Borsa italiana sui massimi da maggio 2018

Borsa italiana sui massimi da maggio 2018, scende lo spread. FTSE MIB +0,74%.

Il FTSE MIB segna +0,74%, il FTSE Italia All-Share +0,74%, il FTSE Italia Mid Cap +0,81%, il FTSE Italia STAR +0,92%.

BTP positivi, scende lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,40% (chiusura precedente a 1,42%), lo spread sul Bund segna 160 bp (da 163) (dati MTS).

Mercati azionari europei in ascesa: Euro Stoxx 50 +0,8%, FTSE 100 +0,5%, DAX +0,9%, CAC 40 +0,9%, IBEX 35 +1,3%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,84%, NASDAQ Composite +1,06%, Dow Jones Industrial +0,92% (nuovi massimi storici per i tre indici).

Mercato azionario giapponese in rialzo, il Nikkei 225 ha terminato a +0,45%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,14%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,6% circa.

UBI Banca +2,6% e Banco BPM +1,6% estendono i progressi di ieri in scia ai report di Goldman Sachs.

Performance positive anche per Buzzi Unicem +2,2%, Diasorin +1,5%, Poste Italiane +1,1%, Leonardo +1,4%, Ferrari +1,1%

STM +1,2% a 25,05 euro. Deutsche Bank ha incrementato il target del titolo da 25 a 30 euro.

Atlantia +0,1% poco mossa dopo che il cda la controllata Autostrade ha approvato le linee guida del piano strategico 2020-2023, con investimenti sulla rete per circa 5,4 miliardi di euro, contro i 2,1 del quadriennio precedente. Salgono a 1,6 miliardi di euro le spese in manutenzione, con un aumento del 40% rispetto al quadriennio precedente. L'a.d. di Autostrade Roberto Tomasi ha dichiarato a Repubblica che con la revoca delle concessioni e l'indennizzo stabilito dal decreto Milleproroghe (6-8 miliardi di euro i contro i 23 pre-decreto) la società fallirebbe. Il dossier della revoca non è all'ordine del giorno dell'odierno Consiglio dei ministri.

Geox -1,5% perde terreno dopo che ieri il cda ha esaminato i dati preliminari sui ricavi del 2019. Le vendite si attestano a 805,9 milioni di euro, -2,6% a/a, ma con un +4,9% a/a registrato nel quarto trimestre (gli analisti si attendevano +3,7% a/a). L'andamento negativo dei ricavi nel 2019, ben distante da quello ipotizzato nel piano industriale 2019-2021 presentato a novembre 2018 dove si stimava una crescita media annua di circa il 6,5%, ha spinto il cda a sostituire l'a.d. Matteo Mascazzini con Livio Libralesso. Il board ha anche varato un piano di progressiva riduzione dei negozi diretti (DOS) dato che "il consumatore ha profondamente mutato le sue abitudini d’acquisto. Il digitale, l’ecommerce ed i marketplace stanno comportando una sensibile riduzione di traffico nei negozi fisici, soprattutto in quelli situati in posizioni minori e non strategiche, che però non stanno ancora riflettendo una coerente diminuzione del costo degli affitti". Verranno pertanto chiusi 75-80 negozi entro il 2022: anche in questo caso si registra un brusco cambiamento di rotta rispetto al piano al 2021, nel quale era prevista una crescita di circa 100 negozi. L'operazione comporterà "una riduzione di ricavi di circa 35-40 milioni ed un miglioramento del risultato operativo di circa 5 milioni. Si stima che l’effetto sul 2020 sia nell’ordine del 60% di tali valori". Inoltre saranno contabilizzati nel bilancio 2019 circa 10-15 milioni di oneri atipici di ristrutturazione.

TITOLO DEL GIORNO: INWIT

 INWIT accelera al rialzo grazie alle indiscrezioni di Repubblica secondo cui l'aggregazione con Vodafone Tower procede rapidamente. La commissione UE dovrebbe dare l'ok entro fine febbraio/inizio marzo. Intanto alla fine della scorsa settimana sono giunte le prime manifestazioni di interesse non vincolanti (tra cui quelle di Ardian e KKR) per l'acquisto di un 25% nella newco. Le offerte vincolanti sono attese per fine febbraio/metà marzo. Equita Sim sul titolo conferma il giudizio "buy" con target price a 10,50 euro. Le quotazioni si sono spinte giovedì fino a 9,355 euro per poi flettere in area 9,32. A 9,08 le quotazioni si sono lasciate alle spalle la trend line ribassista disegnata dal top di metà ottobre segnalando l'intenzione di riprendere la tendenza rialzista di medio termine in atto dai minimi di dicembre 2018. Conferme in questo senso oltre il massimo del 27 novembre a 9,43, primo obiettivo il massimo record di ottobre a 9,79, successivo a 10,55, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di dicembre 2018. Solo discese al di sotto della media mobile esponenziale a 50 giorni, passante a 8,90, potrebbero proporre un nuovo test della base del canale citato, attualmente a 8,57 euro.

DATI ATTESI:

Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 bilancia partite correnti eurozona e bilancia commerciale Italia, alle 10:30 vendite al dettaglio, alle 11:00 inflazione finale eurozona e inflazione finale Italia.

Negli USA alle 14:30 licenze edilizie e nuovi cantieri residenziali, alle 15:15 produzione industriale, alle 16:00 indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare e indice JOLTS (mercato del lavoro).