Borsa italiana in ulteriore flessione. Male industriali e Atlantia

Borsa italiana in ulteriore flessione. Male industriali e Atlantia. FTSE MIB -0,37%.

Il FTSE MIB segna -0,37%, il FTSE Italia All-Share -0,35%, il FTSE Italia Mid Cap -0,32%, il FTSE Italia STAR -0,31%.

BTP e spread in lieve miglioramento. Il rendimento del decennale segna 1,34% (chiusura precedente a 1,35%), lo spread sul Bund segna 170 bp (da 171) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,3%, FTSE 100 -0,3%, DAX -0,5%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,2%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,4%, Dow Jones Industrial -0,3%. Ieri mercati USA chiusi per festività. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente (mercoledì 27 novembre): S&P 500 +0,42%, NASDAQ Composite +0,66%, Dow Jones Industrial +0,35% (nuovi massimi storici per i tre indici).

La tendenza delle ultime ore e' stata di generalizzato declino a fronte di dati macroeconomici contrastanti. In particolare la produzione industriale del Giappone ha registrato la peggiore performance mensile dal gennaio 2018 e anche in Corea del Sud il dato ha segnato un calo.

Mercato azionario giapponese in ribasso, il Nikkei 225 ha terminato a -0,49%. Borse cinesi negative: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,87%, l'Hang Seng di Hong Kong a -2,02%.

Ancora vendite sugli industriali, i titoli più sensibili allo stato di salute delle trattative USA-Cina. Due giorni fa il presidente Donald Trump ha firmato le due proposte di legge varate la settimana scorsa dal Congresso per appoggiare i manifestanti di Hong Kong e lanciare un messaggio a Pechino sul tema dei diritti umani. La firma ha mandato su tutte le furie Pechino e fatto sorgere dubbi sul raggiungimento di un accordo subito dopo il fine settimana sulla cosiddetta fase uno delle trattative commerciali USA-Cina. A Milano Pirelli -1,0%, CNH Industrial -0,7%, Leonardo -1,0%.

Buzzi Unicem, -3,8% a 22,33 euro, in forte ribasso con il report di Morgan Stanley: raccomandazione peggiorata a underweight con target a 20 euro.

Atlantia -2,8% scende sui minimi da inizio anno. Secondo il Messaggero la società controllata dalla famiglia Benetton sarebbe pronta a mettere sul tavolo 2-3 miliardi di euro in vari interventi (risorse per Genova, pedaggi calmierati e più investimenti sulla rete autostradale) per venire incontro alle richieste del governo. Ma non basta: sembra che il PD punti a far intervenire Atlantia nel salvataggio di Alitalia. La scorsa settimana Atlantia si era chiamata fuori, almeno per il momento, dall'operazione, facendo in sostanza saltare la cordata con FS, MEF e Delta Air Lines. 

In verde Mediaset +1,1%: secondo indiscrezioni di stampa la trattativa con Vivendi per la vendita del 20% circa in mano ai francesi e intestato a Simon Fiduciaria potrebbe concludersi prima dell'udienza presso il Tribunale di Milano programmata a fine mattinata. Il prezzo delle azioni (che verrebbero acquistate da MFE) dovrebbe essere di poco inferiore ai 3 euro.

TITOLO DEL GIORNO: SAIPEM
 Saipem positiva giovedì, si spinge a toccare un massimo intraday a 4,29 euro, dopo aver terminato il giorno prima a 4,239 euro: il gruppo attivo nel settore dei servizi all'industria dell'energia si è aggiudicata un contratto da parte della società francese EDF Renewables per la costruzione del parco eolico offshore Neart na Gaoithe (NnG) in Scozia. Si tratta del primo progetto chiavi in mano assegnato a Saipem nel settore dei parchi eolici offshore. Saipem si è inoltre aggiudicata un nuovo contratto per la fornitura di materiale e la fabbricazione di 32 strutture di fondazione per altrettante turbine eoliche del parco eolico offshore Formosa 2. Il valore complessivo di questi due nuovi contratti è di circa 750 milioni di euro e rappresenta oltre il 15% degli ordini acquisiti dalla Divisione E&C Offshore da inizio anno. Il titolo si mantiene al di sopra della forte area di supporto dei 4,13 euro, linea che sale dai minimi di dicembre 2018. La tenuta di questo sostegno potrebbe favorire un nuovo tentativo di rottura della resistenza a 4,38, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre, ed eventualmente il test a 4,60 della linea che scende dal massimo di aprile. Al di sopra di quei livelli si aprirebbero nuovi spazi di crescita, fino ai 5 euro almeno. Sotto 4,13 invece rischio di ritorno sui minimi di ottobre a 3,95 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 09:55 variazione n° disoccupati e tasso di disoccupazione Germania, alle 10:00 tasso di disoccupazione Italia, alle 10:30 credito al consumo Regno Unito, alle 11:00 inflazione preliminare Italia, tasso di disoccupazione e inflazione preliminare eurozona, alle 12:00 PIL finale trim3 Italia.