Borsa Usa, c'e' spazio per il rally di Santa Claus?

C'e' un periodo, quello che comprende le ultime 5 sedute di un anno che si chiude e le prime due dell'anno successivo, che e' tradizionalmente favorevole alla borsa. Durante l'insieme di queste sette sedute per 34 volte negli ultimi 45 anni (il 75% circa), fino al 2018, si e' registrato infatti un rialzo, che va sotto il nome di "Santa Claus rally". Le ultime 5 sedute del 2019 sono iniziate il 19 dicembre, ed effettivamente in quella data lo S&P500 ha messo a segno un deciso rialzo, che gli ha permesso di toccare un nuovo massimo storico, dopo due giornate di stabilita'. Anche la seduta del 20 dicembre e' stata archiviata con un rialzo.

Dove potrebbero salire ora i prezzi fino a venerdi' 3 gennaio, quando si chiudera' la finestra del rally di Babbo Natale? Il 13 dicembre lo S&P500 ha superato a 3177 punti la linea mediana del canale crescente che contiene tutto il rialzo dai minimi di dicembre 2018 e la linea superiore del canale crescente, interno al primo, disegnato dai minimi di maggio, inviando un segnale di forza che potrebbe anticipare ora il raggiungimento del lato alto del canale di piu' lontana origine, passante a 3390 circa.

E' molto improbabile che questa resistenza possa venire raggiunta gia' nelle prime sedute del 2020, quando anzi il mercato potrebbe prendersi una pausa dopo i recenti rialzi, nel breve termine i prezzi potrebbero pero' arrivare a 3255 punti, target della fase impulsiva (la teoria della onde di Elliott definisce in questo modo una sequenza di 5 onde) iniziata con i minimi di agosto. Da area 3255 potrebbe quindi partire una flessione che avrebbe il compito di creare i presupposti per avvicinarsi ai 3400 punti e che potrebbe riportare le quotazioni in area 3150. Alla chiusura di venerdi' 20 dicembre a 3221 punti lo S&P500 ha guadagnato quest'anno il 28,5%, molto vicino al 29,60% del 2013.

Se l'indice dovesse guadagnare quindi ancora l'1,1% o piu' nelle ultime due giornate dell'anno metterebbe a segno il migliore risultato dal 1997 (quando il saldo era stato del 31%).

A sostenere le quotazioni potrebbero essere, piu' che novita' sul fronte dei rapporti Usa - Cina, la firma dell'accordo sulla "fase 1" e' ormai attesa nei primi giorni del 2020, notizie di un progresso della Brexit: Boris Johnson ha ottenuto il via libera, con 358 voti a favore e 234 contrari, per la sua proposta di lasciare la UE entro il 31 gennaio. Il Withdrawal Agreement, la legge attuativa che permettera' al Regno Unito di uscire dall'Unione Europea il prossimo 31 gennaio secondo l'accordo raggiunto tra il primo ministro Boris Johnson e i negoziatori europei, e' stato quindi approvato ad ampia maggioranza.

Nelle prossime settimane, probabilmente entro meta' gennaio, il testo dovra' essere approvato in terza lettura prima alla Camera dei Comuni, poi a quella dei Lord (qui l'approvazione e' data per certa), a quel punto la Brexit diventera' ufficiale e irreversibile, anche se ancora non attuata. Entro il 31 dicembre 2020 il regno Unito dovra' poi effettivamente sganciarsi dalla Ue anche in assenza di un accordo commerciale, quindi con un effetto simile al "no deal" che si avrebbe avuto in caso di uscita senza l'approvazione di un accordo con la Ue.