Chiusura più alta da aprile 2017 per l'azionario italiano: Ftse Mib +3,49%

11/06/2018 18:00:27

Azionario italiano preme sull'acceleratore nel finale di seduta e realizza la miglior performance dal 24 aprile 2017 (in quella data la performance era stata del +4,77%). Torna dunque l'ottimismo tra gli operatori dopo che il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ha confermato una posizione di difesa della posizione italiana nell'euro e il proseguimento del nuovo esecutivo nella riduzione del rapporto deficit/Pil italiano. Tria ha anche sottolineato che i fondamentali dell'Italia in questa fase sono solidi.Il mercato non si lascia intimorire dalla nuova rottura tra gli Stati Uniti e le altre grandi economie sul tema del protezionismo al G7 canadese e da una tornata di elezioni amministrative che in Italia ha chiamato al voto 6,5 milioni di cittadini ma ha registrato un'affluenza in calo al 61,19% e un crescita del centrodestra a trazione leghista mentre frenava il Movimento Cinque Stelle.

Il FTSE MIB segna +3,42%, il FTSE Italia All-Share +3,27%, il FTSE Italia Mid Cap +2,12%, il FTSE Italia STAR +1,18%. Scende a 236 punti base lo spread BTP/Bund con acquisti sui titoli di Stato italiani che mostrano un rendimento in calo al 2,86% (-20 pb) e uno yield del Bund in rialzo di 5 punti base allo 0,50 per cento.Da ricordare che questa settimana potrebbe registrare dei segnali dalla Bce sul termine del quantitative easing in occasione della prossima riunione di politica monetaria.
A Piazza Affari brilla il comparto bancario con un indice di settore Ftse Italia Banche in crescita del 5,85% e trascinato da titoli come Unicredit (+6,19%), Intesa (+6,64%), Banco Bpm (+6,16%) e Bper (+4,32%).

Sulle ipotesi di fusione tra Unicredit e SocGen, Alessandro Mazzucco, presidente della Fondazione Cariverona che controlla l'1,8% di Unicredit, ha dichiarato di non aver mai ricevuto alcuna informazione, ma ha aggiunto che se l'ipotesi è "teoricamente possibile" necessita senz'altro di valutazioni approfondite.

Per quanto riguarda Intesa va evidenziato che, secondo il Financial Times, BlackRock starebbe trattando l'acquisto del 10% di Eurizon.

Guadagna il 3,61% anche Banca Mediolanum dopo un'intervista dell'ad Massimo Doris a L'Economia del Corriere della Sera nella quale il manager afferma che "Se Fininvest deve vendere, e mi auguro di no, noi siamo disposti a comprare una parte". Manifestazioni d'interesse per le quote di Fininvest sarebbero comunque già giunte da altri soggetti. Doris ha anche dichiarato che il gruppo è al lavoro sul caso della residenza fiscale che potrebbe costare al gruppo 544 milioni di euro di sanzioni dall'Agenzia delle Entrate: "Conto di riuscire a dimostrare di nuovo le mie ragioni", ha affermato il manager.

Bene anche Azimut (+2,22%) che a maggio ha registrato una raccolta netta positiva per circa 1,1 miliardi di euro, raggiungendo 2,1 miliardi circa da inizio 2018. Il dato di raccolta di questo mese ha beneficiato del consolidamento del ramo d'azienda di Sofia SGR, per effetto del quale Azimut SGR subentra nella gestione di quattro fondi comuni di investimento e incrementa la propria rete con 40 consulenti finanziari. Al netto del consolidamento delle masse da quest'ultima, il Gruppo Azimut ha conseguito nel mese di maggio una raccolta netta positiva di circa € 204 milioni. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine maggio a € 52,0 miliardi, di cui € 41,1 miliardi fanno riferimento alle masse gestite.

Nonostante prezzi del greggio in leggero rialzo sui mercati internazionali (Brent a $ 76,75 al barile, +0,38%) il comparto si mostra vitale a Piazza Affari: Eni guadagna il 2,67% e Tenaris lo 0,67 per cento. Luci e ombre su Saipem, che torna in verde in chiusura di seduta con un progresso dell'1,32% grazie alle indiscrezioni del quotidiano la Repubblica che ipotizza nuove commesse.

Guadagnano terreno anche le utility a Milano: il Ftse Italia All Share Utilities segna un rialzo dell'3,80 per cento. A2A guadagna il 3,16%, Enel il 3,61% e Snam il 3,53 per cento. Con riferimento a quest'ultima si segnala che oggi la firma congiunta con Albgaz, l'operatore infrastrutturale del mercato gas in Albania, di un accordo per dare vita a una joint venture finalizzata a fornire i servizi connessi alla gestione e manutenzione (O&M) dei gasdotti sul territorio albanese.

In generale il comparto utility potrebbe giovarsi di un ulteriore calo dei rendimenti sul mercato del debito sovrano, anche se una graduale restrizione prospettica della politica monetaria della Bce rischia comunque di pesare in futuro sul servizio del debito delle società del settore.

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