Atlantia perde terreno venerdì

Atlantia perde terreno venerdì su indiscrezioni di stampa (Corriere della Sera) secondo cui la cordata CDP-Blackstone-Macquarie sta pensando di ritirarsi dalle trattative per l'acquisizione di Autostrade per l'Italia. Dopo i recenti arresti domiciliari per l'ex a.d. Giovanni Castellucci il rischio legale a carico di AspI potrebbe essere diventato insostenibile. Il fardello dei possibili risarcimenti è uno degli elementi più complessi della trattativa in quanto l'entità dello stesso ha un effetto diretto (ovvero diminutivo) sul prezzo che CDP-Blackstone-Macquarie intendono pagare. Inoltre le ultime vicende giudiziarie consentono ai 5 Stelle di tornare a cavalcare il loro classico cavallo di battaglia: la revoca della concessione autostradale. Gli gli atti delle indagini potrebbero prefigurare infatti l'ipotesi del "grave inadempimento" nella gestione di Aspi, una situazione che favorirebbe appunto la revoca della concessione. Il titolo ha archiviato la seduta di venerdì con un calo del 4,87% a 14,175 euro. Toccato anche un minimo intraday a 14,05 euro. I prezzi oscillano da inizio settembre all'interno di una fase laterale compresa tra i 12,80 e i 15,80 euro circa, con baricentro pertanto a 14,30 circa. La violazione della linea centrale della fascia avvenuta venerdì rende probabile il test della sua parte bassa. Solo discese al di sotto di area 12,80 potrebbero tuttavia segnalare un serio deterioramento del quadro grafico prospettando il ritorno sul minimo di luglio a 11,20 euro. In caso di recuperi al di sopra 14,30/50 possibile invece il test di area 15,80. Il superamento anche di quei livelli implicherebbe una ritrovata fiducia da parte del mercato nei confronti del titolo, possibili in quel caso rialzi anche estesi, primo target a 18,67, lato alto del gap ribassista del 6 marzo, poi in area 20 euro.