Borsa Usa, dati macro e Fed sostengono il sentiment

Salita decisa della borsa negli USA grazie ai dati macro e nonostante le notizie sulla pandemia: l'indice Pending Home Sales fornito dalla National Association of Realtors (mercato immobiliare residenziale) a maggio ha fatto registrare un balzo del +44,3% mese su mese dal precedente -21,8% (rivisto) e con attese di un +18,9%. 

L'indice e' ora a 99,6 punti, poco al di sotto dei livelli pre-pandemia di 111,4, l'impressione e' che il settore immobiliare possa annullare lo svantaggio residuo in poco tempo. Secondo alcuni analisti potrebbe essere proprio il comparto immobiliare, favorito dai tassi bassi, ad alimentare una ripresa dell'economia piu' generalizzata. Sullo sfondo resta la situazione gravissima del Covid-19. 

Domenica i decessi globali per il Covid-19 hanno raggiunto quota 500mila, i caso confermati sono oltre i 10 milioni. Negli Usa si registrano situazioni preoccupanti in Florida, Texas e California, i governatori di questi stati hanno dovuto fare marcia indietro sull'allentamento recente di alcune misure di contenimento. 

I mercati, almeno quelli Usa (ma l'effetto contagio da quelli agli altri internazionali e' probabile), sono sostenuti anche dalle notizie che la Fed si e' attivata con il programma di acquisto di obbligazioni corporate, i primi 428 milioni di dollari hanno riguardato interventi su 86 compagnie, i nomi piu' conosciuti sono quelli di Walmart, AT&T, Coca-Cola, McDonald's, United Health Group e Berkshire Hathaway, il fondo di Warren Buffett. Gli acquisti hanno riguardato per il 48% titoli con rating da A a AAA, per il 48% titoli con rating BBB, per il 4% con rating BB. 

La Fed e' stata molto attiva anche sul mercato degli Etf sui corporate bond, dove ha comprato 6,8 miliardi di dollari di quote, 1,8 miliardi su un solo Etf (iShares iBoxx US Dollar Investment Grade Corporate Bond ETF, US4642872422). La banca centrale aveva annunciato recentemente di voler intervenire direttamente sul mercato dei corporate bond con acquisti fino a 250 miliardi di dollari, per il momento starebbe quindi solo scaldando i motori. La banca centrale Usa ha poi un altro programma a sostegno delle aziende ancora da avviare, il Primary Market Corporate Credit Facility, con il quale acquistera' il debito direttamente dalle aziende con un potenziale fino a 500 miliardi di dollari. 

La borsa Usa lunedi' ha reagito bene ai dati macro e all'attivismo della banca centrale, il Dow Jones e' salito del 2,32% a 25.595,80 punti mentre lo S&P500 dell'1,47% a 3.053,24. La domanda che gli investitori continuano a farsi resta la stessa: il rialzo della borsa era legato alle speranze di un ritorno alla normalita' abbastanza rapido, cosa succedera' ora che il Texas e altri stati sono costretti a fare marcia indietro con il programma di riaperture per cercare di tenere sotto controllo i colpi di coda della pandemia? 

Un elemento da non sottovalutare nel delineare un quadro prospettico e' la capacita' dello S&P500 di sovraperformare nettamente i titoli di stato in termini di rendimento: i dividendi pagati dalle aziende dell'S&P500 sono maggiori di tre volte circa quelli pagati da un titolo di stato a 10 anni, una differenza che e' storicamente molto alta. In altre parole, in una fase come questa di rendimenti obbligazionari nulli o quasi, quali alternative ci sono al mantenere i soldi in borsa? 

La borsa e' poi composta da due macro gruppi che in questa fase storicamente cosi' delicata tendono a bilanciarsi: da un lato ci sono le azioni che hanno beneficiato del lockdown, come quelle di Zoom, della FedEx e di AT&T oltre a tutti i giganti high tech, Apple, Amazon, Facebook, dall'altro quelle che invece sono state maggiormente colpite, oltre ai retailers (Gap) e a quelle del comparto viaggio e turismo ovviamente anche tutto il comparto manifatturiero (in particolare auto, aerei...), in generale quindi se alcuni titoli sono stati molto penalizzati altri hanno invece guadagnato notevolmente permettendo agli indici di salire ugualmente. Insomma, pur con le dovute cautele, continuare a sponsorizzare il rialzo delle borse appare, se non una cosa scontata, almeno una ipotesi credibile. 

La borsa potrebbe poi essere condizionata anche dalle imminenti elezioni presidenziali che vedono contrapposti l'attuale presidente Donald Trump e lo sfidante Joe Biden. Tendenzialmente o meglio statisticamente, lo S&P500 gode di buona salute nel trimestre precedente le elezioni quando lo sfidante e' in vantaggio rispetto al presidente in carica. Al momento Biden e' in vantaggio sui sondaggi, quindi, almeno stando alle lezioni impartite dal passato, la tendenza dello S&P500 dovrebbe mantenersi positiva. 

Graficamente e' possibile notare che lo S&P500 ha testato con i minimi di venerdi' a 3005 punti e con quelli di lunedi' a 3000 punti la media mobile esponenziale a 50 giorni, indicatore che era stato toccato anche il 15 giugno e dal quale si era sviluppato un deciso rimbalzo. La tenuta della media dovrebbe prefigurare uno scenario rialzista con obiettivo almeno sui massimi di giugno a 3233 punti. Sotto area 2990/3000 la struttura rialzista che l'indice ha costruito dai minimi di marzo potrebbe invece risultare indebolita. 

Ulteriori conferme in questo senso sotto i 2957 punti, base del gap rialzista del 26 maggio.