Borsa italiana negativa, preoccupa il coronavirus in Cina

Borsa italiana negativa, preoccupa il coronavirus in Cina. FTSE MIB -1,00%.

Il FTSE MIB segna -1,00%, il FTSE Italia All-Share -1,00%, il FTSE Italia Mid Cap -1,03%, il FTSE Italia STAR -0,73%.

BTP e spread stabili. Il rendimento del decennale segna 1,36% (chiusura precedente a 1,36%), lo spread sul Bund segna 158 bp (da 158) (dati MTS).

Mercati azionari europei negativi: Euro Stoxx 50 -0,8%, FTSE 100 -1,0%, DAX -0,5%, CAC 40 -1,1%, IBEX 35 -0,6%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,4%, NASDAQ 100 -0,5%, Dow Jones Industrial -0,3%. Ieri Wall Street è rimasta chiusa per festività (Martin Luther King, Jr. Day). Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente (venerdì 17 gennaio): S&P 500 +0,39%, NASDAQ Composite +0,34%, Dow Jones Industrial +0,17% (nuovi massimi storici per i tre indici).

Mercato azionario giapponese negativo, il Nikkei 225 ha terminato a -0,91%. Borse cinesi in forte ribasso: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -1,71%, l'Hang Seng di Hong Kong a -2,81%.

Al centro del palcoscenico resta l'epidemia del misterioso coronavirus simile alla Sars (di cui è stata confermata la trasmissione da uomo a uomo), soprattutto per i timori di un'escalation del contagio in occasione delle festività del Capodanno cinese (che quest'anno cade il prossimo 25 gennaio, con le piazze di Shanghai e Shenzhen che resteranno chiuse da venerdì 24 a giovedì 30 compresi) e il relativo incremento di turisti e voli aerei.

Sul fronte macroeconomico, come previsto la Bank of Japan (BoJ) ha confermato ancora i tassi d'interesse allo 0,10% in negativo e mantenuto l'aggressivo piano d'espansione della base monetaria. La BoJ ha però migliorato l'outlook in termini di ripresa economica: la crescita del Pil è attesa nell'anno fiscale 2020 (in chiusura a fine marzo) allo 0,8% contro lo 0,6% stimato in in precedenza (migliorata anche la previsione per il 2021 dallo 0,7% allo 0,9% e quella per il 2022 dall'1,0% all'1,1%).

Oltre ai timori per un'epidemia a contribuire alla frenata delle piazze cinesi è stata Moody's Investors Service, che lunedì ha tagliato il rating sul credito sovrano di Hong Kong di una tacca da Aa2 ad Aa3, modificando da negativo a stabile l'outlook. Secondo l'agenzia di rating, la mancanza di piani tangibili per affrontare le preoccupazioni politiche, economiche e sociali della popolazione dell’ex colonia britannica in Cina emerse negli ultimi nove mesi può riflettere una capacità istituzionale intrinseca più debole di quanto precedentemente valutato.

Titoli del settore lusso in difficoltà a causa delle notizie provenienti da Cina e Hong Kong: Salvatore Ferragamo -2,6%, Moncler -1,7%, Brunello Cucinelli -2,7%. In Cina preoccupa la diffusione del coronavirus partito dalla provincia del Wuhan e arrivato alle porte di Hong Kong (un caso di infezione nella confinante Shenzhen), mercato molto importante per i gruppi attivi nel settore, come è apparso chiaro durante le proteste degli ultimi mesi. Proprio a questo riguardo ieri Moody's ha peggiorato il rating della città da Aa2 a Aa3 a causa dell'assenza di chiarezza sul come le autorità locali intendono gestire i disordini.

In rosso anche gli industriali STM -1,5%, Prysmian -1,7%, CNH Industrial -2,1%, De'Longhi -2,6%, Danieli&C -1,7%.

Netto ribasso per Autogrill -3,5%: il gruppo della ristorazione è presente nei principali aeroporti e il rischio di diffusione del coronavirus potrebbe determinare un calo del traffico passeggeri.

In controtendenza Recordati +1,2%: Jefferies ha riattivato la copertura su titolo con raccomandazione buy.

TITOLO DEL GIORNO: CATTOLICA
 Cattolica Assicurazioni accelera al rialzo in avvio di ottava e tocca i massimi da fine novembre su indiscrezioni di stampa secondo cui alcuni azionisti sono insoddisfatti dell'operato di Paolo Bedoni, presidente dal 2006. Un possibile candidato alla successione potrebbe essere Carlo Fratta Pasini, attuale presidente di Banco BPM che recentemente ha deciso di non ricandidarsi in occasione del prossimo rinnovo del cda il 4 aprile prossimo. Cattolica tocca un massimo intraday a 7,48 euro dopo aver terminato la seduta di venerdì a 7,20 euro. Il superamento del picco del 2 gennaio a 7,36 euro è un segnale di forza che lascia intravedere come possibile la ricopertura del gap ribassista del 1° novembre con lato alto a 7,725 euro. In caso di superamento anche di quei livelli il target si sposterebbe a 8,30 circa, dove si collocano i massimi di luglio e di ottobre 2019. Solo discese al di sotto di area 7,25 metterebbero in discussione i segnali di forza appena inviati facendo temere il test del supporto critico di medio periodo di 7,03/04, dove si trovano allineati i minimi di agosto 2019 e del 6 gennaio.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 bilancia commerciale Spagna, alle 10:30 nel Regno Unito tasso di disoccupazione, indice retribuzioni medie e variazione n° richiedenti sussidi disoccupazione, alle 11:00 indice ZEW (fiducia investitori istituzionali) Germania.