Economia

Giappone: in gennaio produzione industriale calata del 2,5%

Secondo quanto comunicato su base preliminare dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, in gennaio la produzione industriale è calata in Giappone del 2,5% annuo, contro il declino del 3,1% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto al dato finale di dicembre (8,2% il crollo di novembre). Su base mensile, rettificata stagionalmente, la produzione industriale è invece salita dello 0,8% contro l'1,2% precedente (1,0% il ribasso di novembre) e la crescita dello 0,2% del consensus.

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Gran Bretagna: indice fiducia dei consumatori GfK a -7 punti

Secondo il sondaggio realizzato da GfK (la società di ricerca con base a Norimberga), l'indice della fiducia dei consumatori della Gran Bretagna è salito in febbraio a -7 punti da -9 punti di gennaio (-11 punti in dicembre), contro il recupero limitato a -8 punti del consensus. Il dato resta comunque per il quarantasettesimo mese consecutivo in negativo: l'ultima lettura in positivo considerando anche quelle invariate di febbraio e marzo 2016 risale al gennaio di quell'anno, cinque mesi prima del referendum sulla Brexit.

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Germania: diminuiscono a gennaio i prezzi all'importazione +0,2% m/m

L'Ufficio Federale di Statistica Destatis ha reso noto che i prezzi alle importazioni in Germania nel mese di gennaio sono diminuiti dello 0,4% su base mensile dal +0,2% precedente, risultando inferiori alle attese fissate su un incremento mensile pari allo 0,2% e sono scesi dello 0,9% su base annuale, dal -0,7%, attestandosi sotto la flessione attesa del 0,4% su base annua. I prezzi delle esportazioni sono invece cresciuti dello 0,2% su base mensile aumentando dello 0,5% rispetto a gennaio 2019.

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Giappone: inflazione regione di Tokyo calata allo 0,4% annuo

Secondo i dati diffusi dal ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, l'inflazione nella regione di Tokyo è calata in febbraio allo 0,4% annuo dallo 0,6% di gennaio (0,9% in dicembre), contro lo 0,5% del consensus. L'inflazione core è invece scesa nel mese in chiusura allo 0,5% annuo dallo 0,7% precedente (0,8% in dicembre), contro lo 0,6% stimato dagli economisti.

Giappone: in gennaio tasso disoccupazione cresciuto al 2,4%

Secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, in gennaio il tasso di disoccupazione è cresciuto in Giappone al 2,4% contro il 2,2% stimato dagli economisti per una lettura invariata rispetto a novembre e dicembre (2,4% in settembre e ottobre).

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Per Evans (Fed) prematuro valutare impatto coronavirus in Usa

Secondo Charles Evans, president della Federal Reserve (Fed) di Chicago, è prematuro valutare se le prospettive di crescita dell'economia Usa debbano essere riviste al ribasso a causa dell'epidemia di coronavirus e ancor più se l'istituto centrale di Washington possa dover ricorrere a un taglio dei tassi. Parlando giovedì a un evento a Città del Messico, Evans ha però sottolineato come la Fed stia monitorando la vicenda da vicino. "Se vedremo qualcosa che richieda aggiustamenti, sono certo che gli dedicheremo tutta la considerazione che necessita", ha aggiunto.

Piazza Affari negativa, balza lo spread. Coronavirus preoccupa governi ed economisti. FTSE MIB -2,66%

Piazza Affari negativa, balza lo spread. Coronavirus preoccupa governi ed economisti. FTSE MIB -2,66%.


Mercati azionari europei in forte ribasso. Wall Street negativa: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -1,9%, NASDAQ Composite -2,2%, Dow Jones Industrial -2,0%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -2,66%, il FTSE Italia All-Share a -2,67%, il FTSE Italia Mid Cap a -2,77%, il FTSE Italia STAR a -2,77%.

Petrolio, i prezzi accelerano al ribasso

Ulteriore accelerazione al ribasso dei prezzi del petrolio greggio nei mercati internazionali. Mentre i listini azionari accumulano pesanti cali a tutte le latitudini, le quotazioni del greggio confermano il pessimismo dei mercati sull'impatto della crisi del nuovo coronavirus sull'economia globale. Il future sul Brent accumula nel pomeriggio uno vantaggio di 4,54 punti percentuali sul riferimento e si porta a 51,11 dollari al barile. Il derivato sul WTI passa di mano in queste ore a 46,08 dollari con una perdita di ben 5,7 punti.

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