Asia in positivo. A Tokyo Nikkei 225 in crescita dello 0,45%

10/10/2019 08:20:35

Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi mercoledì dell'1,02%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata maggiormente contrastata su indicazioni contradditorie circa gli sviluppi della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino. Le perdite iniziali sono però state in gran parte azzerate nel corso della giornata, dopo che Bloomberg ha riportato che Washington stava compiendo passi verso un accordo parziale, che comprenderebbe il rinvio dell'aumento dei dazi sulle merci cinesi la cui entrata in vigore era prevista per il prossimo 15 ottobre. Secondo il New York Times, inoltre, gli Usa potrebbero concedere licenze ad alcune società americane per tornare a fare affari con Huawei Technologies. In precedenza era stato invece il South China Morning Post a indicare l'assenza di progressi nei negoziati che hanno fatto da preliminare al meeting previsto in giornata a Washington con la delegazione cinese guidata dal vicepremier Liu He. Il risultato è stato alla fine un guadagno intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale declino a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde (dopo essersi però apprezzato dello 0,40%). E a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,45% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque di appena lo 0,02%). Sul fronte macroeconomico, in settembre i prezzi alla produzione sono calati in Giappone dell'1,1% annuo, in peggioramento rispetto al precedente declino dello 0,9% ma in linea con il consensus. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è invece salito in ottobre a -5 punti da -7 punti di settembre, quando si era attestato sui minimi dai -11 punti del marzo 2013.

Tornando ai negoziati, sempre Bloomberg ha riportato che l'amministrazione Trump starebbe cercando di attuare un patto valutario precedentemente concordato con la Cina, come parte di un accordo che potrebbe effettivamente portare alla sospensione del previsto aumento dei dazi. A poco meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di circa lo 0,50% e lo 0,60% rispettivamente, contro il progresso di oltre l'1% dello Shenzhen Composite. In positivo anche Hong Kong: l'Hang Seng guadagna infatti circa lo 0,30% (fa meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui apprezzamento è intorno allo 0,70%). A Seoul il Kospi segna una contrazione di circa lo 0,30% mentre a Sydney è stata di appena lo 0,01% la crescita registrata in chiusura dall'S&P/ASX 200.

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