Tassi Usa in costante calo, guai per l'economia (e borse) in arrivo?

Tassi Usa in costante calo, guai per l'economia (e borse) in arrivo? Chi segue i mercati azionari forse non tiene gli occhi puntati sui bond, ma in questo momento l'andamento dei titoli di stato, in particolare di quelli Usa (ma anche di quelli australiani e tedeschi) mostra un evidente nervosismo da parte degli investitori, una fuga dagli asset piu' rischiosi per andare su quelli considerati "sicuri". Questo e' il motivo per cui i prezzi dei future sui Treasury Note a 10 anni emessi dal governo Usa sono ai massimi dal settembre del 2017 con un rendimento molto vicino al 2,2%. L'impressione e' che i mercati inizino ad essere convinti che la Fed presto, magari gia' a settembre, possa cambiare atteggiamento ed iniziare una fase di taglio del costo del denaro. Una politica espansiva potrebbe essere vista come positiva dalle borse, il problema e' che in questo momento gli investitori si stanno convincendo che i tagli dei tassi si renderanno necessari per contrastare un imminente rallentamento dell'economia globale, e anche di quella americana, come risultato delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina. I future sui Fed Funds pronosticano come possibile per piu' del 50% un primo taglio di 25 punti base gia' nel prossimo futuro e un ulteriore taglio dello 0,25% potrebbe essere possibile, con una probabilita' superiore ad 1/3, a dicembre. Anche il fatto che il rendimento dei titoli a 2 anni, il piu' seguito per farsi una idea delle prospettive di intervento della Fed, e' sceso sotto il target di rendimento dei Fed Funds del 2,25/2,50% toccando i minimi da inizio 2018. La curva dei rendimenti per le scadenze 3 mesi e 10 anni ha virato nuovamente in negativo, con le scadenze piu' brevi leggermente superiori alle piu' lontane, un classico segnale anticipatore di imminenti problemi per l'economia. Il dato "core" sulle vendite al dettaglio di Usa di aprile, quello che ha scatenato il nervosismo dei mercati (la versione che esclude le componenti piu' volatili di cibo ed energia) ha fatto registrare un aumento su base annua del 2,9%, decisamente inferiore alla media a 5 anni del 3,7%. Morgan Stanley a seguito dei dati sulle vendite al dettaglio ha abbassato le stime per la crescita Usa per il 2019 all'1,2% dal precedente 1,5%, un valore decisamente inferiore a quel +3,2% del primo trimestre che pero', come e' noto, e' stato gonfiato dall'accumulo delle scorte. Per il future sui bond a 10 anni americani si avvicina un appuntamento importante: a 125,80 circa (dati in centesimi) si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di meta' 2016: una rottura di questi livelli farebbe assumere al rialzo visto dai minimi di ottobre una connotazione di tendenza e non piu' di semplice correzione, farebbe quindi pensare ad un proseguimento duraturo del rialzo. E in base a quanto detto sopra in questo momento il proseguimento dell'ascesa per i titoli di Stato Usa non puo' che portare ad un ulteriore deprezzamento dei corsi azionari.