Apple scende a valanga, tutta la borsa Usa e' sotto pressione

Apple scende a valanga, tutta la borsa Usa e' sotto pressione. Apple lascia sul terreno il 5,55% circa in questo momento, a 186,22 dollari (minimo intraday a 185,70, massimo a 189,48), e sembra intenzionato a confermare i recenti segnali di debolezza, che venerdi' erano invece stati mitigati da una chiusura in rialzo rispetto ai minimi di giornata. La borsa Usa e' tutta in pesante flessione, con il Nasdaq composito che perde quasi il 3%, dopo la decisione della Cina di rispondere ai nuovi dazi americani: i cinesi a partire dal 1° giugno alzeranno le tariffe su 60 miliardi di merci americane, incluso un ampio numero di prodotti agricoli. A fare maggiormente le spese dell'inasprirsi di questa guerra sono simbolicamente i due giganti Caterpillar e Apple, tra i titoli maggiormente sensibili alle prospettive per l'export e per l'andamento dell'economia globale. Venendo in dettaglio ad Apple al momento troviamo il titolo sotto la base del canale crescente disegnato dai minimi del 3 gennaio e sotto la media esponenziale a 50 giorni, passanti in area 194,90-197,50 dollari, due supporti che venerdi' erano stati messi duramente alla prova ma che in chiusura di seduta avevano dimostrato di saper contenere i ribassisti. Una chiusura di seduta sotto area 195 dollari sarebbe3 invece una resa al partito dei venditori che potrebbe anticipare ribassi anche estesi. Da non dimenticare infatti la presenza di due vistosi gap al rialzo lasciati l'11 marzo a 173,07 e il 30 gennaio a 158,13 dollari che il mercato potrebbe ora volere ricoprire. Anche il fatto che il rialzo degli ultimi mesi si sia arrestato il 1° maggio con un vistoso "shooting star" proprio a contatto con il 78,6% di ritracciamento della discesa dai massimi di ottobre e' un ulteriore elemento di preoccupazione: senza la rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci il rialzo visto dai minimi di gennaio resta di natura "correttiva", non converte quindi il trend ribassista precedente in una nuova tendenza crescente. In un'ottica temporale piu' estesa, tutta ancora da confermare ma che comunque appare plausibile, la discesa avviata nelle ultime ore potrebbe essere quell'elemento terminale della fase correttiva iniziata con i massimi dello scorso anno che potrebbe scendere fino ad interessare in area 120/125 dollari la trend line rialzista che parte dai minimi del 2009. Solo una chiusura di seduta oltre area 200 sarebbe a questo punto un chiaro segnale di rientro delle tensioni ribassiste.