Piazza Affari ancora in rosso, male banche e petroliferi

12/06/2019 14:43:04

Ancora in rosso nel primo pomeriggio l'azionario italiano ed europeo. A Milano il FTSE MIB cede lo 0,79%, il FTSE Italia All share lo 0,78%, il FTSE Italia Mid Cap lo 0,73% e il FTSE Italia Star lo 0,68 per cento. Male anche le altre maggiori piazze finanziarie del Vecchio Continente mentre tornano a dominare i timori sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e sui suoi effetti sull'economia globale. Il presidente Usa Donald Trump ha ancora una volta difeso la politica dei dazi, mentre la Cina si è detta pronta a "combattere fino alla fine" nel caso in cui crescessero ancora le tensioni.
I future sull'azionario statunitense mostrano un orientamento al ribasso in vista dell'apertura di Wall Street con il derivato sull'S&P 500 che cede lo 0,27 per cento.

Si registrano ancora vendite diffuse sui titoli del debito pubblico italiano, con il rendimento del BTP che balza di 7 punti base e si riporta al 2,39% a fronte di un rendimento del Bund tedesco in calo di un punto base a quota -0,24 per cento. Lo spread si allarga dunque a 262 punti base.
I rappresentanti dei governi dell'Unione Europea hanno concordato ieri l'avvio della procedura per eccesso di debito ai danni dell'Italia, due fonti ufficiali lo hanno confermato a Reuters. La decisione finale sul caso potrebbe essere presa il prossimo 8-9 luglio dal Consiglio dell'Ecofin. L'Italia conferma la volontà di evitare la procedura e la Commissione si mostra cordialmente ferma nelle proprie valutazioni. Un esito negativo rischia però di sottoporre per anni a uno stringente controllo i margini di manovra del governo italiano.

Stamane il Tesoro italiano ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con rendimento a 0,069%, in calo da 0,122% dell'asta del 10 maggio. Relativamente buona la domanda con un bid to cover a 1,54.
Mario Draghi, numero uno della Bce, a Francoforte ha ribadito il ruolo di supporto alla crescita e alla stabilità esercitato dal Mercato Unico anche nei Paesi dell'Europa centro-orientale, soprattutto in quelli dell'Eurozona.

A Milano Italgas riduce le perdite (-0,71%) seguite alla presentazione del piano strategico 2019-2025 e alla conferma dell'attuale politica dei dividendi nonostante un piano di investimenti da 4,5 miliardi di euro. Per il 2019 il gruppo prevede ricavi da 1,2 miliardi, un ebitda a 840-860 milioni e un ebit di 460-480 milioni di euro.

Ieri le stime API sulla variazione delle scorte Usa hanno mostrato un'altra crescita di ben 4,85 milioni di barili degli stock di greggio. L'EIA, che oggi pubblicherà le proprie rilevazioni sulla variazione settimanale delle scorte, ha ridotto le stime sui prezzi del greggio (sia Brent che WTI) nel 2019. Pesano sui corsi del petrolio anche le rinnovate tensioni commerciali che si traducono in forti vendite nel pomeriggio con il Brent in calo del 2,58% a 60,72 dollari e il WTI in flessione del 2,85% a 51,79 dollari. A Piazza Affari Eni cede l'1,45%, Saipem il 3,16% e Tenaris il 3,33 per cento. Il cda di quest'ultima ha convocato l'assemblea per il delisting dalla Borsa di Buenos Aires.

Da segnalare che il comparto bancario accompagna e amplifica ancora le cattive performance generali dell'azionario con un indice Ftse Italia Banche in flessione dell'1,57% e perdite del 2,9% per Bper, del 2,12% per Unicredit mentre Intesa Sanpaolo riduce i danni a un -0,84 per cento. La cattiva intonazione del comparto del credito è continentale in queste ore come confermato dall'andamento negativo dello STOXX Europe 600 Banks (-1,35%).

In netto calo a Milano anche FCA (-1,45%) mentre continuano a trapelare tensioni tra Renault e l'alleato giapponese Nissan e i mercati considerano (come anche le istituzioni francesi) ancora aperto il dossier della possibile fusione dell'Alleanza franco-nipponica con FCA. In particolare una nota ufficiale Nissan ha definito "molto incresciosa" la marcia indietro di Renault sulla prevista riforma della governance della casa del Sol Levante, una riforma che dovrebbe chiudere l'era di Carlos Ghosn e che anche i membri del consiglio nominati da Renault avevano in passato promosso.

Cede alle vendite nel pomeriggio anche Telecom Italia (-1,03% a 46,25 centesimi). Il Sole 24 Ore di oggi riporta di valutazioni ancora molto divergenti sul valore da attribuire a Open Fiber in caso di alleanza sulla infrastrutture della fibra ottica. Secondo il quotidiano di Confindustria l'enterprise value della joint venture tra Enel e CDP sarebbe nell'intorno dei 2,5 miliardi di euro secondo il cda di Telecom Italia, mentre per Enel i valori si avvicinerebbero ai 6 miliardi di euro cui aggiungere 2 miliardi di sinergie da un'eventuale alleanza con l'incumbent TIM. Jefferies ha ridotto il prezzo obiettivo di TIM da 65 a 60 centesimi, confermando comunque valutazioni assai superiori agli attuali corsi di Borsa.

In calo anche Atlantia (-0,81%) che ha smentito i rumors su possibili accordi, ancorché preliminari, per un intervento nel dossier del salvataggio di Alitalia. Da segnalare il prossimo arrivo al vertice della holding di casa Benetton Edizione di Gianni Mion, storico manager legato alla famiglia di Ponzano Veneto. Previsto l'ingresso nel board, che comprende già diversi rappresentanti della seconda generazione dei Benetton, anche del direttore generale Carlo Bertazzo.

Annunciata la fusione tra IMA e GIMA TT con un rapporti di cambio posto a 11,4 azioni ordinarie IMA per ogni 100 azioni ordinarie di GIMA TT. I due titoli reagiscono in maniera opposta con IMA che cede il 2,31% e GIMA TT (grande circa un quarto della prima in termini di capitalizzazione di Borsa) che guadagna il 4,91%.

GD - www.ftaonline.com