Borse europee in territorio negativo in avvio di seduta

Borse europee in territorio negativo in avvio di seduta con il Dax30 di Francoforte in calo dello 0,4% e il Cac40 di Parigi dello 0,6%. Negative la borsa di Londra con il Ftse100 in calo dello 0,6% e quella di Madrid con l'Ibex35 che cede lo 0,9%.

Anche Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,6%.

In Francia l'Insee ha reso noto che la produzione industriale nel mese di settembre è diminuita dell'1,8% rispetto al mese precedente (consensus -0,3%), dopo l'incremento dello 0,2% rilevato ad agosto (rivisto al ribasso dal +0,3%).

Dopo una seduta contrastata per Wall Street (dei tre principali indici Usa il solo Dow Jones Industrial Average aveva chiuso in rialzo giovedì e di appena lo 0,04%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata di generalizzato declino, come confermato dalla perdita dell'1,10% circa dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si avvia a chiudere l'ottava in flessione di oltre l'1% (l'indice giovedì aveva chiuso sui massimi dell'ultimo mese). Come previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) ha mantenuto invariati i tassi d'interesse Usa in un range del 2,00%-2,25% lasciando la porta aperta per il probabile quarto incremento del 2018 nel meeting di 18-19 dicembre. A deprimere i corsi in Asia soprattutto la conferma del rallentamento dell'economia di Pechino, che si aggiunge a un petrolio entrato in bear market.

Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di Statistica, in ottobre il tasso d'inflazione è rimasto invariato in Cina sul 2,5% annuo già registrato in settembre (2,3% in agosto), in linea con le attese degli economisti. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo ha segnato invece un rialzo dello 0,2% in calo dallo 0,7% di agosto e settembre. La crescita dei prezzi alla produzione è invece scesa ulteriormente in ottobre al 3,3% annuo dal 3,6% di settembre (4,1% in agosto), in linea con il consensus di Reuters. Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno chiuso la seduta in flessione dell'1,39% e dell'1,41% rispettivamente, contro la perdita dello 0,43% dello Shenzhen Composite. Netto arretramento per Hong Kong: a circa un'ora dallo stop alle contrattazioni l'Hang Seng è infatti in contrazione del 2,50% circa (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino intorno al 2,90%).

Dopo che il rendimento dei Treasury Usa decennali è sceso di oltre un punto base, sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, si è consolidato sul guadagno dello 0,60% toccato in overnight ma il parallelo apprezzamento dello 0,20% dello yen sul biglietto verde contribuisce a frenare la piazza di Tokyo: il Nikkei 225 perde infatti l'1,05% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dello 0,49%). Sul fronte macroeconomico, la Bank of Japan ha reso noto che la massa monetaria M2 è cresciuta in Giappone del 2,7% annuo in ottobre, a 1.007.500 miliardi di yen, contro il progresso del 2,8% di settembre (2,9% in luglio e agosto) che era anche la lettura attesa dagli economisti. Calo dello 0,35% a Seoul per il Kospi mentre l'S&P/ASX 200 di Sydney ha limitato allo 0,11% il suo declino.

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre 2018. Utile netto del periodo pari a € 358,1 milioni rispetto a € 149,0 dei primi nove mesi del 2017.

Salvatore Ferragamo S.p.A. (MTA: SFER), società a capo del Gruppo Salvatore Ferragamo, uno dei principali operatori mondiali del settore del lusso, riunitosi sotto la Presidenza di Ferruccio Ferragamo, ha esaminato e approvato il Resoconto Intermedio Consolidato di Gestione al 30 settembre 2018: utile Netto del Periodo pari a 65 milioni di euro (-17,5% rispetto ai 79 milioni di euro dei nove mesi 2017). Ricavi: 972 milioni di euro (-3,3% rispetto ai 1.005 milioni di euro dei nove mesi 2017, -1,6% a tassi di cambio costanti ), con Ricavi del terzo trimestre in aumento del 3.9% (+2.5% a tassi di cambio costanti ) rispetto al terzo trimestre 2017.

TITOLO DEL GIORNO: TELECOM IT
 TIM chiude il terzo trimestre con risultati leggermente peggiori rispetto al consensus degli analisti pubblicato sul sito del gruppo. I ricavi si attestano a 4,666 miliardi di euro (consensus 4,698), l'EBITDA a 2,045 miliardi (2,101) con EBITDA margin a 43,8% (44,7%). L'EBITDA organico domestic è pari a 1,764 miliardi (consensus 1,761). L'indebitamento netto al 30 settembre si attesta a 25,190 miliardi di euro contro i 25,179 del consensus. Il risultato netto consolidato dei primi nove mesi del 2018 attribuibile ai Soci della Controllante è negativo per 868 milioni di euro (-1,4 miliardi nel trim3 da +437 milioni nel trim3 2017) a causa della svalutazione da 2 miliardi di euro dell’avviamento attribuito a Core Domestic: escludendo l’impatto degli oneri netti non ricorrenti il risultato è superiore a 1,2 miliardi di euro, in linea con quello dell’anno precedente. TIM segnala che a causa di "numerosi fattori", non è in grado di confermare "il rapporto fra Indebitamento finanziario netto rettificato ed EBITDA a circa 2,7x a fine 2018". L'analisi del grafico di TIM evidenzia il recente segnale grafico rialzista (completamento del doppio minimo formatosi in ottobre) e l'allungo verso l'obiettivo ideale del pattern sul picco del 19 settembre a 0,5774 euro. Solo oltre questo ultimo riferimento si creerebbero i presupposti per un tentativo di inversione della tendenza ribassista in essere da aprile (conferme sopra 0,66/0,67). L'eventuale ritorno sotto 0,5250 preannuncerebbe invece un test dei supporti a 0,4770 circa , decisivi per scongiurare il rischio di riattivazione del trend negativo verso il minimo dell'estate 2013 a 0,4655, con appoggio successivo in area 0,43.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: 00:50 GIA M2 ott; 02:30 CINA Inflazione ott; 02:30 CINA Indice prezzi alla produzione ott; 05:30 GIA Indice attività servizi; 08:45 FRA Produzione industriale set; 10:30 GB PIL 1a stima trim3; 10:30 GB PIL set; 10:30 GB Produzione industriale set; 10:30 GB Produzione manifatturiera set; 10:30 GB Bilancia commerciale set; 14:30 USA Indice prezzi alla produzione ott; 16:00 USA Scorte all'ingrosso finali set; 16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) preliminare nov.