Borsa italiana in rosso: BPM in forte calo, boom acquisti su Tod's

Borsa italiana in rosso: BPM in forte calo, boom acquisti su Tod's. FTSE MIB -0,19%. Il FTSE MIB segna -0,19%, il FTSE Italia All-Share -0,12%, il FTSE Italia Mid Cap +0,36%, il FTSE Italia STAR +0,37%.

Mercati azionari europei deboli: Euro Stoxx 50 -0,2%, FTSE 100 -0,1%, DAX -0,5%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 -0,1%.

Future sugli indici azionari americani stabili: S&P 500 invariato, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial invariato. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,46%, NASDAQ Composite +0 12%, Dow Jones Industrial +0,54%.

Mercato azionario giapponese poco mosso, l'indice Nikkei 225 stamattina ha chiuso a -0,08%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha chiuso a -1,27%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,5% circa.

Pesante flessione in avvio per Banco BPM (asta di volatilità, teorico -9,93%) che archivia il secondo trimestre 2018 con risultati in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2017, ma in chiaroscuro se confrontati con le attese degli analisti. Il margine d'interesse sale a 1,280 miliardi di euro da 1,133, ben al di sopra degli 1,182 miliardi del consensus Bloomberg. I profitti (al netto di Badwill e Impairment su Avviamenti e Client Relationship) si attestano a 129,3 milioni di euro da -21 nel trim2 2017, contro i 160 del consensus. L'istituto guidato da Giuseppe Castagna nel primo semestre 2018 ha realizzato gran parte del nuovo piano di riduzione dei crediti deteriorati annunciato lo scorso febbraio e proseguirà con la cessione di un portafoglio di sofferenze per un valore pari a 3,5 miliardi di euro: dopo le offerte non vincolanti ricevute in data 11 luglio, Banco BPM ha selezionato 3 consorzi di investitori nella short list, ovvero le cordate costituite da DoBank, Fortress e Spaxs, da Credito Fondiario ed Elliot e da Christofferson Robb & Company Davidson Kempner e Prelios. Partirà a breve una due diligence di durata indicativa di 2-3 mesi e nel corso delle interlocuzioni con le tre controparti BPM si riserva di valutare la possibilità di cedere un ammontare maggiore di crediti (con lo scopo di favorire una potenziale ulteriore accelerazione del piano di derisking) ed eventualmente anche la piattaforma di servicing. Secondo indiscrezioni delle ultime settimane i crediti ceduti potrebbero arrivare fino a 9 miliardi di euro.

Poste Italiane (-1,3%) perde ulteriore terreno dopo il sell-off accusato alla fine della scorsa settimana a causa delle prese di profitto dopo il rally partito a inizio luglio e i risultati del secondo trimestre migliori rispetto al consensus degli analisti pubblicato sul sito del gruppo. La trimestrale ha però evidenziato anche un netto peggioramento del solvency ratio causato dall'incremento dei rendimenti sui titoli di Stato italiani. Oggi Poste sconta le indiscrezioni de La Stampa di sabato secondo cui il governo intende reperire gli 1,2 miliardi di euro necessari a nazionalizzare Alitalia in Cdp, FS e Poste Italiane.

Tod's (asta di volatilità, teorico +13,32%) balza in avanti e sale sui massimi da maggio dopo la pubblicazione dei dati del primo semestre. I ricavi sono scesi del 1,3% a/a a cambi correnti (+1,8% a cambi costanti). L'EBITDA scende a 68,6 milioni da 75,7, l'EBIT a 46,7 milioni da 52,3, l'utile netto del gruppo a 33,65 milioni da 34,71. Le notizie migliori sono arrivate in conference call con le parole del CFO Emilio Macellari: il consensus sui ricavi 2018 (960 milioni di euro) è assolutamente credibile, mentre quello sull'EBITDA margin (16,5%) è raggiungibile ma con qualche difficoltà. Tod's ha anche annunciato l'acquisizione di Italiantouch Srl da parte della correlata Diego Della Valle & C. Srl per 25 milioni di euro. Italiantouch dalla fine del 2012, tramite la propria piattaforma tecnologica, commercializza online i prodotti dei quattro marchi del Gruppo Tod’s.

Sale UniCredit (+0,6%) che ha depositato presso il Tribunale di Milano un atto di citazione contro Caius Capital: chiesti danni per 90 milioni di euro. Il fondo britannico nei mesi scorsi aveva inviato lettere all'EBA (European Banking Authority) per sollecitare l'autorità a indagare sul trattamento dei CASHES: secondo Caius, UniCredit per un decennio ha misurato in modo sbagliato il CET1, uno dei principali indicatori di solidità patrimoniale delle banche, a causa di un errato trattamento regolamentare delle azioni sottostanti la transazione CASHES. Circa due settimane fa l'EBA ha deciso di non aprire un'indagine e di confermare la posizione del 2012 riguardo al trattamento dei CASHES. UniCredit aveva accolto con soddisfazione la decisione e avviato la valutazione di ogni azione a tutela dei propri stakeholder, azionisti e obbligazionisti.

TITOLO DEL GIORNO: UBI BANCA 
 In evidenza UBI Banca che scatta in avanti subito dopo l'uscita dei dati del secondo trimestre 2018: il margine d’interesse si è attestato a 458,4 milioni di euro dai 398 del trim2 2017, il risultato della gestione operativa a 310,1 milioni da 304,6, l'utile netto a 91,2 milioni, da 629 milioni, ma al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile netto del trim2 2018 si è attestato a 101,1 milioni da 43,7 nel trim2 2017. Per il resto del 2018 il management prevede un'ulteriore "graduale crescita del margine di interesse" e "una nuova operazione di cessione di sofferenze (senza cartolarizzazione) entro fine 2018/inizio 2019, che andrà nel senso di consentire il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% in anticipo rispetto a quanto già comunicato". Recentemente UBI Banca ha perfezionato la cartolarizzazione Maior SPV (con garanzia GACS che sarà richiesta a breve) da 2,75 miliardi di euro circa. Il titolo si è riportato in area 3,55 euro dopo essere sceso nella prima parte della seduta di venerdì a 3,39 euro (close precedente a 3,455). Il quadro grafico resta incerto nonostante il rimbalzo: in area 3,49 si colloca la base del doppio massimo disegnato in area 3,59 dal 27 luglio. Una discesa nuovamente al di sotto di area 3,49 interromperebbe il rialzo visto dai minimi di giugno, anche se solo la violazione di area 3,30 costringerebbe a parlare di una vera e propria inversione ribassista. In quel caso attesi movimenti vero 3,05/07. Recuperi oltre area 3,60 permetterebbero invece di allontanare il rischio di essere in presenza di una figura ribassista in formazione e di ipotizzare il proseguimento del rimbalzo con target a 3,75 almeno, poi in area 4 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:30 indice Sentix (fiducia investitori) eurozona.