Borsa italiana in forte ribasso e spread in accelerazione

Borsa italiana in forte ribasso e spread in accelerazione su timori voto anticipato. FTSE MIB -1,61%.

Il FTSE MIB segna -1,61%, il FTSE Italia All-Share -1,55%, il FTSE Italia Mid Cap -1,19%, il FTSE Italia STAR -0,47%.

Ondata di vendite sui BTP, balza lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,71% (chiusura precedente a 1,56%), lo spread sul Bund 229 bp (da 211) (dati MTS). Salvini ha aperto ufficialmente la crisi di governo e indicato la strada delle elezioni anticipate.

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,6%, FTSE 100 -0,2%, DAX -0,4%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,7%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,5%, NASDAQ 100 -0,6%, Dow Jones Industrial -0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +1,88%, NASDAQ Composite +2,24%, Dow Jones Industrial +1,43%.

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,44%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,97%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,5% circa.

Sullo sfondo rimane la guerra commerciale voluta da Donald Trump, con Bloomberg che ha riportato che Washington starebbe temporeggiando sulla decisione di permettere alle aziende statunitensi di riavviare gli scambi con Huawei Technologies, finita da tempo in lista nera. Per la seconda giornata consecutiva, la People's Bank of China (PboC) ha stabilito il valore mediano del cambio dello yuan nei confronti del dollaro sopra la quota psicologica di 7 (7,0136 per la precisione, sui minimi dal 3 aprile 2008). 

Sul fronte macroeconomico, il Pil del Giappone è salito dell'1,8% annuo nel secondo trimestre 2019, in rallentamento rispetto al precedente progresso del 2,2% ma ampiamente sopra allo 0,4% del consensus di Quick, citato da MarketWatch. Performance trainata dai consumi privati (che pesano per quasi il 60% sul Pil), in rialzo sequenziale dello 0,6% contro il declino dello 0,1% del primo trimestre dell'anno.

Lo scorso mese il tasso d'inflazione è invece cresciuto in Cina al 2,8% annuo dal 2,7% registrato in maggio e giugno. La lettura si consolida sui massimi dal 2,9% del febbraio 2018 e si confronta con il 2,7% del consensus del Wall Street Journal.

Bancari italiani in forte ribasso penalizzati dal balzo di rendimenti e spread. L'indice FTSE Italia Banche segna -2,9% (da oltre -4% in avvio). L'indice EURO STOXX Banks segna -1,6%. In netto calo Banco BPM -4,7%, UBI Banca -4,1%, BPER Banca -4,1%, UniCredit -3,4%, Intesa Sanpaolo -2,8%.

Deboli le utility anch'esse penalizzate dal forte rialzo dei rendimenti. L'indice FTSE Italia Servizi Pubblici segna -1,8%. Italgas -4,7%, Terna -2,3%, A2A -1,6%.

In netta controtendenza Atlantia +1,6%. Il gruppo dei Benetton trarrebbe beneficio dal probabile esito delle eventuali elezioni anticipate: in base ai sondaggi attuali il governo che uscirebbe del voto vedrebbe fuori scena l'M5S, da sempre critico nei confronti di Atlantia, posizione che si è inasprita dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova con conseguente ripetuta richiesta di revoca delle concessioni autostradali.

Buon progresso per Panariagroup +3,1% che ha chiuso il primo semestre con ricavi a 201,2 milioni di euro (da 192,2 milioni un anno fa) e utile netto consolidato a 0,8 milioni (da 0,1 milioni un anno fa).

TITOLO DEL GIORNO: BPER
 In rosso ieri (e oggi -4% circa) BPER Banca che chiude il secondo trimestre 2019 con un utile netto a 52,5 milioni di euro, in calo dai 56,8 dell'anno scorso. Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione buy sul titolo ma con target ridotto da 4,40 a 4,20 euro: le stime sull'utile per azione del triennio 2019-2021 vengono ridotte del 4,6% medio. Le quotazioni sono scese a toccare un minimo intraday a 3,338 euro per poi rimbalzare al di sopra di area 3,40 rimanendo pero' al di sotto del close di mercoledi' a 3,475 euro. Il titolo ha inviato un segnale grafico negativo gia' il 30 luglio con la discesa in area 3,45 al di sotto della trend line rialzista disegnata dai minimi di inizio febbraio, una linea che poi e' stata toccata dal basso il 7 agosto prima che le quotazioni riprendessero a scendere. In caso di discese anche al di sotto di 3,28, minimo di inizio giugno, diverrebbe possibile un ulteriore calo fino a 3,15/18 almeno. Solo oltre i 3,55 euro primi segnali convincenti di ripresa che potrebbero anticipare rimbalzi verso 3,78, trend line ribassista che unisce i massimi di aprile e di luglio.
DATI ATTESI:
I dati macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 bilancia commerciale Italia, alle 10:30 PIL 1a stima trim2 e mensile, produzione industriale e manifatturiera, bilancia commerciale Regno Unito, alle 11:00 inflazione Italia.
Negli USA alle 14:30 indice prezzi alla produzione.