Ftse Mib, arrivano i temporali estivi?

Il grafico ad elementi settimanali dell'indice Ftse Mib mostra in modo evidente che la resistenza di area 22000 per il momento spaventa il mercato: le ultime 4 barre del grafico hanno infatti cercato di superare questo muro ma alla fine, in chiusura di ottava, hanno sempre fatto fatica a mantenersene al di sopra. Anche l'ultima settimana non fa eccezione, anzi i prezzi hanno toccato giovedi' un massimo a 22357 punti, valore piu' alto da meta' giugno del 2018, ma sono poi tornati precipitosamente sui loro passi, andando a terminare la settimana ancora una volta sotto quota 22000.

In quell'area si colloca il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2018, la percentuale di Fibonacci che gli studiosi dei grafici utilizzano per capire se un movimento e' solamente una correzione, quindi un rimbalzo temporaneo, oppure se si tratta di un vero e proprio tentativo di invertire la tendenza che viene ritracciata. Senza una chiusura di ottava superiore in modo netto ai 22000 punti non e' quindi possibile dare fiducia alle prospettive di proseguimento della fase ascendente iniziata a fine dicembre.

Il fatto che i prezzi continuino a premere contro la resistenza ormai da un mese non e' un elemento che aiuti a capire la natura di questa fase, potremmo infatti essere in presenza di una situazione di accumulo di forza, con il mercato che cerca la motivazione giusta per fare un salto oltre l'ostacolo, ma potremmo anche essere in una fase di esaurimento della spinta rialzista, di un mercato che ha dato quello che poteva e che non si rassegna al fatto che le quotazioni raggiunte rappresentano ormai un punto di arrivo.

Da inizio anno la media non pesata delle variazioni dei titoli del Ftse Mib e' arrivata al 25% circa (l'indice e' invece vicino al 20% di guadagno), un guadagno realizzato nonostante uno scenario politico ed economico domestico non certo tranquillizzante. Il vaso di coccio della nostra borsa si e' avvantaggiato dal fatto di avere viaggiato in una comitiva di vasi di ferro trainata da una Bce molto accomodante, ma, forse giustamente, gli investitori iniziano a domandarsi se con questi guadagni, dato l'avvicinarsi di una possibile resa dei conti all'interno del governo, e magari anche di elezioni anticipate, non sia il caso di prendere profitto ed accontentarsi.

Del resto forse nessuno avrebbe scommesso 6 mesi fa di arrivare a questi livelli di rialzo delle quotazioni. Una chiusura di ottava oltre area 22200/300, se accompagnata da volumi rilevanti, potrebbe comunque aprire la strada ad un ulteriore rialzo, con primo target a 23100 circa e successivo in area 23800.

Discese al di sotto di 21587, minimo del 22 luglio, costringerebbero invece a considerare le oscillazioni viste dal top del 15 luglio un "doppio massimo", figura ribassista che potrebbe mettere fine all'uptrend. Ulteriori conferme negative verrebbero con la violazione a 21430 della media mobile esponenziale a 50 giorni. Target in quel caso verso 20170/80, linea che sale dai minimi di fine dicembre.