Differenze tra Dax e Dax Kursindex

Tutti noi quando parliamo di Dax facciamo riferimento all'indice con il codice ISIN DE0008469008 e con simbolo DAX, ma non tutti sono consapevoli del fatto che questo e' in realta' un "performance index", ovvero un indice che tiene conto anche dei dividendi pagati dalle societa' che compongono il paniere, che vengono inclusi nel calcolo come se fossero re-investiti. E' evidente quindi che confrontare l'andamento dell'indice Dax con ad esempio quello del Ftse Mib, che invece e' un "price index", ovvero un indice che non tiene conto nel suo calcolo della distribuzione dei dividendi, e' una approssimazione.

Nel breve termine il confronto tra le performace dei due panieri e' plausibile, nel lungo termine tuttavia il grafico del Dax risulta falsato dalla componente dividendi che quest'anno ad esempio aggiunge l'1,62% di performance all'indice tedesco (ipotizzando dividendi stabili vuol dire che in 10 anni il Dax sale del 16% circa in piu' rispetto al Ftse Mib solo per effetto dei dividendi).

Esiste tuttavia anche una versione "price index" del Dax, il Dax Kursindex, con ISIN DE0008467440 e simbolo DAXK che e' invece paragonabile al Ftse Mib nostrano. La variazione percentuale a 1 anno del DAX e' al 21 giugno del -2,8%, quella del DAXK e' del -5,8%. Se invece allarghiamo l'orizzonte dell'analisi a 10 anni, ovvero 520 settimane, la performance del DAX e' del 162%, quella del DAXK del 93,4%, una differenza quindi molto rilevante (il DAX ha fatto meglio del DAXK del 73% circa). Ma cosa dice l'analisi di lungo periodo del Dax Kursindex?

La prima cosa che salta agli occhi e' che in questa versione del Dax i massimi del 2018 non sono riusciti a superare quelli del 2015 come invece ha fatto il DAX, un comportamento quindi molto simile a quello del Ftse Mib che a gennaio 2018 ha tentato di superare, senza riuscirci, il top di luglio 2015, andando poi brevemente oltre quella resistenza solo a maggio dello scorso anno per poi avviare una prolungata discesa. I minimi dello scorso dicembre del Dax Kursindex si sono pero' fermati bene al di sopra di quelli di inizio 2016, quota critica in quanto base del potenziale doppio massimo disegnatosi dal top del 2015.

Per l'esattezza il Dax Kursindex ha ritracciato con i minimi del 2018 il 78,6% del rialzo dai minimi del febbraio 2016, lasciando su quel supporto, in area 4800, una bella candela settimanale di tipo "hammer". Il rimbalzo degli ultimi mesi si e' fermato sul 50% circa di ritracciamento del ribasso dal top di inizio 2018, meno del Dax, che invece ha ritracciato il 61,8% circa, come il Ftse Mib. Insomma, il quadro grafico del Dax Kursindex e' molto piu' debole di quello del Dax "performance", dal momento che e' riconoscibile un potenziale doppio massimo, figura ribassista, di lungo termine e che il rimbalzo dai minimi di dicembre 2018 si e' fermato proprio sul crinale, il 50% di ritracciamento, che separa una correzione da un tentativo di inversione.

E' vero che per parlare di inversione sono poi necessarie le conferme della rottura del 61,8% e del 78,6%, ma spesso il non riuscire a superare il 50% di ritorno rispetto ad un movimento precedente e' un indizio di debolezza da non sottovalutare. Se poi si disturba la teoria delle onde di Elliott per leggere l'andamento del Dax Kursindex ci si accorge che il movimento rialzista visto dai minimi del 2009 e' da manuale, potrebbe essere inserito in tutti i libri che parlano dell'argomento come esempio di come si realizza una fase impulsiva (meno eclatante, in termini di rapporto tra le onde, il rialzo del Dax).

La onda 1 e' stata infatti il rialzo dai minimi del 2009 al picco del febbraio 2011, la onda 2 e' terminata con i minimi del 2011, la 3 e' arrivata fino al massimo del 2015 con una ampiezza di esattamente 1,618 volte l'onda 1, la onda 4, terminata a inizio 2016, ha toccato il top di onda 1 nella settimana terminata il 12 febbraio 2016 per poi lasciare il posto ad una onda 5, terminata a fine 2017, di ampiezza esattamente uguale a quella di onda 1. Il ribasso avviatosi a fine 2017 quindi e' la correzione di tutto il movimento impulsivo partito ad inizio 2009.

Tipicamente una correzione come questa si riporta sulla base dell'onda 4 precedente, quindi i minimi di febbraio 2016 a 4350 circa, supporto che per il momento non e' invece ancora stato avvicinato. L'idea che il rimbalzo visto dai minimi di fine 2018 sia solo la fase intermedia di una terna correttiva, l'onda B per rimanere con la terminologia elliottiana, e' credibile.

Purtroppo questa ipotesi, che la fase ribassista iniziata tra novembre 2017 e gennaio 2018 non sia ancora terminata e che possa giungere fino in area 4350 almeno (il ribasso potrebbe anche essere piu' esteso se le oscillazioni degli ultimi anni, dal picco del 2015, si dimostrassero un doppio massimo), perderebbe di interesse solo oltre i 6050 punti.

In altre parole, anche se il Dax Kursindex dovesse superare i massimi di inizio maggio a 5660 il rischio di assistere poi ad un capovolgimento di fronte resterebbe elevato fino ai 6050 punti.

Sotto area 5150 il rischio che il rimbalzo visto da fine dicembre sia terminato aumenterebbe considerevolmente.