Avvio in calo per l'azionario italiano, male Italgas e petroliferi

12/06/2019 09:53:28

Avvio di seduta in calo per l'azionario italiano ed europeo. A Milano il FTSE MIB cede lo 0,54%, il FTSE Italia All share lo 0,52%, il FTSE Italia Mid Cap lo 0,34% e il FTSE Italia Star lo 0,22 per cento. Male anche le altre maggiori piazze finanziarie del Vecchio Continente mentre tornano a dominare i timori sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e sui suoi effetti sull'economia globale. Il presidente Usa Donald Trump ha ancora una volta difeso la politica dei dazi, mentre la Cina si è detta pronta a "combattere fino alla fine" nel caso in cui crescessero ancora le tensioni.

L'inizio delle contrattazioni dei titoli di Stato europei sulla piattaforma MTS registra vendite diffuse sui titoli del debito pubblico italiano, con il rendimento del BTP che balza di 7 punti base e si riporta al 2,39% a fronte di un rendimento del Bund tedesco in calo di un punto base a quota -0,24 per cento. Lo spread si allarga dunque a 262 punti base.
I rappresentanti dei governi dell'Unione Europea hanno concordato ieri l'avvio della procedura per eccesso di debito ai danni dell'Italia, due fonti ufficiali lo hanno confermato a Reuters. La decisione finale sul caso potrebbe essere presa il prossimo 8-9 luglio dal Consiglio dell'Ecofin. L'Italia conferma la volontà di evitare la procedura e la Commissione si mostra cordialmente ferma nelle proprie valutazioni. Un esito negativo rischia però di sottoporre per anni a uno stringente controllo i margini di manovra del governo italiano.
In mattinata sono attese le aste di Bot a 12 mesi che potranno fornire una prima indicazione formale sulle reazioni del mercato al caso italiano ed è in programma oggi anche un intervento di Mario Draghi, numero uno della Bce, a Francoforte.

A Milano si segnalano le vendite su Italgas (-1,12%) che ha presentato il piano strategico 2019-2025 e confermato l'attuale politica dei dividendi nonostante un piano di investimenti da 4,5 miliardi di euro. Per il 2019 il gruppo prevede ricavi da 1,2 miliardi, un ebitda a 840-860 milioni e un ebit di 460-480 milioni di euro.

Ieri le stime API sulla variazione delle scorte Usa hanno mostrato un'altra crescita di ben 4,85 milioni di barili degli stock di greggio. Il dato negativo sulla domanda petrolifera statunitense si abbina alle rinnovate tensioni commerciali e si traduce in vendite sul petrolio stamane con il Brent in calo dell'1,71% a 61,24 dollari e il WTI in flessione dell'1,72% a 62,37 dollari.
A Piazza Affari Eni cede lo 0,48%, Saipem lo 0,53% e Tenaris l'1,11 per cento.

In calo anche FCA (-0,78%) mentre continuano a trapelare tensioni tra Renault e l'alleato giapponese Nissan e i mercati considerano (come anche le istituzioni francesi) ancora aperto il dossier della possibile fusione dell'Alleanza franco-nipponica con FCA. In particolare una nota ufficiale Nissan ha definito "molto incresciosa" la marcia indietro di Renault sulla prevista riforma della governance della casa del Sol Levante, una riforma che dovrebbe chiudere l'era di Carlos Ghosn e che anche i membri del consiglio nominati da Renault avevano in passato promosso.

In controtendenza Telecom Italia (+0,11%). Il Sole 24 Ore di oggi riporta di valutazioni ancora molto divergenti sul valore da attribuire a Open Fiber in caso di alleanza sulla infrastrutture della fibra ottica. Secondo il quotidiano di Confindustria l'enterprise value della joint venture tra Enel (-0,14%) e CDP sarebbe nell'intorno dei 2,5 miliardi di euro secondo il cda di Telecom Italia, mentre per Enel i valori si avvicinerebbero ai 6 miliardi di euro cui aggiungere 2 miliardi di sinergie da un'eventuale alleanza con l'incumbent TIM.

In calo anche Atlantia (-0,69%) che registra ancora pressioni per un intervento sul dossier di Alitalia e il prossimo arrivo al vertice della holding di casa Benetton Edizione di Gianni Mion, storico manager legato alla famiglia di Ponzano Veneto. Previsto l'ingresso nel board, che comprende già diversi rappresentanti della seconda generazione dei Benetton, anche del direttore generale Carlo Bertazzo.

Annunciata la fusione tra IMA e GIMA TT con un rapporti di cambio posto a 11,4 azioni ordinarie IMA per ogni 100 azioni ordinarie di GIMA TT. I due titoli reagiscono in maniera opposta con IMA che cede il 2,65% e GIMA TT (grande circa un quarto della prima in termini di capitalizzazione di Borsa) che guadagna il 4,78%.

Da segnalare che il comparto bancario accompagna e amplifica le cattive performance generali dell'azionario con un indice Ftse Italia Banche in calo dell'1,01% e perdite dell'1,48% per Unicredit e dell'1,03% per Intesa Sanpaolo.

GD - www.ftaonline.com