Asia contrastata. Nikkei 225 in progresso di appena lo 0,06%

16/08/2019 08:20:45

Dopo una seduta contrastata per Wall Street, con S&P 500 e Dow Jones Industrial Average in rialzo giovedì a fronte di una flessione per quanto limitata allo 0,09% per il Nasdaq (mercoledì i tre principali indici Usa avevano però perso tutti intorno al 3%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza mista è proseguita, mentre continuano le tensioni tra Cina e Washington. Giovedì il ministero delle Finanze di Pechino aveva promesso le "necessarie contromisure", nonostante la comunicazione di martedì dell'ufficio dello U.S. Trade Representative circa il rinvio da inizio settembre al 15 dicembre dell'entrata in vigore di nuovi dazi. Rappresaglia che, ha spiegato Zhou Xiaoming, ex funzionario del ministero del Commercio di Pechino (citato da Bloomberg), "potrebbe non essere limitata alle tariffe". Gli investitori, però, scommettono su significativi piani di stimolo non solo in Cina, ma anche da parte delle principali banche centrali. Il risultato è stato un recupero dalle perdite d'inizio sessione per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che guadagna circa lo 0,20% ma resta in flessione dell'1% nell'ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è in rialzo di circa il 10% e il parallelo moderato ribasso dello yen sul biglietto verde contribuisce alla seduta positiva di Tokyo: il Nikkei 225 limita però il suo progresso allo 0,06% (fa poco meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,10%). Giovedì il Nikkei 225 aveva invece perso l'1,21% (1,04% la contrazione del Topix). Sul fronte macroeconomico, in giugno la produzione industriale ha segnato in Giappone un calo del 3,8% annuo, in ulteriore peggioramento rispetto al precedente declino del 2,1% ma sopra al ribasso del 4,1% della lettura preliminare diffusa a fine luglio.

Secondo i dati ufficiali dello U.S. Department of the Treasury (il ministero del Tesoro di Washington), le riserve cinesi in titoli di Stato Usa sono salite in giugno da 1.110 a 1.113 miliardi di dollari. Pechino è stata però superata da Tokyo nella classifica: quelle del Giappone, infatti, sono passate da 1.101 a 1.123 miliardi. A poco meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di circa lo 0,80% e di oltre l'1% rispettivamente, contro un progresso intorno all'1,20% per lo Shenzhen Composite. Giovedì Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 avevano guadagnato lo 0,25% e lo 0,31% (0,48% il rialzo dello Shenzhen Composite). Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in crescita di circa l'1% (performance appena peggiore per l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo intorno allo 0,90%). A Seoul il Kospi è in calo di circa lo 0,60% a fronte della perdita dello 0,04% segnata in chiusura dall'S&P/ASX 200 di Sydney (giovedì la piazza australiana aveva registrato un crollo del 2,93%).

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