CNH Industrial scende a testare un forte supporto

Netta flessione per CNH Industrial in avvio di ottava dopo la sospensione per due settimane delle attività di assemblaggio in Europa e la notizia di stamattina del cambio al vertice: il CEO Hubertus Mühlhäuser ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato e il cda ha nominato al suo posto "pro tempore" la presidente del board Suzanne Heywood. Sostituito anche il Cfo Max Chiara con Incisa, presidente della divisione Financial Services. Per gli analisti di Mediobanca Securities le dimissioni del CEO Hubertus Mühlhäuser sono negative e totalmente inaspettate, il aveva infatti presentato un nuovo piano industriale lo scorso settembre e ci si attendeva che ristrutturasse il gruppo, adesso saranno necessari alcuni mesi per il processo di identificazione del nuovo CEO permanente. Anche Banca Imi ritiene che l''uscita di Hubertus Mühlhäuser sia una completa sorpresa, molto deludente alla luce della situazione attuale e considerando inoltre che non è stata fornita motivazione alcuna. Anche il cambio del Cfo Max Chiara e' valutato negativamente. Gli analisti di Equita Sim ritengono che a causa della pandemia di Covid-19 il piano presentato a settembre da Mühlhäuser, già molto ambizioso allora, sia ormai compromesso. Secondo Equita lo spin-off di Iveco e di Powertrain rimane comunque un obiettivo da realizzare entro la fine del 2021. CNH scende in area 4,80 dopo aver terminato venerdì a 5,644 euro. A 4,768 si collocano i minimi storici di ottobre 2011 (tra l'altro minimo di una bella candela settimanale di tipo "hammer", a conferma della validità di quei livelli come supporto), una discesa al di sotto di quei livelli sarebbe grave non solo graficamente ma anche psicologicamente dal momento che farebbe precipitare le quotazioni in un'area sconosciuta. In area 4,75 si colloca anche il target del "rettangolo" disegnato dai prezzi dai minimi di gennaio 2019: il rettangolo è una figura formata da una fascia laterale, alla violazione della sua base si calcolano obiettivi che sono proporzionali alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura. Una eventuale violazione di area 4,75/80 avrebbe quindi un ulteriore motivo per essere preoccupante, ma fino a che i prezzi se ne manterranno al di sopra si potrà anche immaginare di avere raggiunto dei minimi di periodo. Sotto quei livelli invece target a 3 euro. Il ritorno al di sopra di area 5 euro sarebbe un primo indizio in favore di un rimbalzo, conferme in questo senso alla rottura di 5,15 per il test di area 5,39, lato alto del gap ribassista del 23 marzo, poi resistenza a 6 euro (gap del 18 marzo).