Borse in grande difficoltà a causa dell'impennata globale dei contagi

Borse in grande difficoltà a causa dell'impennata globale di contagi da COVID-19 e delle nuove misure restrittive in arrivo in alcuni Paesi europei. Lo spettro di un possibile nuovo lockdown in diverse aree del mondo peggiora le prospettive per l'economia globale con conseguenti effetti negativi facilmente prevedibili per quanto riguarda la qualità del credito delle banche, il comparto è decisamente appesantito, ma a scendere sono anche i titoli energetici penalizzati dal timore di un calo dei consumi. 

Il brusco calo di Lufthansa e di Accor, due titoli molto sensibili alle tematiche di chiusure o aperture a causa Covid, non fa altro che confermare che in questo momento l'attenzione degli operatori è per la maggior parte rivolta all'andamento dei contagi. 

Sui mercati pesano comunque anche le dichiarazioni di Steven Mnuchin: lo U.S. Secretary of Treasury (il ministro del Tesoro USA) ha detto infatti che è improbabile che un accordo su nuovi piani di stimolo all'economia venga raggiunto prima delle elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo. 

Parlando ad una conferenza al Milken Institute Mnuchin ha dichiarato che "At this point getting something done before the election and executing on that would be difficult". Di intonazione contraria le dichiarazioni del presidente Donald Trump si sarebbe detto disponibile a superare i 1800 miliardi di dollari ai quali sarebbe per ora arrivata la Casa Bianca per lo stimolo all'economia Usa in modo da arrivare a un accordo con i Democratici, che invece hanno un piano da 2200 miliardi, in vista delle Presidenziali. 

La presidente della Bce Christine Lagarde ha tentato di tranquillizzare i mercati con parole accomodanti: se da un lato i rischi per la stabilità finanziaria della zona euro aumentano a causa della crescita dei livelli di debito, dall'altro la Bce è pronta, in caso si rendesse necessario, ad operare un ulteriore allentamento della politica monetaria. 

In questo momento tuttavia è l'aumento dei contati da Covid-19 a spaventare i mercati, tutto il resto passa in secondo piano. 

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato "Siamo in una fase seria della pandemia con le infezioni sono tornate a crescere molto velocemente". Ma è stato il governatore della Baviera, Markus Soeder, a dire quello che tutti temono: "siamo molto più vicini ad un secondo lockdown di quanto si voglia ammettere". Secondo Soeder, il punto di non ritorno è ormai molto vicino "per impedire che ciò accada". 

A causa dell'incremento dei contagi Covid c'è un evidente aumento dell'avversione al rischio che penalizza il debito dei paesi periferici, Italia inclusa, e favorisce invece il debito Usa e il dollaro. Il rendimento sul Treasury decennale scende allo 0,70%, quello del Bund tedesco a -0,62%, sui livelli più bassi da sette mesi, quello sul Btp decennale risale invece allo 0,68%. 

Per fortuna dal mercato del lavoro Usa arrivano segnali incoraggianti che in parte compensano lo sconforto per l'andamento dei contagi. 

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 9 ottobre si infatti sono attestate a 898 mila unità, superiori alle attese (825 mila unità) e al dato della settimana precedente (845 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 2 ottobre) si attesta a 10,018 milioni, inferiore a 11,183 milioni della rilevazione precedente (attese 10,700 milioni). 

Un chiaro segnale dell’aumentata avversione al rischio lo fornisce l’andamento del forex.

L'euro dollaro è tornato in area 1,17 dopo aver completato con la violazione nella seduta del 15 ottobre in area 1,1725 il testa spalle ribassista disegnato dal top del 1° ottobre con target a 1,1550 circa. La base del testa spalle, la "neckline", passa a 1,1725 circa, solo il ritorno al di sopra di quei livelli sarebbe da leggere come un primo segnale di allentamento delle tensioni ribassiste sulla borsa. 

Significativo poi il guadagno della moneta Usa su quella australiana, altro indicatore che dipinge bene il sentiment del mercato nei confronti dell'andamento della pandemia. In questo caso il cambio è sceso sotto la trend line rialzista disegnata tra il minimo di marzo e quello del 28 settembre, passante a 0,7140 circa, ed è arrivato a testare in area 0,7070 la media mobile esponenziale a 100 giorni. 

Se il grafico dell'AUD USD scendesse stabilmente al di sotto della media, portandosi magari anche al di sotto di area 0,70, sarebbe un ulteriore segnale preoccupante per la tenuta del sentiment rialzista dei mercati finanziari in generale.