzista prima che venga sistemato il contesto economico, sarebbe lecito iniziare a disegnare uno scenario dove i minimi recentemente raggiunti sono destinati a rimanere tali a meno di nuovi imprevisti.

 

La mancata rottura di 16950 potrebbe portare al test di area 16000, sotto quei livelli rischio poi di discesa fino alla base del potenziale "flag", attualmente in transito a 15410 circa. La violazione di questo supporto comporterebbe con buona probabilita' la ripresa del downtrend con obiettivi anche inferiori ai minimi del 16 marzo a 14153 punti.