Borse, tanti i temi sul piatto ma il sentiment resta positivo

Avvio sotto la parità per il future Eurostoxx 50 che lascia sul terreno lo 0,43% a 3436 punti. La seduta di ieri del resto era stata contrastata anche per Wall Street dove aveva terminato in positivo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,90%. 

Resta da sciogliere in nodo delle presidenziali e del Senato.

Secondo Eric Rosengren, president della Federal Reserve (Fed) di Boston, le politiche fiscali sono incerte dopo le elezioni del 3 novembre. "Abbiamo un presidente eletto ma non tutti sono d'accordo su chi sia", ha dichiarato martedì nel corso di una conferenza virtuale citata da Reuters. "Non è ancora chiaro quale sarà la composizione del Senato e ciò fa la differenza per quale tipo di pacchetto di politiche fiscali, se ce ne sarà uno, vedremo nei prossimi mesi", ha aggiunto Rosengren che ha sottolineato come sia le politiche fiscali che quelle monetarie siano necessarie per sostenere l'economia ma le divisioni sull'esito delle presidenziali e le incertezze sulla composizione del Senato rendono difficile prevedere quanti aiuti verranno forniti. 

Ma gli aiuti servono, il rimbalzo dell'economia Usa sta rallentando, come conferma l'indagine JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey) che segnala che le posizioni lavorative ricercate dai datori di lavoro: a settembre le posizioni si sono attestate a 6,436 milioni, inferiori sia ai 6,352 milioni di agosto (rivisto da 6,493  milioni unità) che ai 6,500 milioni attesi dagli economisti. Il nodo della guida del Senato statunitense non si risolverà prima del 5 gennaio, quando ci sarà il ballottaggio in Georgia, Stato che esprime 2 senatori e le cui regole prevedono che ciascun candidato debba ottenere il 50% più uno dei voti espressi, cosa che in questa prima tornata non è avvenuta. 

Se i democratici dovessero spuntarla in Georgia al Senato ci sarebbe la parità ma i democratici potrebbero poi contare sul voto della vicepresidente Kamala Harris per passare in vantaggio in caso di eventuali stalli su proposte di legge. 

La tendenza mista delle borse Usa è proseguita anche in Europa, a fronte del future Eurostoxx in calo ad esempio quello Ftse Mib sale dello 0,6% circa. I mercati sono sostenuti ancora dall'annuncio dei positivi risultati del vaccino contro il Covid-19 di Pfizer ma, come successo a Wall Street, gli investitori si spostano dai titoli che finora avevano beneficiato dell'epidemia di coronavirus a quelli dei settori invece più colpiti, il risultato di ciascun indice dipende quindi dalla sua composizione e dalla presenza più forte o meno di certi settori.

Ieri ad esempio a Piazza Affari il settoriale banche è salito del 6,13% (dopo il 13,9% del giorno prima), e quello delle banche è un comparto molto pesante per il listino italiano. 

Il settoriale banche italiano (https://www.borsaitaliana.it/.../indici.../dettaglio.html...) ha superato ieri il 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi di inizio anno lasciandosi alle spalle anche il lato alto del canale ribassista tracciato dal massimo di luglio a 7792 punti, livello che diventa ora il primo target del rialzo (il top di luglio coincide con il 50% di ritracciamento). Sul settoriale domestico, a differenza di quello Eurostoxx che ha un andamento molto simile, l'indicatore MACD ancora non si è incrociato al rialzo, ma evidenza comunque una netta divergenza rialzista che permette di ipotizzare l’avvio di un uptrend duraturo.

Positive le notizie macro in arrivo dall'Asia: la China Association of Small and Medium Enterprises ha comunicato che in ottobre lo Sme Development Index è salito a 87,0 punti dagli 86,9 punti di settembre. L'indice è basato su un sondaggio realizzato tra 3.000 Pmi cinesi. Di queste il 50% ha registrato una crescita della produzione e il 40% ha incassato più ordinativi sia sul mercato domestico che all'estero. 

In Giappone invece a settembre gli ordini di macchine utensili sono invece calati del 5,9% annuo, nella ventiquattresima contrazione consecutiva ma in ulteriore miglioramento rispetto alla flessione del 15,0% della lettura finale di agosto (e al tracollo del 23,2% 31,1% di luglio). 

Ulteriore recupero in novembre per la fiducia dei consumatori in Australia dove il Westpac-Melbourne Institute Index of Consumer Sentiment è infatti cresciuto del 2,5% sequenziale (dopo il balzo dell'11,9% di ottobre) a 107,7 punti dai 105,0 punti precedenti (93,8 punti in settembre), attestandosi sui massimi dal novembre 2013. L'indice è salito dell'11% rispetto al novembre 2019. 

Che ci sia aria di ripresa economica globale lo conferma anche il dato sulle scorte di petrolio: secondo le stime riportate martedì dall'American Petroleum Institute (Api), le scorte di greggio in Usa sono calate di 5,1 milioni di barili nella settimana chiusa il 6 novembre. Le riserve di benzina sono invece scese di 3,3 milioni di barili. I dati dell'Api precedono quelli ufficiali della U.S. Energy Information Administration (Eia), che saranno diffusi oggi in serata. Secondo il consensus di S&P Global Platts, citato da MarketWatch, l'Eia dovrebbe comunicare un ribasso di 3,0 milioni di barili per il greggio. 

Per il future Eustoxx 50 il superamento netto dei massimi di luglio a 3445 punti, poco al di sopra delle quotazioni attuali e in linea con la chiusura di ieri, è essenziale per poter dare un seguito al rimbalzo visto dai minimi di fine ottobre. 

Senza la rottura di quei livelli resta infatti alto il rischio di una correzione di assestamento che potrebbe però anche essere estesa: i ritracciamenti sono proporzionali ai movimenti che correggono e il rialzo dai minimi del 30 ottobre a 2887 punti è stato molto ampio. Sotto area 3350 diverrebbe probabile la ricopertura del gap del 9 novembre con base a 3221, praticamente coincidente con la trend line ribassista disegnata dal top di febbraio. 

Solo sotto questi livelli tuttavia una eventuale flessione metterebbe in discussione i recenti segnali di forza, quindi fino a quel momento possono essere adottate strategie di acquisto sulla debolezza. 

Sopra area 3450 atteso invece il test di 3520 e 3680, rispettivamente 78,6% e 88,6% di ritracciamento (percentuali di Fibonacci) del ribasso dal massimo di febbraio.