Borsa italiana negativa dopo taglio stime BCE crescita eurozona

Borsa italiana negativa dopo taglio stime BCE crescita eurozona. FTSE MIB -0,40%.

Il FTSE MIB segna -0,40%, il FTSE Italia All-Share -0,37%, il FTSE Italia Mid Cap -0,19%, il FTSE Italia STAR -0,47%.

BTP stabili dopo il balzo di ieri. Il decennale rende il 2,51% (-1 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 244 bp (invariato) (dati MTS).

Mercati azionari europei in calo: Euro Stoxx 50 -0,5%, FTSE 100 -0,7%, DAX -0,5%, CAC 40 -0,4%, IBEX 35 -0,7%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,3%, NASDAQ 100 -0,4%, Dow Jones Industrial -0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,81%, NASDAQ Composite -1 13%, Dow Jones Industrial -0,78%.

Mercato azionario giapponese in netta flessione, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -2,01%. Borse cinesi in forte calo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -3,97%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a -1,91%.

Deboli gli industriali all'indomani della consistente revisione al ribasso delle stime di crescita dell'eurozona nel 2019 da parte della BCE: il PIL 2019 è ora atteso a +1,1% dal +1,7% previsto a dicembre, mentre la previsione sull'inflazione passa da +1,6% a +1,2%. A Milano STMicroelectronics -1,4%, Leonardo -1,8%, CNH Industrial -1,5%. L'indice EURO STOXX Industrials segna -0,8%.

Indicazioni simili anche per i titoli del comparto automobilistico: Pirelli&C -1,5%, FCA -2,0%, Ferrari -1,0%, Brembo -0,5%, Piaggio&C -1,4%, Sogefi -1,1%. L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts cede l'1,9%.

Bancari deboli. L'indice FTSE Italia Banche segna -0,6%, dopo il -2,61% di ieri. Sotto pressione UniCredit -1,2% seguita da BPER Banca -0,7% e Intesa Sanpaolo -0,7%.

Azimut Holding +1,5% a 13,59 euro. Kepler Cheuvreux migliora la raccomandazione da hold a buy e incrementa il target da 13 a 16 euro. Ieri sono stati comunicati i dati 2018, con utile netto consolidato normalizzato a €144,7 milioni (rispetto a 220,1 milioni nel 2017). Sorpresa positiva dal dividendo di 1,50 euro per azione (2,00 euro l'anno scorso), che corrisponde a un un payout del 141% (rispetto all'utile normalizzato), che sarà pagato per almeno 3/4 in contanti e per il rimanente in azioni proprie detenute in portafoglio. 

Atlantia +1,5% a 22,13 euro. Mediobanca conferma il giudizio outperform sul titolo e incrementa il target 25,20 a 25,40 euro. Ieri il cda ha approvato i risultati dell'esercizio 2018. I ricavi operativi sono pari a 6.916 milioni di euro, in aumento del 16% (+2% escludendo il contributo del gruppo Abertis, consolidato negli ultimi due mesi dell'esercizio). L'EBITDA è pari a 3.768 milioni di euro, in aumento del 2% e include oneri e accantonamenti connessi alla demolizione e al ripristino del viadotto Polcevera nonché il complesso degli altri interventi relativi per 513 milioni di euro. L'utile di pertinenza del gruppo è pari a 818 milioni di euro, in diminuzione del 30% (-2% su base omogenea). L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 è pari a 37.931 milioni di euro, con un incremento di 28.435 milioni di euro, essenzialmente riferibile all’acquisizione e al consolidamento del gruppo Abertis. Il cda proporrà all’assemblea un dividendo di 0,90 euro per azione (-26% rispetto al 2017). Nel corso della presentazione dei risultati 2018 l'a.d. Giovanni Castellucci ha affermato che in futuro il gruppo potrebbe procedere a una nuova cessione di una quota di minoranza di Autostrade per l'Italia.

TITOLO DEL GIORNO: AZIMUT 
 Azimut Holding balza in avanti e tocca i massimi da fine settembre dopo la comunicazione dei dati dell'esercizio 2018 (per poi ridurre i guadagni in scia alle stime BCE) anche se riduce poi i guadagni sulla scia del calo delle borse dopo la revisione al ribasso delle stime di crescita ed inflazione per la zona euro comunicate dalla Bce. L'utile netto consolidato normalizzato nel 2018 si attesta a pari a €144,7 milioni (rispetto a 220,1 milioni nel 2017). Il cda ha deciso di proporre all'assemblea un dividendo di 1,50 euro per azione (2,00 euro l'anno scorso), che corrisponde a un un payout del 141% (rispetto all'utile normalizzato), che sarà pagato per almeno 3/4 in contanti e per il rimanente in azioni proprie detenute in portafoglio. Questo dividendo è basato su un utile netto di 300 milioni di euro nel 2019 (ultimo anno del piano 2015-2019) e, secondo le parole del presidente Pietro Giuliani, "ci porta per il secondo anno consecutivo ad essere la società con lo yield più alto (12%, ndr) all’interno del FTSE MIB". Il titolo e' salito fino a quota 13,92 euro per poi scendere nuovamente a 13,25/30 euro. Fino a che le quotazioni rimarranno al di sopra della linea che sostiene il rialzo dai minini di fine gennaio, passante a 12,90 euro circa, le attese rimarranno comunque in favore di un nuovo test di area 14 euro. Solo oltre quei livelli si aprirebbe poi la strada per il test di 14,60/65, area di forte resistenza nella prima parte del mese di agosto dello scorso anno. Sotto 12,90 invece (primo supporto di breve a 13,10) rischio invece di flessioni fino a 12,25 euro almeno.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici in agenda oggi: alle 10:00 produzione industriale Italia, alle 11:00 indice prezzi alla produzione Italia.
Negli USA alle 14:30 licenze edilizie, nuovi cantieri residenziali, nuovi occupati non agricoli, indice salari orari, tasso di disoccupazione.