Fase cruciale per il principali settoriali Eurostoxx

Fase cruciale per il principali settoriali Eurostoxx. Le borse nelle ultime settimane hanno saputo ben sfruttare i molti temi positivi emersi, dalla conferma della vittoria di Biden (i mercati non fanno politica ma odiano l'incertezza, il fatto che la transizione verso la nuova presidenza possa procedere in modo tutto sommato indolore dopo i timori della vigilia è una nota gradita), all'arrivo dei vaccini contro il Covid, alla determinazione delle principali banche centrali, Fed e Bce in testa, di rimanere posizionate su un atteggiamento ultra accomodante per quello che riguarda la politica monetaria. 

Grazie al traino di questi elementi molti degli indici settoriali più rappresentativi del mercato europeo, che fanno riferimento al paniere Stoxx 600 Europe, hanno vissuto un periodo di veloce rialzo che li ha portati però, praticamente in contemporanea, al cospetto di importanti resistenze. E' evidente che al mercato serviranno ora nuovi stimoli per lanciarsi oltre questi ostacoli e confermare quindi la sua intonazione positiva. In caso contrario è probabile che si realizzi una fase di ripiegamento, sulla cui natura, correzione temporanea o ripresa del ribasso, ci sarà da investigare con attenzione. 

Prima di procedere all'analisi degli indici settoriali e alla individuazione delle soglie critiche da monitorare per avere la percezione della evoluzione del sentiment di mercato è opportuno segnalare che anche un altro degli strumenti principali che determina e riflette con la sua direzione la propensione degli operatori nei confronti delle borse, ovvero l'indice del dollaro Usa, è giunto su livelli graficamente cruciali. Il Dollar Index (DXY) è infatti sceso di recente in prossimità dei minimi di inizio settembre a 91,75. L'andamento di questo indice è stato speculare negli ultimi mesi a quello delle principali borse mondiali, andando incontro ad una rapida discesa dal massimo di marzo al minimo del primo settembre per intraprendere poi una fase sostanzialmente laterale. La violazione del supporto di area 91,75 sarebbe quindi un segnale di ripresa della tendenza ribassista, di debolezza della moneta Usa, che andrebbe interpretata come una condizione favorevole alla ripresa dell'uptrend per le azioni. La mancata violazione del supporto e la rottura al rialzo di area 93 potrebbe invece anticipare un rialzo verso la parte alta della fascia di oscillazione laterale, in area 94,50, che male si coniugherebbe con una fase positiva per i listini azionari.

Tornando agli indici settoriali è interessante notare come sia quello delle banche, lo STOXX® Europe 600 Banks (EU0009658806), sia quello dei petroliferi, lo STOXX® Europe 600 Oil & Gas (EU0009658780), ovvero due dei pesi massimi della borsa, siano arrivati sul 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi toccati ad inizio anno (a febbraio per il primo e a gennaio per il secondo). Gli studiosi dei grafici sanno bene quanto sia importante l'area compresa tra il 50% e il 61,8% di ritracciamento: rimbalzi limitati a quella quota di ritorno rischiano di dimostrarsi solo un intermezzo temporaneo rispetto al movimento precedente, che può quindi riprendere il suo corso, il superamento del 50% retracement invece, per quanto non risolutivo, permette al movimento di superare il punto più ostico della salita e di poter iniziare a guardare ai massimi dai quali si è originato il movimento precedente come ad un target. La rottura di area 115 per il settoriale delle banche e di area 240 per quello dei petroliferi, da confermare in chiusura di seduta, permetterebbe di avviare le scommesse sul recupero rispettivamente di area 150 e di area 330 euro (prime resistenze a 122 e a 260).

A fare aumentare il timore che il rialzo partito dai minimi di settembre possa essersi spento sul 50% di ritracciamento, almeno nel caso delle banche, è anche il fatto che quella struttura si è disegnata seguendo in modo perfetto i dettami della teoria delle onde di Elliott per quello che riguarda un movimento impulsivo, ovvero in 5 onde: il 1° e il 3° segmento dell'impulso infatti per il momento hanno uguale estensione mentre il 3°, quello centrale, è ampio 1,618 volte (Fibonacci) rispetto al primo. Questa sequenza impulsiva ormai conclusa potrebbe essere a sua volta l'elemento conclusivo della terna correttiva iniziata dal minimo di febbraio, quindi l'onda C di un "flat" al quale potrebbe fare seguito ora una nuova ondata ribassista paragonabile a quella vista dal massimo di febbraio.

Non solo le banche e il comparto oil hanno raggiunto recentemente resistenze critiche, analoga sorte è toccata ai settoriali del turismo, lo STOXX® Europe 600 Travel & Leisure (CH0019112744), e dell'auto, lo STOXX® Europe 600 Automobiles & Parts (EU0009658681). Per entrambi la resistenza raggiunta è quella del 61,8% di ritracciamento del ribasso precedente, rispettivamente dai massimi di febbraio 2020 e da quelli di gennaio 2018. Questa percentuale di ritorno, ricavata dalla successione di Fibonacci, è quella successiva al 50% e svolge una funzione simile, andando a costruire con la prima quell'area di resistenza che i prezzi si devono lasciare alle spalle se vogliono poter guardare con relativa fiducia al ritorno sull'origine del movimento precedente.

Il comparto STOXX® Europe 600 Travel & Leisure forse non è il più "pesante" all'interno dello Stoxx 600 ma sicuramente in questo momento è uno di quelli più rappresentativi, in quanto molto penalizzato dalla pandemia di Covid: la sua risurrezione starebbe ad indicare che i mercati veramente credono nella possibilità di una uscita dalla crisi in tempi brevi (grazie alla diffusione dei vaccini) e che si attrezzano per partecipare al banchetto. La resistenza si pone a 210 punti circa. 

Nel caso dello STOXX® Europe 600 Automobiles & Parts le resistenze da superare sono addirittura due, non solo il ritracciamento citato, ma anche il lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo, in transito in area 530 euro. Al superamento di quella quota possibile un balzo verso i 580 euro almeno.

Un comparto che invece non ha sofferto particolarmente le restrizioni dei lockdown è stato quello dell'industria, lo STOXX® Europe 600 Industrial Goods & Services (EU0009658905) ha infatti recuperato quasi per intero le perdite subite dai massimi storici di febbraio di area 623 euro. Anche in questo caso però davanti all'indice si para un ostacolo da non sottovalutare, la motivazione per lasciarsi alle spalle i precedenti massimi storici dovranno infatti essere molto forti, in assenza delle quali potrebbe realizzarsi una flessione anche estesa. I prezzi sono infatti saliti del 75% circa dai minimi di marzo e i ritracciamenti sono di norma proporzionali al movimento che correggono, quindi in caso di un ripiegamento questo rischia di essere ampio.