Asia contrastata. Tokyo e Shanghai sono chiuse per festività

02/05/2019 08:20:16

Dopo una seduta negativa per Wall Street (peggiore dei tre principali indici Usa l'S&P 500, deprezzatosi mercoledì dello 0,75%), alla riapertura degli scambi in Asia continua a essere la decisione della Federal Reserve (Fed) di non intervenire sui tassi d'interesse a condizionare i mercati. Mercoledì il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) li aveva lasciati invariati in un range del 2,25% -2,50% per il terzo meeting consecutivo. Anche se la decisione era prevista, parte degli investitori ipotizzava un possibile taglio, soprattutto in scia all'ennesimo attacco di Donald Trump: martedì il presidente Usa era tornato ad accusare l'istituto centrale di frenare l'economia americana, chiedendo un taglio dei tassi dell'1% e il riavvio di un programma di quantitative easing. Il chairman della Fed Jerome Powell, però, ha detto di non vedere la necessità di intervenire, né al rialzo né al ribasso, in questa fase. Mentre Tokyo continua a rimanere chiusa per la ?gata renky? (la Settimana d'oro), e lo sarà fino a lunedì 6 maggio compreso (quando si celebrerà l'ultima della lunga serie di festività: la Kodomo no hi, ovvero la festa dei bambini, o dei ragazzi), anche Shanghai e Shenzhen non scambiano per il ponte della Festa dei lavoratori che quest'anno comprenderà anche venerdì 3 maggio.

In tema di valute, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in moderato rialzo a fronte di un deprezzamento di circa lo 0,20% dello yen sul biglietto verde, mentre è intorno allo 0,10% il calo dello yuan. Se la tendenza è contrastata la seduta è comunque complessivamente negativa per la regione, come confermato dalla flessione per quanto modesta dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, anche se una spinta rialzista è arrivata dalle indiscrezioni della Cnbc secondo cui un accordo commerciale tra Washington e Pechino potrebbe essere annunciato già venerdì. Ne beneficia Hong Kong, con l'Hang Seng che guadagna circa lo 0,60% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che si muove invece appena sopra la parità). A Seoul il Kospi è in rialzo di circa lo 0,50% dopo che Statistics Korea (l'ente statistico di Seoul) ha comunicato che in aprile l'inflazione è cresciuta allo 0,6% annuo dallo 0,4% di marzo e contro la lettura invariata allo 0,4% del consensus di Reuters. A Sydney l'S&P/ASX 200 segna invece una perdita dello 0,59% in chiusura.

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