Borsa italiana debole in avvio di ottava

Borsa italiana debole in avvio di ottava, Wall Street chiusa per festività. FTSE MIB -0,47%.

Il FTSE MIB segna -0,47%, il FTSE Italia All-Share -0,37%, il FTSE Italia Mid Cap +0,32%, il FTSE Italia STAR +0,59%.

BTP positivi, scende lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,36% (chiusura precedente a 1,38%), lo spread sul Bund segna 157 bp (da 169) (dati MTS).

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,1%, DAX -0,1%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,4%.

Future sugli indici azionari americani sotto la parità: S&P 500 -0,2%, NASDAQ 100 -0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,39%, NASDAQ Composite +0,34%, Dow Jones Industrial +0,17% (nuovi massimi storici per i tre indici). Oggi Wall Street resta chiusa per festività (Martin Luther King, Jr. Day).

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,18%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,75%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,90%. 

Gli investitori puntano lo sguardo soprattutto sulla nuova tornata di trimestrali per la Corporate America, mentre in Cina sotto i riflettori è l'epidemia di un coronavirus simile alla Sars, che ha spinto al rialzo i titoli del settore farmaceutico e dei produttori di mascherine.

Sul fronte macroeconomico, in novembre la produzione industriale è crollata in Giappone dell'8,2% annuo, in peggioramento rispetto al declino del 7,7% di ottobre (1,1% la crescita di settembre) e contro la flessione dell'8,1% della lettura preliminare diffusa in dicembre.

La People's Bank of China (PboC) ha lasciato invariato al 4,15% il loan prime rate annuale, dopo averlo tagliato dal 4,20% in novembre. Parallelamente la PboC ha iniettato 250 miliardi di yuan (circa 33 miliardi di euro) nel sistema finanziario cinese, attraverso reverse repo a 14 giorni.

Enel -1,8% e Snam -1,4% in fondo al listino a causa dello stacco dei dividendi: l'acconto sulla cedola a valere sul bilancio 2019 di Enel ammonta a 0,16 centesimi (pari al 2,1%), quello di Snam a 0,095 centesimi (pari all'1,9%). Al netto di questo fattore entrambi i titoli sarebbero in territorio positivo.

Bancari in calo, l'indice FTSE Italia Banche segna -0,5%. UniCredit -0,7%, UBI Banca -0,5%, Banco BPM -0,6%.

Telecom Italia -0,7% debole a ridosso dei minimi da inizio ottobre. Non si sblocca il dossier dell'integrazione della rete con quella di Open Fiber: l'intesa con Cdp ed Enel (che controllano pariteticamente Open Fiber) ancora non c'è.

Performance positive per Pirelli +1,2%, Buzzi Unicem +1,2%, STM +0,9%.

Petroliferi incerti, il greggio arretra dopo che nella notte ha toccato i massimi dal 9-10 gennaio a seguito della chiusura di terminal e oleodotti imposta dal generale cirenaico Khalifa Haftar. I future marzo segnano per il Brent 65,55 $/barile (da 66 circa), per il WTI 59,05 $/barile (da 59,65 circa). A Milano Saipem +0,3%, Tenaris +0,2%, Eni -0,2%.

TITOLO DEL GIORNO: DOVALUE
 Il 9 gennaio 2020 EJF Capital LLC (EJF) ha superato la soglia del 10% del capitale di doValue a seguito dell’acquisto di altre azioni della società sul mercato. Lo si apprende dalle ultime comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti. La posizione aggregata di EJF in doValue tramite le società controllata ha dunque superato la soglia rilevante. Complessivamente EJF controlla quote di doValue pari al 10,74% del capitale azionario, ossia 8.589.304 azioni ordinarie. EJF non intende ottenere il controllo di doValue o influenzare in qualunque modo il suo management. Sulla base delle condizioni di mercato, delle strategie di investimento o di altre circostanze, EJF si riserva il diritto di proseguire negli acquisiti di titoli di doValue o di accrescere la propria esposizione in azioni della società fino al 20% del capitale della stessa. doValue ha toccato un massimo intraday a 12,44 euro dopo aver terminato giovedì a 11,98 euro. In area 12,48 transita la trend line che unisce i massimi di marzo e di luglio 2019. La rottura decisa di quella resistenza permetterebbe una estensione del rimbalzo intrapreso dai minimi di novembre a 9,81 euro con obiettivi a 12,90, top di dicembre, e a 13,02, massimo di luglio 2019. Solo sotto i 12,30 euro il tentativo di rottura della trend line risulterebbe fallito, rischio in quel caso di test dei minimi della coppia di "martelli" (candele che hanno una rilevanza notevole in qualità di supporto) del 15 e del 16 gennaio a 11,62/68 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: nessun dato significativo.