Commissione UE, bocciata la candidatura francese di Sylvie Goulard

10/10/2019 17:33:28

Una commissione del Parlamento Europeo ha bocciato la proposta dell'ex ministra liberale francese Sylvie Goulard e commissaria europea designata al Mercato Interno su proposta del presidente francese Emmanuel Macron per l'incarico nell'esecutivo UE. La Goulard era stata riascoltata ma hanno chiaramente prevalso le "perplessità" collegate a due vicende che hanno coinvolto in passato la politica. Il voto odierno è avvenuto a scrutinio segreto, ma ben 82 voti sono andati contro la candidatura e 29 soltanto l'hanno sostenuta con il risultato di un rigetto che rischia di mettere in difficolta la nascente Commissione UE tardata vond der Leyen e che l'Eliseo ha denunciato "giochi politici", anche se ci si aspettano ora da Macron nuove proposte.

La candidatura della Goulard vacillava però sin dalla prima audizione al Parlamento UE. La Goulard era stata infatti ascoltata di recente, il 10 settembre 2019, dai "poliziotti dell'OCLIFF" (l'autorità francese di contrasto alla corruzione) per il caso dei "finti impieghi del ModEm", il suo ex partito (Mouvement Democrat, centrista di ispirazione liberale), secondo quanto riportato, tra gli altri, da Le Point. Era poi emerso che la stessa Sylvie Goulard aveva già risarcito 45 mila euro al Parlamento Europeo, cifra corrispondente a quanto in teoria versato a Stephane Therou, il suo ex assistente che allora lavorava per lei ed era stato pagato per questo ruolo dal Parlamento Europeo tra il luglio del 2014 e il gennaio del 2015 senza che la Goulard riuscisse poi a provare che veramente egli avesse lavorato in quel periodo alle sue dipendenze per l'incarico attribuito.
Sulla stessa vicenda, tra l'altro, starebbe ancora indagando anche l'OLAF, l'ufficio anti-corruzione europeo.

Il 21 giugno del 2017 il caso dei lavori fittizi del ModEm aveva portato un terremoto nel governo francese con le dimissioni a ruota di Francois Bayrou, allora ministro della Giustizia, seguite rapidamente dall'annuncio delle dimissioni della stessa Sylvie Goulard dall'incarico di ministro delle Forze Armate.

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