Borsa Italiana chiude in ribasso, vendite su banche e petroliferi

12/06/2019 18:01:51

Chiusura di seduta in rosso per l'azionario italiano ed europeo. A Milano il FTSE MIB cede lo 0,71%, il FTSE Italia All share lo 0,71%, il FTSE Italia Mid Cap lo 0,72% e il FTSE Italia Star lo 0,75 per cento. Male anche le altre maggiori piazze finanziarie del Vecchio Continente mentre tornano a dominare i timori sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e sui suoi effetti sull'economia globale. Il presidente Usa Donald Trump ha ancora una volta difeso la politica dei dazi, mentre la Cina si è detta pronta a "combattere fino alla fine" nel caso in cui crescessero ancora le tensioni. Fra l'altro, Trump ha anche affermato che diverse valute come l'euro sono sottovalutate rispetto al dollaro. In calo anche l'azionario statunitense con l'S&P 500 che cede lo 0,2 per cento.

Nel pomeriggio sono proseguite le vendite sui titoli di Stato italiani con un balzo di 12 punti base in chiusura del rendimento del BTP decennale italiano che si porta al 2,44%. A quota -0,23% (invariato) lo yield del corrispondente Bund tedesco. Questo comporta uno spread in rialzo a 267 punti base.
Al centro dell'attenzione rimane il negoziato tra Italia e Unione Europea sulla procedura per eccesso di debito promossa dalla Commissione Europea che ieri ha ottenuto anche il via libera dei rappresentanti dei ministri dell'Economia. In data 8-9 luglio è prevista la pronuncia definitiva dell'Ecofin, ma alcune indiscrezioni riportate da Reuters ipotizzano possibili pressioni del governo italiano per uno slittamento della decisione al prossimo autunno quando i dati sulle entrate di luglio potrebbero fornire segnali positivi.
Il Ministero dell'Economia ha annunciato ieri l'emissione di un nuovo BTP a 20 anni e oggi ha ribadito la propria contrarietà alle ipotesi di emissione dei cosiddetti mini BOT. Il ministro Giovanni Tria ha inoltre sottolineato oggi che. "Dobbiamo arrivare assolutamente a un compromesso, con una trattativa e un dialogo costruttivo. E' nell'interesse dell'Italia, ma anche dell'Europa".
Stamane il Tesoro italiano ha collocato 6,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con rendimento a 0,069%, in calo da 0,122% dell'asta del 10 maggio. Relativamente buona la domanda con un bid to cover a 1,54. Mario Draghi, numero uno della Bce, a Francoforte ha ribadito il ruolo di supporto alla crescita e alla stabilità esercitato dal Mercato Unico anche nei Paesi dell'Europa centro-orientale, soprattutto in quelli dell'Eurozona.

A Milano Italgas registra perdite (-0,85%) dopo la presentazione del piano strategico 2019-2025 e alla conferma dell'attuale politica dei dividendi nonostante un piano di investimenti da 4,5 miliardi di euro. Per il 2019 il gruppo prevede ricavi da 1,2 miliardi, un ebitda a 840-860 milioni e un ebit di 460-480 milioni di euro.

I prezzi del petrolio sono in netto ribasso dopo la pubblicazione dei dati EIA sulla variazione settimanale delle scorte USA. Gli stock di petrolio greggio sono aumentati la scorsa settimana di 2,2 milioni di barili contro attese per una flessione di 0,48 milioni di barili e un incremento la settimana precedente di 6,77 milioni di barili. Si conferma quindi un cattivo segnale per i mercati del greggio sul fronte della domanda statunitense in un contesto in cui la stessa EIA ha ridotto (appena ieri) le previsioni sui prezzi del 2019 di Brent e WTI e pesano i contrasti commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il future sul Brent cede sull'Ice il 2,33% e si riporta a 60,87 dollari al barile, mentre il derivato sul WTI perde il 2,88% per tornare a quota 51,78 dollari. A Piazza Affari Eni cede l'1,61%, Saipem il 3,65% e Tenaris il 4,36 per cento. Il cda di quest'ultima ha convocato l'assemblea per il delisting dalla Borsa di Buenos Aires.

Da segnalare che il comparto bancario accompagna e amplifica ancora le cattive performance generali dell'azionario con un indice Ftse Italia Banche in flessione dell'1,52% e perdite dell'1,13% per Bper, del 2,1% per Unicredit e dell'1,04% per Intesa Sanpaolo. La cattiva intonazione del comparto del credito è continentale è confermata dall'andamento negativo dello STOXX Europe 600 Banks (-1,09%).

In netto calo a Milano anche FCA (-1,57%) mentre continuano a trapelare tensioni tra Renault e l'alleato giapponese Nissan e i mercati considerano (come anche le istituzioni francesi) ancora aperto il dossier della possibile fusione dell'Alleanza franco-nipponica con FCA. In particolare una nota ufficiale Nissan ha definito "molto incresciosa" la marcia indietro di Renault sulla prevista riforma della governance della casa del Sol Levante, una riforma che dovrebbe chiudere l'era di Carlos Ghosn e che anche i membri del consiglio nominati da Renault avevano in passato promosso. Oggi l'assemblea della casa francese ha approvato un bilancio 2018 con risultati in calo (ma con dividendo invariato a 3,55 euro) e confermato alla presidenza Jean-Dominique Senard.

Cede alle vendite nel pomeriggio anche Telecom Italia (-1,13% a 46,25 centesimi). Il Sole 24 Ore di oggi riporta di valutazioni ancora molto divergenti sul valore da attribuire a Open Fiber in caso di alleanza sulla infrastrutture della fibra ottica. Secondo il quotidiano di Confindustria l'enterprise value della joint venture tra Enel (+0,72%) e CDP sarebbe nell'intorno dei 2,5 miliardi di euro secondo il cda di Telecom Italia, mentre per Enel i valori si avvicinerebbero ai 6 miliardi di euro cui aggiungere 2 miliardi di sinergie da un'eventuale alleanza con l'incumbent TIM. Jefferies ha ridotto il prezzo obiettivo di TIM da 65 a 60 centesimi, confermando comunque valutazioni assai superiori agli attuali corsi di Borsa.

In calo anche Atlantia (-0,39%) che ha smentito i rumors su possibili accordi, ancorché preliminari, per un intervento nel dossier del salvataggio di Alitalia. Da segnalare il prossimo arrivo al vertice della holding di casa Benetton Edizione di Gianni Mion, storico manager legato alla famiglia di Ponzano Veneto. Previsto l'ingresso nel board, che comprende già diversi rappresentanti della seconda generazione dei Benetton, anche del direttore generale Carlo Bertazzo.

Performance positive e in controtendenza per Azimut (+0,85%) e Terna (+1,01%).

Annunciata la fusione tra IMA e GIMA TT con un rapporti di cambio posto a 11,4 azioni ordinarie IMA per ogni 100 azioni ordinarie di GIMA TT. I due titoli reagiscono in maniera opposta con IMA che cede il 1,56% e GIMA TT (grande circa un quarto della prima in termini di capitalizzazione di Borsa) che guadagna il 6,2%.

GD - www.ftaonline.com