Arrivano i vaccini, il mercato del Forex cambia faccia

Giancarlo Spampinato e Andrea Sabatini
16/12/2020 14:15

Da quando hanno iniziato a circolare le notizie sui vaccini contro il Covid, nel Regno Unito le somministrazioni inizieranno a giorni, i mercati finanziari non sono stati più gli stessi: il Dow Jones ha fatto registrare il miglior guadagno mensile dal 1987 e il miglior mese di novembre dal 1928. Per fare il punto della situazione in questo momento così delicato abbiamo rivolto alcune domande a Andrea Sabatini, cofondatore di Key To Markets con Giancarmelo Spampinato.

Dott. Sabatini, è vero che ci sono buone speranze per il 2021?

Le stime per il 2021 sono incoraggianti, l'Ocse, l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel suo ultimo Economic Outlook prevede che il calo del Pil globale quest'anno sarà minore di quanto stimato in precedenza, limitato ad un -4,2%, e che la ripresa il prossimo anno sarà forte, riuscendo con un balzo del +4,2% a pareggiare i conti con l'anno orribile che si sta chiudendo. L'organizzazione prevede, a livello globale, una crescita del 3,7% nel 2022.

Buona parte del merito di un probabile rimbalzo è ascrivibile al comportamento delle banche centrali, che in generale hanno adottato negli ultimi mesi una politica monetaria ultra-espansiva, permettendo ai tassi di interesse di navigare su livelli bassissimi.

E dal momento che rischi per l'inflazione all'orizzonte non se ne vedono, si pensa infatti che quest’ultima nel 2021 dovrebbe rimanere sedata così come lo è stata quest'anno, i mercati scontano l'ipotesi che anche nei prossimi mesi il costo del denaro possa rimanere ai minimi storici.

I titoli di stato con scadenza più lontana mostrano invece qualche tensione sui prezzi, segno che secondo gli operatori nel lungo termine l'inflazione, almeno negli Usa, potrebbe tornare sopra il 2%, ma al momento si tratta di una componente positiva, almeno per le borse, che gradiscono una curva dei tassi con una sana inclinazione crescente.

Cosa possiamo aspettarci per il dollaro Usa?

Queste prospettive, unitamente a quella di una ripresa economica accompagnata da una diminuzione dell'incertezza politica hanno avuto un effetto negativo sul dollaro. I mercati hanno invece reagito positivamente alla vittoria del partito Democratico Usa.

La moneta americana ha iniziato a deprezzarsi in concomitanza con il newsflow positivo relativo ai vaccini. Il cambio euro-dollaro si è lasciato alle spalle una resistenza chiave, individuata a 1,20 in prossimità del massimo di inizio settembre. Fino a che i prezzi rimarranno al di sopra di quei livelli, e a meno di notizie negative sulle prospettive di lotta alla pandemia dovrebbero farlo, le attese saranno in favore di un ulteriore deprezzamento della moneta Usa che porterebbe l’EUR/USD a testare i massimi di febbraio 2018 a 1,2550.

Tanti cambiamenti in vista, come sfruttarli?

Le opportunità operative per l'immediato futuro sono molteplici, noi di Key To Markets offriamo una piattaforma evoluta con tutti gli strumenti necessari per fare trading nel modo migliore. Siamo un Broker regolamentato FSC e FCA, che utilizza la tecnologia ECN, garantendo così rapidità, trasparenza nei prezzi e spread di mercato ridottissimi, su tutti gli strumenti tradabili.

Cosa può dirci del dollaro australiano?

Gli stessi motivi che hanno portato ad un indebolimento del dollaro Usa sono alla base invece di una fase di recupero per quelle monete, come il dollaro australiano, influenzate dall'andamento del ciclo economico per il loro forte legame con il mercato delle materie prime.

Il cambio dollaro australiano / dollaro Usa a novembre ha messo a segno un rialzo evidente, arrivando a sfidare i massimi di settembre a 0,7415 circa. Se le quotazioni si stabilizzeranno, come probabile, al di sopra di quei livelli, il proseguimento del rialzo almeno fino sui massimi di gennaio 2018 a 0,8120 sarà del tutto possibile. Solo ripiegamenti al di sotto di area 0,72, dove transita la linea che sale dai minimi di marzo, potrebbero fare temere una evoluzione in senso contrario.

Nel 2021 per i broker australiani cambieranno le regole. Cosa offre in alternativa Key To Markets?

L'Australian Securities and Investments Commission, o ASIC, l'equivalente della Consob nostrana, ha comunicato lo scorso 23 ottobre che a partire dal 29 marzo del 2021 verrà applicata una nuova normativa riguardante i CFD e il Forex. Attualmente i broker australiani possono offrire ai trader retail di lavorare con una leva fino a 1:500 operando sul Forex, ma da marzo interverrà un cambiamento radicale, la leva verrà infatti abbassata ad un massimo di 1:30 per il trading sulle monete maggiori e a 1:20 per quelle minori o esotiche.

Ecco perchè diventa importante in prospettiva poter scegliere di operare con un broker che lasci la possibilità al trader di lavorare con una leva personalizzabile, proprio come continueremo a fare noi di Key To Markets.

Mi fa piacere inoltre ricordare che quest'anno ricorre il decennale della società, un traguardo molto importante che ci fa onore e che ci distingue nel panorama del trading online, sinonimo di affidabilità e sicurezza per i nostri clienti.

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