Borsa italiana debole con Mediaset e Telecom: FTSE MIB -0,32%

13/03/2018 17:54:04

Borsa italiana debole con Mediaset e Telecom: FTSE MIB -0,32%.


Mercati azionari europei in ribasso. Wall Street debole: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, Nasdaq Composite -0,5%, Dow Jones Industrial -0,1%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,32%, il FTSE Italia All-Share a -0,31%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,31%, il FTSE Italia STAR a -0,32%.

Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata a febbraio negli USA l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% rispetto a gennaio risultando pari alle attese degli analisti e dal +0,5% precedente. Su base annuale l'indice ha registrato un incremento del 2,2% da +2,1% (consensus +2,2%) . L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente (pari al consensus). Su base annuale l'indice e' salito dell'1,8% in linea con la rilevazione precedente e al consensus. L'Istat rende noto che in Italia nel quarto trimestre 2017 il tasso di disoccupazione diminuisce sia rispetto al trimestre precedente, attestandosi all'11% dall'11,2% precedente, sia in confronto a un anno prima mentre quello di inattività, in calo rispetto a un anno prima, mostra un lieve aumento rispetto al trimestre precedente. L'OCSE ha alzato la stima di crescita del PIL globale da 3,7% a 3,9% nel 2018 e dal 3,6% al 3,9% nel 2019. Con riferimento alla crescita dell'Italia nel 2018 e 2019 continuerà ad un ritmo "più moderato" rispetto a quella di Germania e Francia con un +1,5% quest'anno e +1,3% l'anno prossimo (stime invariate rispetto a quelle di novembre). In Germania e Francia invece la crescita "resterà solida" con un +2,4% e +2,2% per Berlino e +2,2% e +1,9% per Parigi nel 2018 e 2019. Quanto invece alla crescita generale dell'Eurozona, resterà "robusta" ed "omogenea" nel 2018 (+2,3%) e nel 2019 (+2,2%).

Netto calo per Mediaset (-4,15% a 3,14 euro): JP Morgan ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da neutral a underweight e ridotto il target da 3,20 a 3,10 euro.

Telecom Italia (-2,67%) perde ulteriore terreno dopo il -1,42% di ieri, una correzione limitata in confronto al +15% circa messo a segno la scorsa settimana in scia ai rumors sulle intenzioni di Elliott Management. Il fondo USA sembra propenso a mettere insieme una quota nel gruppo telefonico sufficiente a presentarsi nell'assemblea del 24 aprile e chiedere un cambiamento del cda, con la sostituzione di alcuni consiglieri (da cinque a sette) nominati dall'azionista di maggioranza Vivendi (-1,20%), tra cui il presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine, e l'a.d. Amos Genish. Secondo le ultime indiscrezioni del Sole 24 Ore, Elliott avrebbe già pronta la lista dei sostituti (sembrano certi i nomi di Paolo Dal Pino e Fulvio Conti). Il fondo punterebbe però soprattutto a cambiare la strategia di Telecom, fondendo la rete con la concorrente Open Fiber, convertendo le risparmio e tornando al dividendo. Vivendi potrebbe controbattere facendo dimettere la maggioranza del cda prima dell'assemblea e obbligando a convocarne un'altra per il rinnovo del cda: in tal modo i francesi guadagnerebbero tempo per studiare altre contromosse e quantomeno far rieleggere almeno cinque consiglieri.

Dollaro in flessione dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione USA cresciuta del 2,2% a/a a febbraio e dello 0,2% in confronto al mese di gennaio. Il dato, in linea con le attese, ha per il momento sterilizzato l'ipotesi di un'accelerazione nel ritmo di rialzo dei tassi ufficiali da parte della Fed quest'anno. EUR/USD rivede area 1,24, ovvero i massimi da giovedì scorso. Perdono terreno i titoli dei gruppi particolarmente esposti sul biglietto verde come CNH Industrial (-2,17%), STMicroelectronics (-2,58%), Leonardo (-1,12%). Male anche Buzzi Unicem (-1,18%), che si conferma tra i titoli più sensibili alle oscillazioni del dollaro e oggi subisce anche la debolezza del settore costruzioni e materiali: in rosso anche Cementir (-3,32%), Salini Impregilo (-5,49%) e Astaldi (-5,25%), questi ultimi due già in netta flessione ieri.

Bel progresso per Unipol (+2,89% a 4,10 euro) grazie a Kepler Cheuvreux: raccomandazione migliorata da hold a buy con prezzo obiettivo a 4,60 euro. Gli analisti del broker apprezzano la riorganizzazione del gruppo bolognese attuata nel 2017 (soprattutto riguardo agli asset bancari) e auspicano un incremento della partecipazione in UnipolSai (+0,20%).

Sale Italgas (+2,25% a 4,76 euro): Banca Akros migliora la raccomandazione da neutral ad accumulate, con target confermato a 5,10 euro. Il titolo guadagna ulteriore terreno dopo il +2,37% di ieri in scia a dati 2017 migliori delle attese. Kepler Cheuvreux ha confermato il giudizio outperform sul titolo, con target incrementato da 5,30 a 5,40 euro.

Positiva Eni (+0,60%) che tocca i massimi da oltre un mese in scia alle novità giunte a cavallo del fine settimana. Venerdì scorso a mercato chiuso Moody's ha rivisto al rialzo il rating a lungo termine del gruppo del cane a sei zampe, portandolo da 'Baa1' ad 'A3' (il più alto tra le società italiane quotate). Inoltre domenica Eni ha siglato ad Abu Dhabi due Concession Agreement per l'ingresso con una quota del 5% nel giacimento a olio di Lower Zakum e con una quota del 10% nei giacimenti a olio, condensati e gas di Umm Shaif e Nasr, e concordato la cessione a Mubadala Petroleum, consociata di Mubadala Investment Company, di una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell'offshore dell'Egitto, nella quale si trova il giacimento super-giant a gas di Zohr.

Biesse (+4,56% a 49,98 euro) in accelerazione: Banca Akros conferma la raccomandazione accumulate e incrementa il target da 48,60 a 49,70 euro. Il titolo estende il rialzo di ieri in scia ai dati 2017 e tocca il nuovo massimo storico a 51,70 euro.

Banca Carige (+4,44%) si conferma in ottima forma dopo il +2,27% di ieri messo a segno grazie all'intervista rilasciata dall'a.d. Paolo Fiorentino al Secolo XIX. Il manager si è detto felice per i primi risultati gestionali del 2018, ha confermato l'obiettivo di ritorno all'utile nell'attuale esercizio e la vendita di circa 1,4 miliardi di euro di crediti deteriorati.

Saras (+3,33% a 1,89 euro) sui massimi da metà gennaio: Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione buy e incrementa il target da 2,00 a 2,20 euro. Il titolo è in ulteriore rialzo dopo il +7,65% di ieri in scia ai dati 2017 e al piano industriale 2018-2021.

Piquadro (+3,14%) tocca i massimi da metà febbraio dopo l'annuncio delle trattative in esclusiva con Richemont per l'acquisizione della Maison Lancel. Allo stato non sono stati sottoscritti documenti vincolanti e sono state da poco avviate le attività di due diligence. In caso di esito positivo e di conseguente raggiungimento di un accordo definitivo tra le parti l'operazione potrebbe essere perfezionata entro la metà dell'anno in corso.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com