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Quadro grafico neurale per Eur/Usd

Eur/Usd debole dopo essere stato respinto dagli ostacoli a 1,10. Rispetto alle oscillazioni viste a marzo nelle ultime settimane si è vista una progressiva riduzione della volatilità, con il cambio Eur/Usd che si muove in un range compreso tra 1,08 e 1,10. Confermata dunque la neutralità del quadro tecnico di medio/breve termine, con l'evidenza di un sostanziale equilibrio tra le forze rialziste e quelle ribassiste.

Asia-Pacific in negativo. Nikkei 225 in flessione dell'1,33%

Dopo la brusca flessione di Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi l'S&P 500, deprezzatosi del 2,20% mercoledì), in scia al peggiore dato per le vendite retail Usa in marzo addirittura dal 1946 (8,7% il crollo mensile), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in negativo è proseguita. Nonostante il rallentamento dei contagi da Covid-19, l'ottimismo circa una pronta ripresa dell'economia globale una volta che il lockdown sarà finito inizia a vacillare.

Eur/Usd respinto dagli ostacoli a 1,10

Eur/Usd respinto dai primissimi ostacoli a 1,10. Nonostante una riduzione della volatilità sui principali cross valutari dopo le violente escursioni che hanno caratterizzato le settimane precedenti, il cambio Eur/Usd non riesce a confermarsi oltre quota 1,10. Il quadro tecnico si conferma dunque neutrale, in sostanziale equilibrio tra le forze rialziste e quelle ribassiste.

Asia-Pacific in negativo. Nikkei 225 in ribasso dello 0,45%

Dopo una seduta in netto recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, in rally del 3,95% martedì), alla riapertura degli scambi in Asia l'andamento è stato invece complessivamente negativo, dopo che il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha previsto che la recessione causata dall'epidemia di coronavirus sarà la più dura dalla Grande Depressione. La stima è di un declino del 3,0% per il Pil globale nel 2020, contro la crescita del 3,3% prevista dallo stesso Fmi in gennaio.

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