Borsa italiana sotto la parità

Borsa italiana sotto la parità. Deboli i BTP. FTSE MIB -0,24%.

Il FTSE MIB segna -0,24%, il FTSE Italia All-Share -0,21%, il FTSE Italia Mid Cap -0,01%, il FTSE Italia STAR -0,23%.

BTP deboli, spread stabile. Il rendimento del decennale segna 0,97% (chiusura precedente a 0,94%), lo spread sul Bund segna 153 bp (da 152) (dati MTS).

Mercati azionari europei stabili: Euro Stoxx 50 -0,1%, FTSE 100 +0,2%, DAX -0,2%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 -0,0%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,2%, NASDAQ 100 +0,3%, Dow Jones Industrial +0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,45%, NASDAQ Composite -0,33%, Dow Jones Industrial -0,36%.

Mercato azionario giapponese in progresso, il Nikkei 225 ha terminato a +0,99%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen al momento segna +0,6% circa, l'Hang Seng di Hong Kong +0,5% circa.

Pechino ha confermato che sarà ancora il vicepremier Liu He a guidare la rappresentativa cinese e che i negoziati commerciali ripartiranno giovedì 10 ottobre. Intanto lunedì gli Usa hanno siglato un accordo parziale con il Giappone, restituendo agli agricoltori americani i benefici che avevano perso quando Donald Trump nel 2017 si era ritirato dalla Trans-Pacific Partnership.

Debole Leonardo -1,4% a 10,1550 euro: JP Morgan ha ridotto il target sul titolo da 12,00 a 11,50 euro.

Avvio di seduta positivo per UBI Banca +1,5% e Banco BPM +0,1%: Il Sole 24 Ore scrive che entrambe le banche potrebbero rinviare di qualche mese la presentazione dei rispettivi piani industriali: il quotidiano ipotizza a febbraio 2020. Il rinvio potrebbe essere motivato dalla volontà di attendere le decisioni della BCE sul tema dei crediti deteriorati ma, alla luce delle recenti indiscrezioni (e dichiarazioni dell'a.d. di BPM Giuseppe Castagna), è verosimile ritenere che la causa possa essere l'esistenza di negoziati in corso per una eventuale fusione.

In rosso i petroliferi, il greggio perde terreno dai livelli di inizio mattinata e la correzione di ieri pomeriggio. Eni -0,4%, Saipem -1,2%, Tenaris -0,8%.

Telecom Italia +0,8% in verde. America Movil ha dichiarato che non sta trattando con il gruppo italiano e Telefonica per un'offerta congiunta sulla Brasiliana OI.

FinecoBank +0,0% stabile: il cda ha deliberato ieri di esercitare il diritto di opzione per l’acquisto, al prezzo di 22,5 milioni di euro + IVA, del marchio "Fineco" di proprietà di UniCredit. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del corrente esercizio.

Avio +2,1% guadagna terreno in scia all'annuncio della firma dell’ordine per l’inizio della produzione del primo lotto di 14 lanciatori Ariane 6. Si tratta dei motori P120 di nuova generazione, che costituiranno il primo stadio dei lanciatori Ariane 62 e Ariane 64. Il P120 equipaggerà anche il nuovo lanciatore leggero Vega C, per il quale Avio svolge il ruolo di prime contractor.

TITOLO DEL GIORNO: SARAS

 Balzo in avanti lunedi' per Saras che tocca i massimi da fine aprile. Molto buoni di dati sui margini: alla fine della scorsa settimana l'EMC benchmark è salito a 4,9 dollari/barile, i livelli piu' elevati dal terzo trimestre 2017. Il titolo e' salito fino a 1,632 euro, stabilizzandosi poi in area 1,612, molto piu' in alto della chiusura di venerdi' a 1,565 euro. A 1,57 circa si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di gennaio, una resistenza che aveva contenuto i massimi di agosto e quelli di settembre e che ora e' stata finalmente superata. Se i prezzi riusciranno a lasciarsi alle spalle in chiusura di seduta anche il gradino successivo della scala dei ritracciamenti di Fibonacci, quello del 61,8% posto a 1,64 euro, il ritorno verso i massimi di gennaio a 1,90 circa diverra' probabile. Resistenza intermedia a 1,70/71 euro. La violazione di 1,50 euro potrebbe invece mettere fine al rialzo delle ultime settimane anticipando il test a 1,43 della trend line che sale dai minimi di giugno.

DATI ATTESI:

I dati macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 vendite al dettaglio Italia.

Negli USA alle 14:30 indice prezzi alla produzione, alle 20:30 intervento Powell (Fed), alle 22:30 scorte petrolio settimanali (API).