Donald Trump è rientrato alla Casa Bianca, cosa farà la borsa?

Donald Trump è rientrato alla Casa Bianca ed è già tornato in campagna elettorale a pieno regime. Il 3 novembre ci sono le presidenziali e Joe Biden viene dato in netto vantaggio dai sondaggi, Trump non può quindi permettersi di perdere nemmeno un minuto dopo aver dovuto rinunciare a fare campagna elettorale (per adesso solo virtuale, almeno fino a che non risulterà negativo ai test) nei quattro giorni del ricovero causa Covid. I prossimi dibattiti TV con Biden sono in programma il 15 e il 22 ottobre, la partecipazione del presidente uscente è in forse, ma questa per lo sfidante forse non è una cattiva notizia, visto che non è lui a dovere inseguire. 

E per i mercati? Il quadro grafico dell'indice Nasdaq 100, in questo momento forse quello più significativo da guardare per avere una percezione del sentiment della borsa Usa (ma è bene tenere a mente che in questa fase, come del resto accade spesso, la guida dei listini americani è fondamentale nel determinare la direzione anche degli altri), resta ingessato ormai da 4 giorni, ovvero proprio da quando è stata resa nota la positività di Trump. 

Le borse non si sono evidentemente ancora fatta una idea di come abbia potuto influire la positività e il successivo ricovero di Donald Trump sul voto. In questa situazione di incertezza è interessante lo scenario proposto dal capo economista di Goldman Sachs, che sfata anche un luogo comune. 

Di norma infatti si tende a credere che una guida democratica degli Usa possa essere meno favorevole alla borsa di una repubblicana (anche se l'analisi delle serie storiche di lungo periodo tende a smentire questo assunto), ma secondo Goldman Sachs, in questo particolare periodo storico caratterizzato dai disastri causati dal Covid sull'economia, una vittoria schiacciante dei democratici potrebbe addirittura portare ad una revisione al rialzo delle stime di crescita. Il primo elemento a sostegno di questa ipotesi è che una vittoria di Biden alle presidenziali e il controllo del Congresso, sia Camera sia Senato, da parte dei democratici permetterebbe una rapida approvazione e attuazione, subito dopo l'insediamento del 20 gennaio 2021, di un nuovo pacchetto di stimolo fiscale da almeno 2mila miliardi di dollari. 

In aggiunta a ciò il programma di Biden prevede un incremento delle spese statali sulle infrastrutture, sulla sanità, sull'educazione e sugli strumenti a contrasto dei cambiamenti climatici, tutti elementi che riuscirebbero a compensare abbondantemente un probabile aumento della tassazione sugli utili aziendali dal 21% al 28%. 

In questa ottica, se le prospettive di una vittoria dei democratici resteranno alte, appare giustificato il suggerimento di Ubs: secondo gli esperti della banca svizzera eventuali momenti di debolezza della borsa sarebbero una occasione di ingresso in vista di una futura ripresa. 

Il Covid infatti ha colpito alcuni settori dell'economia ma altri si sono invece avvantaggiati dalla pandemia, in particolare quello tecnologico ed il farmaceutico, entrambi ben rappresentati nell'ambito dei listini Usa. A condizionare la tenuta delle borse nel medio termine è anche l'atteggiamento ultra accomodante della Federal Reserve, ma dal momento che non ci sono in vista cambiamenti in questo senso, il supporto per le azioni da parte della banca centrale dovrebbe restare invariato. 

Come detto grande attenzione deve essere dedicata in questo momento all'analisi del grafico del Nasdaq 100, che da alcune sedute preme senza successo contro una forte resistenza. In area 11550 si colloca infatti il 50% di ritracciamento del ribasso dal picco di inizio settembre. Fino a che quella resistenza non sarà alle spalle resterà alto il rischio di vedere riprendere il trend ribassista: rimbalzi nell'ordine del 50% del movimento precedente sono tipicamente correttivi, ovvero una pausa temporanea del trend principale. 

La rottura al rialzo di area 11550 permetterebbe invece di dare maggiore fiducia al rialzo di è puntare al ritorno almeno sul record di settembre a 12439 dollari. Sotto area 11175/80, base del gap del 28 settembre, rischio di discese a testare a 10670 la media mobile esponenziale a 100 giorni. 

Fino a quel momento il suggerimento di sfruttare eventuali flessioni per incrementare le posizioni sull'azionario sarebbe condivisibile, la violazione della media potrebbe invece anticipare l'avvio di una discesa più ampia e duratura, meglio in quel caso neutralizzare il sovrappeso sull'azionario in attesa della comparsa di nuovi segnali di forza.