La guerra commerciale spinge di nuovo in sell-off l'Asia

11/07/2018 08:20:00

Dopo la quarta seduta consecutiva di rialzo per Wall Street (migliore dei tre principali indici Usa martedì il Dow Jones Industrial Average, apprezzatosi dello 0,58%), alla riapertura degli scambi in Asia tornano a emergere i timori sull'impatto della guerra commerciale lanciata da Donald Trump, visto che dalla Casa Bianca è arrivata la lista dei prodotti made in China per complessivi 200 miliardi di dollari su cui verranno introdotti nuovi dazi del 10% (comunque non prima di due mesi). A stretto giro la replica di Pechino, con il ministero del Commercio che si è detto "scioccato" e ha sottolineato di non potere fare altro che rispondere alla mossa Usa. Il primo risultato è stata la perdita superiore all'1% segnata dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. E le piazze più colpite non a caso sono quelle cinesi. A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni, infatti, Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in flessione di oltre il 2,50% entrambi, contro il crollo superiore al 3% dello Shenzhen Composite. Sell-off che tocca anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo intorno all'1,80% (andamento peggiore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si deprezza di circa il 2,20%).

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in rialzo di circa lo 0,20% a fronte di un andamento poco mosso per lo yen (colpito duramente invece lo yuan, in declino dello 0,40% sul biglietto verde). Netta comunque la contrazione di Tokyo: il Nikkei 225 chiude infatti in ribasso dell'1,19% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,83%). Sul fronte macroeconomico, in giugno i prezzi alla produzione nel Sol Levante sono cresciuti del 2,8% annuo, in ulteriore lieve accelerazione rispetto al progresso del 2,7% di maggio e in linea con il consensus. Nel mese di maggio, invece, gli ordini di macchinari industriali core (escludendo cioè quelli per la generazione elettrica e quelli navali) sono rimbalzati in Giappone del 16,5% annuo, in decisa accelerazione rispetto alla precedente crescita del 9,6% e sopra al 10,9% atteso dagli economisti. Flessione intorno allo 0,50% per il Kospi di Seoul mentre a Sydney è dello 0,68% la contrazione dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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