Ancora nuovi massimi per Wall Street ieri

Dopo un'altra seduta su nuovi massimi per Wall Street (migliore tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,66% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece in negativo, a causa soprattutto delle tensioni tra Washington e Pechino dopo che mercoledì Donald Trump ha messo la sua firma sulla legislazione a sostegno dei manifestanti democratici di Hong Kong. Il ministero degli Esteri cinese ha prontamente annunciato non specificate "contromisure ferme" in risposta e ha convocato l'ambasciatore Usa a Pechino. Il risultato è stata una perdita intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, finora in costante crescita nell'ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale ribasso e il parallelo guadagno dello 0,10% dello yen sul biglietto verde contribuisce alla performance negativa di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 perde infatti lo 0,12% (andamento poco peggiore per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,17%). Sul fronte macroeconomico, in ottobre le vendite retail sono crollate in Giappone del 7,1% annuo, contro il precedente balzo del 9,2% e la flessione del 3,8% del consensus. Su base mensile rettificata stagionalmente le vendite al dettaglio hanno invece registrato un netto declino del 14,4% contro il precedente aumento del 7,2% e il calo del 10,4% atteso dagli economisti.

In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 segnano flessioni dello 0,47% e dello 0,34% rispettivamente, contro il ribasso dello 0,26% dello Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: a meno di un'ora dal termine degli scambi l’Hang Seng perde infatti poco più dello 0,10% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino di quasi lo 0,50%). A Seoul il Kospi ha registrato una contrazione dello 0,43% mentre a Sydney è stato dello 0,19% il guadagno di un S&P/ASX 200 in controtendenza.

Secondo quanto emerge dall’edizione del Beige Book diffusa mercoledì dalla Federal Reserve (Fed), relativa al periodo fino allo scorso 18 novembre, l'attività economica in Usa ha continuato nella sua espansione, definita complessivamente "modesta", in miglioramento quindi rispetto al precedente rapporto in cui la crescita era stata invece "da debole a modesta". Complessivamente l'istituto centrale di Washington ha individuato segnali di una piccola ripresa sul fronte manifatturiero dell'economia, sebbene le condizioni generali siano ancora abbastanza deboli. La disputa con la Cina ha danneggiato le esportazioni e reso le imprese riluttanti a investire. La maggior parte dei dodici distretti in cui vengono divisi gli Stati Uniti ha segnalato consumi stabili o moderatamente in crescita, con diversi distretti che hanno registrato aumenti nelle vendite di auto e nel turismo. La maggior parte dei distretti ha continuato a non vedere alcuna crescita nel settore manifatturiero, sebbene un numero maggiore di distretti abbia mostrato un'espansione rispetto al periodo precedente.

Quadro grafico ben intonato al rialzo per l’S&P 500 che tocca nuovi record a 3153,63 punti (+0,42%).  Secondo quanto emerge dal Beige Book diffuso ieri sera dalla Fed, l'attività economica americana continua a espandersi “modestamente”, ma sul grafico dell’indice americano sono presenti segnali di allerta. Lo sconfinamento in zona di ipercomprato da parte dei principali oscillatori grafici in corrispondenza di una potenziale resistenza in area 3150/3170 (lato alto del canale che sale dai minimi di giugno) non passa inosservato e obbliga a considerare molto rischioso puntare tutto su nuovi rialzi. Una eventuale flessione potrebbe riportare le quotazioni in area 3090, punto di passaggio della media mobile esponenziale a 20 sedute. Acquisti in quella zona sarebbero possibili con la prospettiva di vedere successivamente superati i 3150 punti per target a circa 3200. Sotto 3090 atteso un affondo fino a 3065. Supporto successivo in area 3000.

TITOLO DEL GIORNO: BANCA MPS
 Banca MPS positiva ieri grazie a quanto riferito da MF: alcuni investitori istituzionali internazionali (principalmente gruppi di private equity) stanno studiando la banca senese in vista dell'uscita dal capitale del Ministero dell'Economia e delle Finanze (ha il 68%). MF fa i nomi di Fortress, Bain e Apollo. Il titolo si sta muovendo da circa due mesi sopra i primi sopporti a 1,42 circa, nel tentativo di accumulare le energie necessarie per scardinare la resistenza a 1,615 euro circa, linea che unisce i massimi di luglio a quelli di settembre. Conferme oltre questo limite rilancerebbero la reazione partita a giugno con conseguente accelerazione sui top di luglio a 1,75, allineati a quelli di dicembre 2018. Sviluppi positivi nel medio lungo termine giungerebbero oltre quest’area per obiettivi a circa 2 euro. Discese sotto quota 1,42 creerebbero invece le premesse per un test di 1,28 circa, supporto decisivo nel breve termine coincidente con il 61,8% di ritracciamento del rialzo da giugno (appoggio successivo a 1,18).
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in programma oggi giovedì 28 Novembre 2019: USA Mercati chiusi per festività; 00:50 GIA Vendite al dettaglio ott; 09:00 SPA Inflazione preliminare nov; 10:00 EUR M3 ott; 11:00 ITA Indice prezzi alla produzione ott; 11:00 EUR Indici fiducia nov; 14:00 GER Inflazione preliminare nov.