Piazza Affari e BTP rimbalzano grazie a USA-Cina e ipotesi governo tecnico. FTSE MIB +1,36%

13/08/2019 17:45:16

Piazza Affari e BTP rimbalzano grazie a USA-Cina e ipotesi governo tecnico. FTSE MIB +1,36%.


Mercati azionari europei positivi. Wall Street in progresso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +1,3%, NASDAQ Composite +1,6%, Dow Jones Industrial +1,4%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,36%, il FTSE Italia All-Share a +1,22%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,20%, il FTSE Italia STAR a +0,11%.

BTP in netto rialzo, scende lo spread. Il rendimento del decennale segna 1,62% (chiusura precedente a 1,73%), lo spread sul Bund 223 bp (da 232) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo che negli USA l'indice dei prezzi al consumo core è cresciuto a luglio dello 0,3% rispetto al mese precedente da +0,3% di giugno. Gli economisti avevano previsto un incremento dello 0,2%. Su base annua l'indice è aumentato del 2,2% contro il +2,1% del mese precedente e il +2,1% del consensus. L'istituto ZEW ha comunicato che l'indice di fiducia degli investitori istituzionali nei confronti dello stato di salute dell'economia della Germania ad agosto è sceso nettamente a -44,1 punti (valore più basso da dicembre 2011) dai -24,5 di luglio, un calo molto superiore alle attese degli analisti fissate a -27,8. In luglio il tasso d'inflazione in Germania è salito all'1,7% annuo dall'1,6% di giugno (1,4% in maggio), in linea con la lettura preliminare. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è invece cresciuto dello 0,5% contro lo 0,3% precedente (0,2% in maggio), anche in questo caso in linea con il dato flash. Nel Regno Unito l'indice retribuzioni a giugno ha fatto segnare +3,7% (attese +3,7%), mentre la variazione di richieste di sussidi di disoccupazione a luglio si è attestata a +28mila (consensus +32mila).

I bancari si lasciano alle spalle il rosso della mattinata e a inizio pomeriggio accelerano al rialzo approfittando del rimbalzo dei mercati azionari. Inoltre gli operatori iniziano a ragionare sull'ipotesi governo tecnico con occhio di riguardo per i conti pubblici: possibile in quel caso l'approvazione della manovra economica prima del voto anticipato. L'indice FTSE Italia Banche segna +2,61%. Brillano Banco BPM +3,98%, UBI Banca +3,89%, UniCredit +3,05%, Intesa Sanpaolo +2,79%. Sotto i riflettori Banca MPS +7,23% che in mattinata ha comunicato la conclusione di ulteriori 4 operazioni di cessione di crediti deteriorati per circa 340 milioni di euro.

Brusca inversione di rotta per gli industriali che passano dagli ampi ribassi della mattinata a progressi consistenti. A far scattare gli acquisti è stato l'annuncio dello US Trade Representative secondo cui alcuni prodotti sono stati eliminati dalla lista delle importazioni dalla Cina su cui verranno imposti dazi del 10% a partire dal 1° settembre, mentre per altri ("cell phones, laptop computers, video game consoles, certain toys, computer monitors, and certain items of footwear and clothing") l'entrata in vigore dei dazi sarà posticipata al 15 dicembre. La lista originaria comprendeva prodotti importati dalla Cina per circa 300 miliardi di dollari. In forte rialzo a Milano Pirelli&C +3,28%, STM +3,18%, Leonardo +2,83%, Biesse +3,08%.

Utility positive grazie al calo dei rendimenti. Terna +2,18%, Snam +2,14%, A2A +2,11%. L'indice FTSE Italia Servizi Pubblici segna +0,61% penalizzato da Enel +0,23%: il gruppo ha una piccola esposizione sull'Argentina, oggi in crisi dopo la sconfitta del presidente Mauricio Macri alle primarie.

Campari, -1,67% a 7,9250 euro, in calo dopo il +2,94% di ieri, rialzo con cui il titolo aveva tentato una reazione rispetto alla recente flessione portandosi sopra la prima resistenza rappresentata dal massimo di giovedì scorso a 8,0550. Lo scenario grafico di breve termine resta però dominato dal testa e spalle ribassista formatosi a partire da metà aprile e completato a inizio agosto: l'obiettivo ideale della figura coincide con i sostegni statici a 7,65 circa, appoggio successivo a 7,25/7,30, minimi allineati di fine 2018/inizio 2019 e linea che sale dal minimo di novembre 2016.

Telecom Italia -1,16% sotto pressione, tocca i minimi da inizio giugno: il gruppo telefonico, dopo la cessione degli asset argentini a Fintech nel 2016, ha una limitata presenza nel Paese sudamericano (tramite Sparkle), ma ha una importante quota delle proprie attività nel vicino Brasile (22% dei ricavi di gruppo, 45% dell'EBIT). Da segnalare anche che l'ipotesi di governo tecnico potrebbe rallentare il progetto di creazione di una rete unica con Open Fiber.

Saras -2,72% in netta flessione: alla fine della scorsa settimana il margine di raffinazione benchmark EMC è sceso a 3,4 dollari/barile dai 3,8 della precedente. Il crack spread gasolio è sceso da 16,96 a 15,64 dollari/barile, il crack spread olio combustibile da -6,62 a -7,5 dollari/barile.

Simone Ferradini - www.ftaonline.com