Borsa italiana: avvio in deciso progresso

Borsa italiana: avvio in deciso progresso. FTSE MIB +1,28%. Il FTSE MIB segna +1,28%, il FTSE Italia All-Share +1,23%, il FTSE Italia Mid Cap +0,88%, il FTSE Italia STAR +0,85%. BTP deboli dopo il rally di ieri, lieve rialzo dello spread. Il rendimento del decennale segna 1,29% (chiusura precedente a 1,26%), lo spread sul Bund segna 157 bp (da 156) (dati MTS).

Mercati azionari europei in netto rialzo: Euro Stoxx 50 +1,3%, FTSE 100 +1,5%, DAX +1,5%, CAC 40 +1,3%, IBEX 35 +1,0%.

Future sugli indici azionari americani positivi: S&P 500 +0,3%, NASDAQ 100 +0,4%, Dow Jones Industrial +0,4%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,11%, NASDAQ Composite +0,20%, Dow Jones Industrial -0,09%.

Mercato azionario giapponese in verde, il Nikkei 225 ha terminato a +0,13%. Borse cinesi poco mosse: Shanghai e Shenzhen da oggi chiuse per festività (riapriranno il 31 gennaio), l'Hang Seng di Hong Kong ha chiuso a +0,15% (chiusura anticipata).

L'epidemia di coronavirus (25 le vittime accertate) ha spinto Pechino a prendere misure senza precedenti con otto città (e oltre 25 milioni di persone) in quarantena: chiuse Wuhan, Ezhou, Huanggang, Chibi, Qianjiang, Zhijiang, Jingmen e Xiantao, tutte nella provincia di Hubei. Per le festività del Capodanno cinese (che quest'anno cade il prossimo 25 gennaio) stop alle piazze di Shanghai e Shenzhen (riapriranno solo venerdì 31 gennaio). Ferme le contrattazioni anche a Seoul, che non scambierà neppure lunedì 27 gennaio.

Sul fronte macroeconomico, in dicembre il tasso d'inflazione è salito in Sol Levante allo 0,8% annuo dallo 0,5% di novembre, contro lo 0,7% del consensus. L'inflazione core è invece cresciuta allo 0,7% annuo dallo 0,5% precedente, in linea con le attese degli economisti. L’indice Pmi Jibun Bank del Giappone stilato da Markit è salito su base preliminare in gennaio a 49,3 punti dai 48,4 punti della lettura finale di dicembre, quando si era attestato sui minimi dai 48,1 punti del giugno 2016.

Buon avvio di seduta per Atlantia +2,0% dopo l'intervista dell'a.d. Carlo Bertazzo a La Stampa: il gruppo controllato dai Benetton non esclude una discesa sotto il 50% nel capitale delle controllate. Il Sole 24 Ore riferisce dell'ipotesi di scorporo di Autostrade, operazione che si inserirebbe nella trattativa con il governo per evitare la revoca delle concessioni.

Performance positive per i titoli dei gruppi esposti sul dollaro: il biglietto verde ieri ha toccato il massimo dal 2 dicembre contro euro. Bene CNH Industrial +2,7%, Buzzi Unicem +2,4%, Tenaris +2,1%, Leonardo +2,2%, STM +1,3%.

Molto bene i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna +1,5%. Mediobanca +1,5%, UniCredit +1,8%, UBI Banca +1,7%, Intesa Sanpaolo +1,3%.

Lusso in recupero dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità ha deciso che al momento il nuovo coronavirus sviluppatosi in Cina non costituisce un'emergenza globale. I titoli del settore negli ultimi giorni sono stati colpiti dalle vendite a causa dei timori di estensione del virus nel sud-est asiatico e dalle possibili ripercussioni sui loro affari in un'area così importante. Moncler +1,8%, Ferragamo +1,5%, Brunello Cucinelli +2,0%

Salini Impregilo +2,7%, prossima diventare WeBuild, guadagna terreno in scia all'intervista dell'a.d. Pietro Salini al Corriere della Sera. Salini ha invitato la politica a snellire le procedure per la realizzazione di infrastrutture e aperto a un possibile coinvolgimento del gruppo nella manutenzione della manutenzione della rete autostradale.

TITOLO DEL GIORNO: TELECOM IT
 Fase delicata per Telecom Italia, scesa nelle ultime sedute sui livelli più bassi da ottobre. Il titolo è stato penalizzato dalle ultime indiscrezioni di stampa (Radiocor) secondo cui Open Fiber ha deciso di non aderire alla proposta dell'ex monopolista telefonico di co-investire nella rete in fibra in 39 città: la scelta è motivata dall'ampia sovrapposizione delle città individuate da Telecom con quelle dove Open Fiber ha già dato il via alle operazioni: 31 su 39. La vicenda si sovrappone a quella (di portata ben più ampia) dell'integrazione delle reti dei due operatori: l'intesa tra Telecom ed Enel (che controlla pariteticamente Open Fiber con Cdp) ancora non c'è. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia come il titolo si stia pericolosamente avvicinando al supporto a 0,4841 euro rappresentato dal minimo del 4 ottobre. In caso di rottura assisteremmo con ogni probabilità all'inversione della tendenza ascendente partita la scorsa estate e all'affondo sui minimi storici a 0,4330 toccati un anno fa. Segnali di forza solo in caso di ritorno in pianta stabile oltre l'ex supporto a 0,5180. Le quotazioni potrebbero a quel punto riavvicinarsi ad area 0,54/0,55, ostacolo decisivo da superare per tentare un allungo verso la resistenza di lungo periodo a 0,5900/0,5950.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi: alle 10:00 indici Markit PMI manifatturiero e servizi preliminari eurozona e bilancia commerciale (non-EU) Italia, alle 10:30 indici Markit PMI manifatturiero e servizi preliminari Regno Unito, alle 11:30 intervento Lagarde (BCE) al World Economic Forum.
Negli USA alle 15:45 indici Markit PMI manifatturiero e servizi preliminari.