Asia-Pacific in contrazione. Il Nikkei 225 perde lo 0,53%

05/12/2018 08:20:00

Dopo il crollo di Wall Street (i tre principali indici Usa si sono allineati martedì su perdite superiori al 3%), prima dello stop per la celebrazione del lutto nazionale in memoria dell'ex presidente George H.W. Bush, alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza negativa è proseguita seppure su toni più moderati. A restituire parzialmente fiducia agli investitori le dichiarazioni del ministero del Commercio cinese, secondo cui i negoziati annunciati sabato a margine del G20 di Buenos Aires procederanno sulla base di un calendario e Pechino implementerà elementi specifici il prima possibile. Da parte sua Donald Trump aveva twittato che ci sarà un "vero accordo" con la Cina o nessun accordo. A contribuire invece al clima ribassista sono ancora i titoli di Stato: il rendimento dei Treasury Usa decennali è sceso al 2,91% e lo spread con i biennali si è ulteriormente ridotto (dinamiche simili si sono poi replicate a Tokyo sui titoli nipponici). L'andamento complessivamente più che negativo dei mercati azionari è stato in ogni caso confermato dalla perdita ampiamente superiore all'1% toccata in intraday dall'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, ha segnato un rialzo intorno allo 0,20% ma il parallelo deprezzamento dello 0,30% dello yen sul biglietto verde non è stato sufficiente a sostenere la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 in chiusura segna infatti una flessione dello 0,53% (medesima performance per l'indice più ampio Topix, parimenti deprezzatosi dello 0,53%). Sul fronte macroeconomico, il Pil dell'Australia ha registrato nel terzo trimestre 2018 un progresso sequenziale, rettificato stagionalmente, dello 0,3% contro lo 0,9% del secondo. Rallenta anche su base annuale l'espansione dell'economia australiana, con una crescita del Pil del 2,8% contro il 3,4% del secondo trimestre e il 3,3% atteso degli economisti. E a Sydney è stata dello 0,79% la contrazione segnata dall'S&P/ASX 200 in chiusura.

Le piazze cinesi non riescono a replicare il recupero di martedì e in chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono lo 0,61% e lo 0,48% rispettivamente, mentre è dello 0,32% la flessione dello Shenzhen Composite. Decisa accelerazione in novembre per il Pmi nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin, che sale a 53,8 punti dai 50,8 punti di ottobre, quando si era attestato sui minimi dal settembre 2017. La giornata è decisamente negativa per Hong Kong: l'Hang Seng con la peggiore performance tra i principali indici della regione a poco meno di un'ora dallo stop agli scambi è in calo dell'1,60% circa (fa appena meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in arretramento intorno all'1,40%). A Seoul è stato invece dello 0,62% il declino del Kospi.

RR - www.ftaonline.com