Avvio di seduta in leggero ribasso per l’azionario italiano

Avvio di seduta in leggero ribasso per l’azionario italiano ed europeo. Il Ftse Mib cede lo 0,17% durante i primi scambi e il Ftse Italia All Share lo 0,19 per cento.

Nei mercati internazionali si registra la forte preoccupazione derivante dalla rinnovata inversione della curva dei rendimenti del debito statunitense, con i titoli decennali che mostrano un rendimento inferiore a quello delle scadenze a 2 anni: un segnale che fa temere l’attesa di un nuova recessione.

Il rendimento del BTP decennale italiano cede 2 punti base per tornare all’1,15%, mentre quello del Bund tedesco perde 3 pb e si attesta a quota -0,71 per cento. Lo spread BTP/Bund si pone così a 186 punti base.

Le trattative tra Movimento Cinque Stelle e Pd continuano a mostrare difficoltà e c’è chi non esclude un salto dei negoziati. Il Pd avrebbe respinto la richiesta di Luigi Di Maio di un ruolo da vicepremier generando attriti. A complicare ulteriormente lo scenario l’annuncio dello stesso Di Maio di un ricorso alla base sulla piattaforma Rousseau. Per questioni di tempo la proposta di un nuovo governo sarà avanzata ai sostenitori del movimento dopo il termine delle consultazioni presidenziali di oggi. Gli elettori M5S potrebbero dunque votare su un eventuale Conte bis, anche se il Pd ha parlato di grave sgarbo istituzionale (nei confronti del Quirinale). Non mancano comunque in questo scenario complesso le voci che spingono a un confronto responsabile e basato sui contenuti: il rischio politico è d’altronde molto elevato sia per M5S che per il Pd.

All’avvio incerto dei listini reagiscono durante i primi scambi a Piazza Affari i titoli delle società dei servizi al cittadino con il Ftse Italia Utility che guadagna lo 0,55% e si avvantaggia delle performance positive di Enel (+0,35%), Terna (+0,49%), Hera (+0,72%) e A2A (+0,56%). Il comparto si avvantaggia probabilmente del proprio carattere difensivo e del recente calo dei rendimenti.

Sottotono invece il credito con il Ftse Italia Banche in flessione dello 0,14% e performance negative per titoli come Bper (-0,56%) e Unicredit (-0,2%). Secondo Il Corriere della Sera, l’Antitrust Ue avrebbe chiesto a Tesoro e Fitd alcuni chiarimenti sull’intervento in favore di Banca Carige.

Da notare il rialzo dei prezzi del petrolio di queste ore con il Brent che guadagna lo 0,7% a 59,93 dollari e il WTI che passa di mano a 55,56 dollari (+1,13%). Ieri l’American Petroleum Institute ha registrato un calo settimanale delle scorte USA di greggio di ben 11 milioni di barili, inviando un segnale positivo al mercato. A Milano Eni guadagna lo 0,14%, Saipem lo 0,24% e Tenaris lo 0,62 per cento.

Durante i primi scambi nel paniere principale si mette in luce Leonardo con un balzo del 3,54% in controtendenza all’andamento sottotono dei mercati.

Ancora in calo invece Mediaset (-0,75%): è stata fissata per domani l’udienza al Tribunale di Milano di Vivendi che chiede la garanzia di potere votare alla prossima assemblea straordinaria di Mediaset del 4 settembre sulla fusione.

Bene Leonardo, in attesa di ricevere dal Canada l'ordine, del valore di 1,4 miliardi di dollari, per aggiornare gli elicotteri Aw101 (si tratta del 7% circa del portafoglio ordini annuale).

TITOLO DEL GIORNO: TENARIS
 Tenaris in rialzo martedì dopo che il gruppo franco-americano TechnipFmc, competitor dei servizi petroliferi, ha annunciato la scissione in due società, una focalizzato sui servizi tecnologici e non solo e l’altra sul business della progettazione e dell’ingegneria, ossia sostanzialmente di dividersi tra upstream da un lato e mid/downstream dall’altro. Sotto il profilo grafico Tenaris sta tentando da alcune sedute di avere la meglio sulla resistenza a 10 euro circa. Oltre questo ostacolo giungerebbero primi segnali di ripresa che troverebbero poi conferma nel caso di superamento a 10,34 circa del 38,2% di ritracciamento della discesa partita a luglio, un livello corrispondente al minimo di giugno. Sviluppi positivi oltre questo limite per obiettivi a 11,20, lato superiore del gap lasciato aperto a inizio mese. Il mancato ritorno sopra quota 10 comporterebbe invece un nuovo indebolimento delle prospettive di medio breve termine preludio a un affondo sui 9 euro, strategici con un orizzonte temporale più esteso.
DATI ATTESI:
L’agenda macroeconomica di oggi ha visto nel Regno Unito l’Indice BRC (prezzi al dettaglio, lug) e in Germania l’Indice GfK (fiducia consumatori, set) e l’Indice dei prezzi all importazioni (lug). Alle 10:00 in Italia l’Indice di fiducia dei consumatori (ago) e l’Indice di fiducia imprese (ago). Alle 10:00 previsto l’Aggregato monetario M3 (lug) dell’Eurozona. Negli Stati Uniti sono previste alle 16:30 le scorte di petrolio settimanali (EIA).