Borsa italiana in verde dopo no ad accordo Brexit

Borsa italiana in verde dopo no ad accordo Brexit. Brillano Juventus e Ferragamo. FTSE MIB +0,21%.

Il FTSE MIB segna +0,21%, il FTSE Italia All-Share +0,20%, il FTSE Italia Mid Cap +0,16%, il FTSE Italia STAR +0,24%.

BTP stabili. Il decennale rende il 2,55% (invariato rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 248 bp (invariato) (dati MTS).

Mercati azionari europei incerti dopo il no del parlamento britannico all'accordo sulla Brexit della premier May: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 invariato (oggi nuovo voto su ipotesi hard Brexit il 29 marzo), DAX -0,1%, CAC 40 +0,3%, IBEX 35 -0,2%.

Future sugli indici azionari americani in parità: S&P 500 invariato, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial -0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,30%, NASDAQ Composite +0,44%, Dow Jones Industrial -0,38%.

Mercato azionario giapponese in flessione, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,99%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,83%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a -0,39%.

Juventus Football Club +15,5% riduce i guadagni visti in avvio (toccati i massimi da fine gennaio) ma resta in ampio rialzo dopo la qualificazione ai quarti di finale di Champions League conquistata ieri sera ai danni dell'Atletico Madrid. I bianconeri hanno ribaltato lo 0-2 subito all'andata battendo l'Atletico per 3 a 0. Prosegue quindi il cammino della Juventus nella principale competizione europea per club, fondamentale per far quadrare il bilancio: nella recente relazione finanziaria semestrale il cda ha previsto che l'esercizio 2018/2019 si chiuda in perdita, e "sarà come di consueto fortemente influenzato dall’andamento dei risultati sportivi ed in particolare della UEFA Champions League".

Salvatore Ferragamo +4,6% in ottima forma nonostante dati 2018 in calo. I ricavi sono scesi a 1.347 milioni di euro (-3,3% a/a), l'EBITDA a 214 milioni di euro (-13,8% a/a), l'utile netto a 90 milioni di euro (-21,1% a/a). Proposta la distribuzione di un dividendo pari a euro 0,34 per azione (rispetto a 0,38 euro dell’esercizio precedente). Indicazioni positive sono giunte dalle dichiarazioni del nuovo CFO Alessandro Corsi durante la presentazione dei risultati: i ricavi omogenei evidenziano nei primi mesi del 2019 una tendenza positiva e si prevede un graduale incremento della marginalità durante l'anno grazie a un miglioramento del mix dei canali di vendita.

Bene i petroliferi Tenaris +1,0%, Saipem +0,8%, Eni +0,5%. Il greggio oscilla a ridosso dei massimi di periodo. Il future maggio sul Brent segna 66,80 $/barile, il future aprile sul WTI segna 57,15 $/barile.

In rosso gli industriali Prysmian -1,5%, Leonardo -1,0%, STM -0,6%, Buzzi Unicem -0,3%.

Mediaset -1,1% debole dopo la pubblicazione dei dati 2018. I ricavi netti scendono a 3.401,5 milioni di euro rispetto ai 3.550,1 milioni del 2017. Il risultato netto balza a 471,3 milioni di euro da 90,5 milioni di euro del 2017 grazie a poste straordinarie (soprattutto la plusvalenza EI Towers), in assenza delle quali segnerebbe comunque un saldo positivo per 97,3 milioni di euro, superiore a quello previsto nel piano 2020. L’indebitamento finanziario netto consolidato scende a 736,4 milioni di euro rispetto ai 1.392,2 milioni di euro del 31 dicembre 2017 (grazie al deconsolidamento di EI Towers). Il cda ha deciso di non proporre per il momento la distribuzione di un dividendo, "Con l’obiettivo di rendere ancora più solida la struttura patrimoniale e finanziaria del Gruppo, nonché di avere le risorse adeguate per cogliere tutte le opportunità di mercato in ambito internazionale". Nelle ultime settimane alcuni broker avevano ipotizzato il ritorno della cedola dopo due anni. Ricordiamo anche i rumor sull'ipotesi di creazione di un polo europeo della tv generalista con la tedesca Prosiebensat 1 e la francese TF1.

Be +12,5% accelera al rialzo grazie a dati di bilancio 2018 in forte crescita: valore della produzione a 150,2 milioni di euro (129,7 nel 2017), utile netto a 5,5 milioni, in crescita del 22,4% rispetto a 4,5 milioni nel 2017. Sono stati raggiunti con un anno di anticipo i target di crescita interna, in termini di marginalità operativa, definiti dal Piano di Industria 2017-2019.