Borsa italiana poco mossa in avvio

Borsa italiana poco mossa in avvio, bene i BTP. FTSE MIB -0,05%.

Il FTSE MIB segna -0,05%, il FTSE Italia All-Share -0,06%, il FTSE Italia Mid Cap +0,04%, il FTSE Italia STAR +0,01%.

BTP positivi, stabile lo spread. Il rendimento del decennale segna 0,92% (chiusura precedente a 0,96%), lo spread sul Bund segna 165 bp (da 165) (dati MTS).

Mercati azionari europei in rosso: Euro Stoxx 50 -0,3%, FTSE 100 +0,1%, DAX -0,4%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,2%.

Future sugli indici azionari americani negativi: S&P 500 -0,8%, NASDAQ 100 -1,0%, Dow Jones Industrial -0,8%. Ieri Wall Street è rimasta chiusa per festività (Labor Day).

Mercato azionario giapponese poco mosso, il Nikkei 225 ha terminato a +0,02%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,14%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,4% circa.

Dopo una seduta di stop per Wall Street (per la celebrazione del Labor Day), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata contrastata ma complessivamente in negativo, mentre gli investitori aspettano notizie circa il possibile meeting dei negoziatori di Pechino e Washington questo mese. Secondo Bloomberg ci sarebbero difficoltà nell'organizzare un incontro dopo che la richiesta cinese di rinviare l'introduzione di nuovi dazi da parte Usa (entrati effettivamente in vigore con l'inizio di settembre) è stata rispedita al mittente. Fattori ribassisti per i mercati continuano a essere anche la Brexit (il premier britannico Boris Johnson ha minacciato nuove elezioni se verrà bocciato dal Parlamento) e le proteste a Hong Kong.

Come ampiamente previsto la Reserve Bank of Australia (Rba) ha lasciato invariati i tassi d’interesse sui minimi storici dell’1,00% e anticipato possibili ulteriori allentamenti della sua politica monetaria.

Bancari in flessione: l'indice FTSE Italia Banche segna -0,4%, l'EURO STOXX Banks -0,5%. A Milano UBI Banca -1,0%, FinecoBank -0,8%, Banco BPM -0,8%, Intesa Sanpaolo -0,7%.

FCA -0,4% in leggero calo dopo i dati sulle immatricolazioni di autovetture in Italia ad agosto. A fronte di una flessione del 3,1% a/a del mercato (-3,0% da inizio anno), i marchi del Lingotto (escludendo Ferrari e Maserati) hanno fatto segnare un -16,1% (-13% da inizio anno).

Enel -0,3% a 6,6590 euro, perde terreno dopo il report di Berenberg: raccomandazione peggiorata da buy a hold ma target incrementato da 6,30 a 6,70 euro.

Cerved Group +3,2% scatta in avanti dopo che la società ha confermato le indiscrezioni del Sole 24 Ore riguardo la controllata Cerved Credit Management Group: è stato conferito "all’advisor Mediobanca un mandato relativo alla valutazione esplorativa di opzioni strategiche con riferimento alla suddetta divisione". Il quotidiano ipotizza la vendita della divisione gestione crediti, la fusione con un altro operatore (con successiva IPO) o una partnership industriale.

TITOLO DEL GIORNO: ATLANTIA
 Atlantia recupera terreno in avvio di ottava dopo il calo di venerdì. Secondo indiscrezioni di stampa l'attuale scenario politico (probabile un governo Conte-bis a breve) sembra favorevole a un rinvio della presentazione (al momento fissata al 15 settembre) del piano industriale Alitalia elaborato dalla newco formata da FS, Delta e Atlantia. Altre fonti parlano di un accordo PD-M5S (la coalizione del nuovo governo Conte) sulla revisione delle concessioni autostradali in capo alla controllata ASPI con introduzione del sistema RAB (ma con correzioni): sul dossier della revoca la decisione dovrebbe invece spettare al premier sulla base di pareri giuridici. Secondo Banca Imi la revoca della concessione e' un evento improbabile nel breve termine mentre resta possibile una revisione del sistema tariffario. Banca Imi attualmente non esprime un giudizio o un target sul titolo. Le quotazioni si sono spinte fino a 22,89 euro lunedì per poi flettere in area 22,70/75, al di sopra della chiusura di venerdì a 22,17 euro. Il titolo si muove per vie laterali dai massimi del 2 maggio a 24,50 euro circa, sostenuto da un supporto orizzontale posto in area 21,65/70 euro, avvicinato quindi dai minimi di venerdì a 21,93 euro. Fino a che le quotazioni rimarranno al di sopra di questo sostegno le possibilità in favore di un rimbalzo, con obiettivo fino ai 24,50 euro circa e resistenza intermedia a 23,80 circa. Sotto i 21,65/70 euro invece il titolo dichiarerebbe la sua resa e la fase laterale citata si dimostrerebbe un ampio "doppio massimo", figura ribassista dalla quale potrebbero scaturire discese verso i 18,50 euro circa (supporto intermedio a 20 euro).
DATI ATTESI:
I dati macroeconomici in programma oggi: alle 10:30 Indice Markit PMI costruzioni Regno Unito, alle 11:00 indice prezzi alla produzione eurozona.
Negli USA alle 15:45 indice Markit PMI manifatturiero finale, alle 16:00 spesa costruzioni e indice ISM manifatturiero.