Commento ai risultati di maggio per i principali mercati

Tra i principali indici azionari le migliori performance a maggio sono state quelle del Nikkei, con un +8,34%, seguito dal Nasdaq composito, +6,75%, dal Dax, +6,68%, e dallo S&P500, con un +4,53%. Il Ftse Mib e' fermo ad un +2,87%, variazioni simili per il Cac 40, +2,70%, e per l'Ibex 35, +2,52%. 

Spostando l'attenzione all'intero 2020 gli indici con i risultati migliori sono il Nasdaq 100, che ha guadagnato il 9,42% (+5,77% il Nasdaq composito, dove il peso dei giganti dell'high tech, quasi tutti sui massimi storici, risulta marginalmente piu' diluito), e il Sox dei semiconduttori, con un +0,16%. Saldo positivo anche per le obbligazioni, il future sui titoli trentennali Usa ha guadagnato il 15,45%, quello sui titoli a 10 anni l'8,53% (quando i rendimenti scendono i prezzi salgono). 

Ancora pesantemente negativa la variazione della borsa italiana, che nel 2020 e' in perdita del 22,5% circa (praticamente come quella spagnola e quella francese), il doppio del Dax che perde invece il 12,55%. A 12 mesi i nomi che emergono come guadagni maggiori sono gli stessi di quelli che si sono distinti in questa prima parte del 2020: il Nasdaq 100 guadagna il 34% circa, il composito il 27% circa, il bond trentennale Usa il 17,10%, quello a 10 anni il 9,87%. Il Ftse Mib a 12 mesi e' invece sotto dell'8,10%, fa leggermente meglio del Cac40, che perde il 9,84%. Quasi in pareggio il Dax, con il suo -1,19%. 

L'andamento della perfomance negli ultimi mesi fornisce anche una indicazione di quelli che sono stati gli strumenti che hanno fatto registrare il maggiore rimbalzo dai minimi di marzo e che sono riusciti quindi ad avvicinarsi maggiormente ai massimi dell'anno. Il Nasdaq 100 dovra' ad esempio salire solo dell'1,89% rispetto alla chiusura di venerdi' 29 maggio per toccare i massimi del 2020 a 9737 punti circa mentre e' stato capace di mettere a segno un rimbalzo del 41,11% dai minimi dell'anno toccati a 6772 punti circa. Nel caso del Ftse Mib invece l'indice dovra' crescere ancora del 40% per tornare sui massimi dell'anno mentre e' gia' rimbalzato del 28,58% dai minimi di marzo a 14153 punti. 

Ci sono 10 strumenti, tra cui il Nasdaq 100 e il composito, l'S&P500 e il Nikkei, ai quali basterebbe un rialzo del 10% o inferiore per fare segnare un nuovo massimo per il 2020. Ce ne sono invece 7 che dovranno crescere ancora tra il 60% e il 30% per raggiungere un nuovo massimo annuale (tra questi il Ftse Mib, l'Ibex35, il Cac40). 

Dei 30 strumenti analizzati solo 11 sono stati capaci di risalire al di sopra della propria media mobile semplice a 200 giorni, indicatore che viene molto seguito per la sua capacita' di sintetizzare la condizione della tendenza di lungo termine. Cio' significa che per i 2/3 circa degli strumenti analizzati il trend di fondo e' ancora al ribasso. 

In alcuni casi, come per l'indice Smi della borsa svizzera e per il Dow Jones Industrial la media e' comunque gia' molto vicina, basterebbero rialzi nell'ordine del 2/3% per superarla. Nel caso del Ftse Mib la media e' invece ancora lontana del 16,43% rispetto alla chiusura del 29 maggio. 

Solo tre strumenti su trenta, il future sui bond Usa a 10 anni, quello sui bond a 30 anni e il Dollar Index, evidenziano una correlazione negativa rispetto all'indice Msci World in dollari, scelto come benchmark. Questi tre strumenti tendono a muoversi in direzione opposta rispetto a quella dell'indice di riferimento. 

Gli indici con la correlazione piu' alta sono invece il Dow Jones Industrial, lo S&P500 (e per questi si puo' parlare di autocorrelazione visto il loro peso all'interno del paniere Msci World), ma anche il Dax, il Nikkei, il Kospi coreano. Meno evidente invece la correlazione per il Nasdaq e per il Sox dei semiconduttori (ma la spiegazione in questo caso viene dal punto successivo, l'analisi del Beta). Gli indici con correlazione elevata sono quelli da seguire maggiormente nel caso la borsa nel suo complesso continui a salire. 

Resta infine da studiare i valori di Beta, indice che informa sulla capita' di uno strumento di amplificare (nel caso sia maggiore di 1) o meno gli stimoli che arrivano dal benchmark. I valori di Beta piu' alti sono quelli di tre settoriali S&P inclusi nella lista, ovvero sia Banche, Energia e Costruzioni, a seguire S&P500 e S&P100, Nasdaq 100 e composito. Beta relativamente basso invece per Nikkei 225, Kospi coreano e Smi svizzero, tutti strumenti che in questo momento potrebbero essere visti quindi come "difensivi".