In evidenza FinecoBank nella seduta di martedì

In evidenza FinecoBank nella seduta di martedì: l'a.d. Alessandro Foti ha dichiarato a Il Sole 24 Ore che non avere più alle spalle un azionista forte come UniCredit "non è un problema, anzi è un’opportunità perché siamo più liberi di muoverci". Foti ha confermato un certo ottimismo sulle performance future e la linea di una crescita stand-alone, smentendo contatti diretti con soggetti terzi interessati ad acquisizioni (“nessuna avance formale” da terzi, nonostante le indiscrezioni riportate dal quotidiano che parlavano di interesse da parte di gruppi come Mediobanca e Mediolanum). Ddopo l'intervista a Foti Equita Sim ha confermato il rating "hold" sul titolo con prezzo obiettivo di 10 euro. Le quotazioni si sono spinte fino a testare gli 11,065 euro per poi scivolare a 10,88/90, in netta crescita comunque dalla chiusura di lunedì a 10,64 euro. Il rimbalzo si e' avviato dopo che le quotazioni hanno disegnato il 6 gennaio una candela giornaliera di tipo "hammer", elemento che compare a contatto di importanti supporti, sul 38,2% di ritracciamento (riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci) del rialzo dai minimi di agosto. Questa fase rialzista ha le giuste caratteristiche per essere classificata come "impulso" in base alla teoria delle onde di Elliott, ovvero un movimento destinato a svilupparsi in 5 segmenti. Il ribasso visto dal top di fine novembre sembrerebbe essere l'onda 4 del quintetto, al quale mancherebbe quindi ora l'onda 5, al rialzo, per completarsi. Ipotizzando un target per onda 5 che sia proporzionale alla ampiezza di onda 1 (il rialzo visto tra agosto e settembre) proiettato dai minimi di onda 4 (il minimo del 6 gennaio) si ottiene un prossimo punto di arrivo per il rialzo in area 11,80/90, allineato con i massimi di novembre. Oltre quei livelli l'obiettivo si sposterebbe a 12,85 circa (ma servira' almeno una chiusura di seduta oltre 11,90 per rendere possibile l'estensione). Solo in caso di ripiegamenti al di sotto di area 10,65 emergerebbe il rischio di una ulteriore estensione del ribasso verso area 10,10 almeno.